La Dea Madre. Approfondimento

Con l’ultimo numero  di Dylan Dog, La Dea Madre, dedicato ad un particolare e sanguinario culto che ha radici arcaiche nella storia dell’umanità, si evince, una volta ancora, quanto l’eroe ideato da Sclavi affondi parte delle sue complesse radici nelle mitologie e nei culti millenari.
Fin dalle prime “storiche”  storie, l’indagatore di Craven Road ha sempre dovuto, e in questo numero suo malgrado, avventurarsi in simili problematiche.
Cosa differenzia, dunque, questo numero da  altri ? Varie cose. Senza dubbio l’impostazione iniziale, subito chiara circa il culto primitivo cui fa riferimento: la dea madre.
Nato agli albori della civiltà e diffusosi in tutto il mondo, tale culto aveva radici profondamente fisiche e psicologiche, ben lontane dal semplice e ancestrale bisogno di spiegare fenomeni celesti, naturali, spirituali.
La donna nella società primitiva era il tramite della vita, colei che  le generava, colei che portava dentro di se il seme della continuità tribale e della specie.  Il richiamo sessuale e fisico di tale culto va dunque oltre la semplice forma primitiva dell’adorazione tribale. E’ un richiamo alle origini, al mistero della vita, al fascino insondabile della donna come potente, assoluta  generatrice. Di colei che scaccia la paura estrema della non esistenza.
Le famose statue delle veneri  hanno origini antichissime, dal tardo Paleolitico al Neolitico, e si trovano in ogni angolo dell’Europa: Dalla Siberia alla Francia, dalla Germania ai Balcani.

Venere Preistorica

Naturalmente anche Dylan Dog, pur con la semplicità e l’immediatezza del fumetto, affronta tale argomento, introducendo Dylan a reperti di una antica e misteriosa civiltà matriarcale, basata sull’equilibrio, l’armonia con la natura, la convivenza pacifica fra donna generatrice e uomo generante, fra donna detentrice di un mistero enigmatico ed affascinante come la gestazione, la vita e l’accudimento della prole, all’uomo atto a proteggere, a cacciare, eppure irresistibilmente attratto dalla dolcezza, dalla fertilità e dall’amore verso i figli.
Ma nel racconto, tale splendida armonia si rompe, assumendo toni inquietanti e cupi, che sconfinano nel sacrificio umano, nel bagno di sangue delle civiltà precolombiane e fenice. E’ noto che tali pratiche avevano il sommo scopo di placare l’ira degli dei, per eventi spaventosi di fronte ai quali gli uomini si sentivano impotenti.
Le raffigurazioni dei popoli precolombiani, in materia, ci mostrano come nei millenni, il culto della danna materna, dalle forme abbondanti e placide, ceda il posto a donne enigmatiche, sanguinarie, spesso capaci di utilizzare le proprie doti seduttive per condurre l’uomo non solo nell’estasi come accade ad Odisseo e alla sua ciurma nell’isola dei Lotofagi, ad esempio, ma anche a veri e propri deliri di follia e di morte.

Dea Madre

Tale evento si presenta anche nel fumetto, dove la placida venerazione di entità collise alla natura, sconfina nella violenza e nel sadismo. Ma se come abbiamo visto, la società matriarcale era consacrata all’equilibrio, come può esser possibile tale deriva ?

La deriva spirituale di tale armonia resta evidentemente misteriosa, anche se recenti teorie ne collocano l’inizio con l’antica civiltà egizia. Pare che con la XVIII dinastia,  studi sui corpi da preparare per la mummificazione abbiano permesso infatti di capirne l’anatomia e di arrivare quindi alla prova che la vita e la procreazione non erano dominio esclusivo della donna e della dea madre, ma necessitavano dell’intervento fecondativo dell’uomo. Tale rivelazione portò alla nascita del dio Aton, globo di sole dai raggi sacri, che fecondavano la terra, la Dea Madre nella cultura egizia, stabilendo per la prima volta una nuova gerarchia. Nell’albo di Dylan ciò viene semplificato con l’arrivo di popoli nordici, basati sul dominio del maschio nella cultura, cosa in ogni caso non difforme dal vero. Nella stessa Genesi, la figura di Dio padre, creatore del cielo e della Terra, è assoluta. La sola figura femminile, addirittura, viene generata dalla costola di Adamo, rovesciando il concetto matriarcale della genesi naturale. Eva, poi, è solo un mero strumento di tentazione e di procreazione incestuosa, con l’aggiunta di Lilith, figura demoniaca e perversa.

L’albo si chiude con le violente e sanguinarie esecuzioni delle adepte al culto matriarcale, cosa in verità storicamente presente nelle divinità maschili successive, con il summa del  Moloch fenicio e degli dei Inca e Aztechi, veri demoni assetati di sacrifici umani.
In generale l’albo tende a rappresentare la fine di un equilibrio antico, rotto sia dagli uomini che dalle donne, queste ultime assoggettatesi alla parte peggiore e lasciva della seduzione. Solo con il Cristianesimo si ritroverà un parziale equilibrio, con la figura materna e pura della Vergine.
Questo breve sunto vuole solo introdurre argomenti che sono in realtà vastissimi e senza alcuna pretesa informativa. Solo far conoscere a chi magari non ne fosse informato, quanto spesso le religioni e le basi etiche delle società, possano variare per singoli e violenti argomenti e quanto la violenza sia spesso innata nell’essere umano.
La chiusura dell’albo, criptica e misteriosa, che travolge anche Dylan Dog in un agire selvaggio, ne è l’esempio.

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