Cravenroad7

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#OBII - N°1 - Skinwalker
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 Oggetto del messaggio: Re: #OBII - N°1 - Skinwalker
MessaggioInviato: mer apr 16, 2025 1:47 pm 
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 Oggetto del messaggio: Re: #OBII - N°1 - Skinwalker
MessaggioInviato: mer apr 16, 2025 2:43 pm 
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Iscritto il: gio ago 20, 2009 12:26 pm
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... questo lo so, ma pubblicare un volumetto smilzo da 94pp di storia (singola), un mese sì e uno no, per me continua a non aver alcun senso a livello editoriale, quando c'è già un inedito identico come formato, accompagnato per giunta dai bis.

L'ambientazione anni '80 in assenza di continuity sull'inedito serve a poco come scusa, nel tenere questo OB in vita in parallelo. Temo che l'unica ragione è che in SBE esistano due redazioni bifronti a livello dylaniato, e tutto il lavoro fatto (o in cantiere) da Busatta non possa esser incorporato in quella della Baraldi, mantenendo linee di distinzione non così sottili ma rimarcate... :|

In questa bicefalia dico solo, come altri, che il layout delle nuove copertine è abbastanza inguardabile, degno della peggior ristampa pirata tardi anni'90s, coi margini del logo pure tagliuzzati o ficcati a tromba. :?

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 Oggetto del messaggio: Re: #OBII - N°1 - Skinwalker
MessaggioInviato: mer apr 16, 2025 3:36 pm 
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E comunque, tornando ad Enna ed i didascalismi sulla stregoneria Navajo... non scordiamo la sua passione per quei territori con tanto di Saguaro...poi aggiungiamo che...


Baron Karza ha scritto:
Buonasera,
a giudicare dagli interventi [qui e] su youtube, l'albo ha suscitato pareri non entusiasti


... a dire poco :!:
Non capisco sinceramente l'accanimento online contro questa storia, ben lungi dal non-gradimento abbastanza moderato qui sul nostro forum. Ma i vari leccapiedi a cottimo spirituale del duo Baralzones li hanno letti quei coacervi di vaccate incarnatesi nel #462 e #463 sulla regolare, per gridare allo scandalo inviperito nei confronti di Enna sull'OB?

Povero Busatta, lui così poco trendy, così a corto di amichetti da fiera o da sito (pseudo)specializzato... :oops:

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 Oggetto del messaggio: Re: #OBII - N°1 - Skinwalker
MessaggioInviato: mer apr 16, 2025 6:41 pm 
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Iscritto il: sab dic 28, 2013 7:16 pm
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Votato accettabile, un 6 +.
Mi aspettavo di più da Enna, ma si tratta comunque di una storia godibile dall'inconsueta, a tratti affascinante, ambientazione esotica.

Anche per me una pubblicazione così non ha molto senso, preferirei tornassero i Maxi di una volta, 2 o 3 all'anno con 3 storie (anche due lunghe e una breve, all'occasione una sola che occupi tutto l'albo, ecc.) con numero di pagine e prezzo di un Maxi Tex, ma forse ritengono un bimestrale che si confonde con l'inedito più remunerativo.


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 Oggetto del messaggio: Re: #OBII - N°1 - Skinwalker
MessaggioInviato: mer apr 16, 2025 8:06 pm 
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Iscritto il: gio ago 20, 2009 12:26 pm
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Aleksandr ha scritto:

Anche per me una pubblicazione così non ha molto senso, preferirei tornassero i Maxi di una volta, 2 o 3 all'anno con 3 storie (anche due lunghe e una breve, all'occasione una sola che occupi tutto l'albo, ecc.) con numero di pagine e prezzo di un Maxi Tex, ma forse ritengono un bimestrale che si confonde con l'inedito più remunerativo.


Senza voler fare i conti della serva, mi metto il grembiule provando a capirci qualcosa, e forse le cifre tornano (al desco) soltanto se il bimestrale (a quasi 9€ da 200pp) era di fatto in perdita sulle vendite, e quindi meglio spiattellarlo a quasi 6€ con la metà delle pagine, per spese di produzione. Un'altra ragione potrebbe rientrare a livello di risorse, oltre che incassi: 12 storie sull'OB all'anno toglievano spazio a determinati autori dell'/dall'inedito, li travasavano su un profilo "minore" come hype, e magari oscuravano da un certo punto di vista la visibilità della regolare, oltre a non corrispondere ad una certa policy pseudo-artistica dell'inedito & viceversa, creando profilazioni non omogenee - dubito infatti che Busatta approverebbe certe ciofeche uscite sulla regolare o condividerebbe una certa linea di contenuti... :roll:

Detto questo, ridurre tutto a 94 tavole come detto sopra atrofizza ulteriormente le possibilità editoriali, perché con un formato da 200 o 300 si poteva svariare in tante combinazioni, a parte le due/tre storie canonicamente standard da 94... con miscugli di brevi per esempio, o una da 50 ed una da quasi 150 tipo Speciale, un mega episodio unico, etc...
Mentre questa policy di spersonalizzazione omologante dell'OB lo riduce a poco più di un inedito schizo-bipolare, con l'intento indiretto di auto-affossarlo tra non molto, a mio vedere... perché tutto fa tranne valorizzarlo o renderlo più appetibile - come lo strillone offensivo verso i lettori storici lanciato da RR non molto tempo fa "il Dylan che hai sempre amato" :*

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 Oggetto del messaggio: Re: #OBII - N°1 - Skinwalker
MessaggioInviato: mer apr 16, 2025 10:03 pm 
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Per me il bimestrale ad una sola storia ci potrebbe anche stare, ma perlomeno ci dovrebbe essere un ritorno alle origini oppure una maggiore atmosfera degli anni 80, una bella dose di horror puro!
Altrimenti, a questo punto, potevano lasciare il formato maxi e cambiare solo il disegnatore della copertina.


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 Oggetto del messaggio: Re: #OBII - N°1 - Skinwalker
MessaggioInviato: mer apr 16, 2025 11:59 pm 
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Mr.Nightmare95 ha scritto:
ci dovrebbe essere un ritorno alle origini oppure una maggiore atmosfera degli anni 80, una bella dose di horror puro!


Più classico di Enna, per i presunti "ritorni agli origini", non saprei cosa mettere sugli OB, anche per la sua tendenza all'horror puro ed essenziale denavorta senza meta-pipponi, giochetti fanta-giallognoli, barbuti gnagheggianti, o contaminazioni sperimentali per cui ci sarebbe pure posto sul Color Fest.

Non credo sia il caso di lamentarsi da questa prospettiva: se poi volete degli epigoni di Sclavi, questa è una parte del problema... :dito:

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 Oggetto del messaggio: Re: #OBII - N°1 - Skinwalker
MessaggioInviato: gio apr 17, 2025 12:45 pm 
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wolkoff ha scritto:
Mr.Nightmare95 ha scritto:
ci dovrebbe essere un ritorno alle origini oppure una maggiore atmosfera degli anni 80, una bella dose di horror puro!


Non credo sia il caso di lamentarsi da questa prospettiva: se poi volete degli epigoni di Sclavi, questa è una parte del problema... :dito:


Questo nuovo format come comunicato dalla Sergio Bonelli deve fare riferimento agli anni 80. Siccome si è passati all'albo di 98 pagine, potrebbero dedicarsi più accuratamente verso questa prospettiva. La storia per quanto godibile, sufficiente, è fuori luogo per il format che vogliono presentare (andrebbe meglio per la serie regolare). Magari nei prossimi numeri ci potrebbe essere una svolta...


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 Oggetto del messaggio: Re: #OBII - N°1 - Skinwalker
MessaggioInviato: gio apr 17, 2025 1:36 pm 
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Località: Inverary 2.0
Per la maggior parte di noi lettori, l'ambientazione anni '80 (che è L'UNICO PARAMETRO di riferimento/distinzione degli OB) è talmente flebile o di puro contorno, che pare normalissima la possibilità di convertire una storia come questa sull'inedito... e proprio per questo il parallelismo tra testate sembra sempre più pretestuoso. La cosa che cambia sostanzialmente a livello editoriale è il lavoro di Busatta nella selezione dei soggetti, che non ricalca proprio il trend della Baraldi.

Quindi questo Enna sta bene sia qui che sull'inedito, polifunzionale; non è affatto "fuori format", qualsiasi cosa ciò significhi, davanti ad una pubblicazione senza anima propria. L'unica differenza è che non ci sono smartphone, telecamere ovunque, social-media, mentre può comparire la Thatcher, il tormentone AIDS, etc. Cose che su 94 tavole in genere servono poco, o da cornice come detto prima (almeno che non si tratti di una storia più sul giallo, dove la tecnologia serve parecchio per alibi, ricostruzioni, prove, etc.).

Promemoria: revival anni'80s non vuol dire che scriveranno le storie in stile Sclavi - che poi i capolavori sono tutti a ridosso degli anni '90s, ultimissimi '80s :o

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 Oggetto del messaggio: Re: #OBII - N°1 - Skinwalker
MessaggioInviato: gio apr 17, 2025 3:34 pm 
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wolkoff ha scritto:
L'unica differenza è che non ci sono smartphone, telecamere ovunque, social-media, mentre può comparire la Thatcher, il tormentone AIDS, etc. Cose che su 94 tavole in genere servono poco, o da cornice come detto prima (almeno che non si tratti di una storia più sul giallo, dove la tecnologia serve parecchio per alibi, ricostruzioni, prove, etc.).
:o


Esattamente, il tuo ragionamento non fa una piega. Purtroppo sono un nostalgico come tanti altri..


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 Oggetto del messaggio: Re: #OBII - N°1 - Skinwalker
MessaggioInviato: gio apr 17, 2025 4:48 pm 
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Mr.Nightmare95 ha scritto:
Questo nuovo formato Old Boy mi incuriosiva, magari ridurre le storie del bimestrale ad una soltanto, poteva migliorare la qualità delle storie, di conseguenza concentrarsi maggiormente nell'atmosfera anni 80. Almeno così la pensavo io. Diciamo che come inizio non mi aspettavo un capolavoro, ma qualcosina in più si. Per essere un Old Boy, ci si aspetta una storia che appartiene al vecchio Dylan che conosciamo. La scelta di un'ambientazione inusuale appare come una forzatura, una storia del genere ci potrebbe stare nelle serie regolare. Per il resto la trama è abbastanza semplice, devo dire scorrevole, ma poco accattivante senza colpi di scena.

il ritorno al Dylan classico è già avvenuto sulla regolare dall'arrivo dei Baranzoni, da quel momento l'OB, per differenziarsi, è diventato (o doveva diventare) il contenitore delle storie "weirdo" come detto da Busatta stesso, poi questo albo non l'ho ancora letto quindi non so se hanno cambiato impostazione di nuovo

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 Oggetto del messaggio: Re: #OBII - N°1 - Skinwalker
MessaggioInviato: gio apr 17, 2025 10:04 pm 
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Iscritto il: ven ago 18, 2023 9:49 pm
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wolkoff ha scritto:
Per la maggior parte di noi lettori, l'ambientazione anni '80 (che è L'UNICO PARAMETRO di riferimento/distinzione degli OB) è talmente flebile o di puro contorno, che pare normalissima la possibilità di convertire una storia come questa sull'inedito... e proprio per questo il parallelismo tra testate sembra sempre più pretestuoso. La cosa che cambia sostanzialmente a livello editoriale è il lavoro di Busatta nella selezione dei soggetti, che non ricalca proprio il trend della Baraldi.

Quindi questo Enna sta bene sia qui che sull'inedito, polifunzionale; non è affatto "fuori format", qualsiasi cosa ciò significhi, davanti ad una pubblicazione senza anima propria. L'unica differenza è che non ci sono smartphone, telecamere ovunque, social-media, mentre può comparire la Thatcher, il tormentone AIDS, etc. Cose che su 94 tavole in genere servono poco, o da cornice come detto prima (almeno che non si tratti di una storia più sul giallo, dove la tecnologia serve parecchio per alibi, ricostruzioni, prove, etc.).

Promemoria: revival anni'80s non vuol dire che scriveranno le storie in stile Sclavi - che poi i capolavori sono tutti a ridosso degli anni '90s, ultimissimi '80s :o


Concordo; l'ambientazione anni '80 non l'ho mai trovata particolarmente interessante, anche perché nei classici degli anni '80 non era poi così centrale la collocazione storica, tranne in pochi albi con citazioni esplicite di eventi politici o di costume... inoltre, per citare il Nostro: "Beh, tornaci! Questa è la realtà degli anni '90!".


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 Oggetto del messaggio: Re: #OBII - N°1 - Skinwalker
MessaggioInviato: ven apr 18, 2025 10:18 am 
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Iscritto il: sab feb 04, 2023 2:21 pm
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Beh, in effetti é un discorso interessante...
Nel senso, é indubbio che troppo ricorso alla tecnologia odierna ammazza un po' la sospensione dell'incredulità, il fascino dell'investigazione classica, e pure il sovrannaturale.
Tante volte sclavi ha usato la tecnologia futuristica e fantascientifica per dare spiegazioni al sovrannaturale (androidi, computer intelligenti, le invenzioni di lord Wells, ...) , spesso facendo sì che fantascienza e sovrannaturale andassero di oari passo.
Già solo un ricorso eccessivo a telecamere e cellulari, elimina ogni tipo si sense of wonder.
C'è da dire che, anche nel periodo di ambientazione contemporaneo della serie, si é sempre ricorso pochissimo alla tecnologia: telecamere mai usate per risolvere i casi, impronte digitali e dna pochissimo e solo per confermare sospetti, cellulari inesistenti, con Irma che é più a tutti gli effetti un nuovo personaggio, una stavaganza fantascientifica "alla sclavi" che uno smartphone vero e proprio.
Insomma, dylan é un personaggio e una serie per impostazione vaccinata contro la tecnologia.
Di certo tale "vaccino" ha più senso di esistere in un'epoca anni '80-' 90 che al giorno d'oggi...
Per me può tranquillamente esistere nel 2025,purché si mantengano intatti i canoni degli elementi investigativi classici della serie: investigazione tradizionale, portata avanti per intuizione, ricerca e infine verifica sul luogo, senz telecamere e senza l'uso di cellulari o cose varie. In questo a dylan, essendo allergico a questi apparecchi, non dovrebbe cambiare molto

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 Oggetto del messaggio: Re: #OBII - N°1 - Skinwalker
MessaggioInviato: ven apr 18, 2025 11:07 am 
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Iscritto il: gio nov 30, 2023 12:05 pm
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Dire "Dylan ambientato negli anni '80" non ha senso, perché gli albi dell'epoca d'oro erano naturalmente contemporanei e conseguenti alla loro epoca.
Se un albo usciva nell'88, le acconciature erano quelle, i richiami al cinema pure, l'omaggio/rielaborazione era al successo del momento, ecc.
Gli anni '80 c'erano perché uscivano in quegli anni li'.

Ricreare quell'atmosfera con manierismo é una operazione illogica, perché non é parte del DNA della serie. E' peggio che fare ancora storie ambientate nel West oggi, perché ormai quelli sono racconti di avventura pura atemporali.

Il sottotesto é "rifacciamo le storie belle come quelle di 30 anni fa", non "alla anni '80", ma quelle dovresti in teoria averle sempre e comunque, e mica si fanno con la bacchetta magica. Se già il personaggio oggi riuscisse ad esser calato in questa epoca e contemporaneo come ai tempi, una parte dei problemi sarebbe risolta. Ormai é solo un manierismo ridondante per tirar fuori qualche soldo in più.

Ma alla fine, non sarebbe più semplice dire "più storie ci sono, meglio é?" Era questo il Maxi originale, punto. Senza tante spiegazoni inventate per accalappiare con il mktg targetizzato i lettori.


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 Oggetto del messaggio: Re: #OBII - N°1 - Skinwalker
MessaggioInviato: ven apr 18, 2025 12:43 pm 
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Iscritto il: sab feb 04, 2023 2:21 pm
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Concordo, anche perché le tamatiche degli anni 80-90 erano interessanti proprio perché attuali, contemporanee all'epoca in cui scrivevano gli autori e leggevano i lettori, e quindi sentite come vere e affini.
Oggi la cultura é cambiata, le paure sono cambiate, i contesti sono cambiati.
Per questo io ero molto contento quando oni2 annunció, e poi effettivamente fece, che avrebbe portato Dylan nel 2010,perché mi aspettavo che gli autori avrebbero potuto parlare della contemporaneità, delle paure odierne, e non solo di quelle ataviche e classicamente umane.
La cosa fu fatta a metà... L'altra metà sono stati i cartonati Rania donna musulmana e Carpenter nero tosto. Occasione sprecata, ma l'idea di far vivere Dylan nella contemporaneità è, secondo me, quella giusta.
Una contemporaneità che se ne sbatte del fatto che dylan non invecchia e bloch ha duecentocinquanta anni: NON È IMPORTANTE!
Quello che importa é raccontare buone storie, se per farlo bisogna inserire smartphone, trump, putin, social network, attentati e cose varie, ben vengano...

...

(per dire, a me una cosa che terrorizza del mondo d'oggi é l'effetto carrozzone o band-wagon, il fatto che i social, anziché unire, abbiano diviso il mondo in enormi bolle, in echo-chamber identitarie all'interno delle quali la ragione é soppressa a favore dell'appartenenza al gruppo, del sentirsi parte di qualcosa. Sui social si dicono le cose più abbiette e insensate, le fake news più decerebrate, cose che le stesse persone che le scrivono avrebbero vergogna a ripetere a voce alta, ma che all'interno del rumore delle echo-chamber prendono forza e vigore.
Insomma, parliamo della classicisma e da sempre esistente folla armata di fiaccole e forconi, che un tempo si organizzava solo per eventi al limite, mentre ora grazie ai social trova sfogo in QUALSIASI diatriba, politica o morale che sia.
La ragione e la logica che perdono qualsiasi valore, di fronte alla potenza della condivisione e della notorietà.
E la solitudine di chi non vuole appartenere a nessuno schieramento.
Sono contesti che, in un mondo anni '90, ha poco senso mettere in scena, ma che per quanto mi riguarda, per uno sceneggiatore bravo con l' horror sociale, offrono spunti infiniti)

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