L'ho comprato con un briciolo di commozione nostalgica, considerando che si trattava dell'ultimo lavoro di Montanari...
... l'ho chiuso con un magone affranto, pensando che non meritava di chiudere la carriera con un contributo simile
S
P
O
I
L
E
RParlando di disegni, si vede una netta differenza tra la prima ventina di pagine in (rimpianta

) joint venture M&G ed il resto dove Grassani si arrangia in proprio alla meno peggio sulle chine da solo: davvero, in alcune tavole sembra roba disegnata da non professionisti, e non capisco sinceramente
perché non abbiano affiancato a Grassani qualche altro autore per le chine, come avvenuto in storie più recenti. La fretta, eddeché? considerando che si trattava di un albo pensato non meno di 3 anni fa, e che poteva star tranquillamente parcheggiato ancora in archivio per altrettanto tempo
Non a caso anche la prima ventina di pagine è l'unica cosa che si salva dell'albo, per quanto costituisca di fatto un puro antefatto cine-storicizzato senza Dylan, con un non-proprio originale collegio di suore sadiche, maltrattamenti, etc. La guerra che dovrebbe fare da sfondo a tutto - cominciando dal titolo fuorviante - viene dimenticata dopo 3 pagine.
Poi Dylan arriva tra le rovine del convento maledetto... e lì comincia il peggio del peggio, che a confronto Marzano sembrerebbe il nuovo D.Argento e Simeoni il nuovo J.Carpenter feat.Sclavi. Davvero, viene da chiedersi - con tono à la Zalone

-
se questi siano del mestiere. Non conosco personalmente i precedenti di cotale
Matteuzzi su
Jonathan Steele e
Dampyr, ma qui siamo ad una sceneggiatura livello puerile
for dummies di passaggio, che faticherebbe anche per un episodio mediocre di
Scooby Doo a livello di incubi e movimentazioni a ridosso di questi.
Tremenda in questo senso per goffaggine ed analfabetismo strutturale
la sequenza che va da p.50 a p.61 in cui non si capisce COSA avviene e DOVE nelle stanze del collegio, passando da un personaggio X afflitto all'improvviso dall'illusione Xⁿ, ad un altro personaggio Y sotto diversa allucinazione Yⁿ, senza riuscire a rendere l'idea del contesto né a livello grafico - e qui la responsabilità va condivisa con Grassani

- né a livello di successione articolata di circostanze, tra porte che si chiudono, camere che (non) si restringono, vasche mancanti, bulli in cortile, insetti in libera uscita, etc. Groucho bene in alcuni punti, strabordante nell'ingombro stucchevole in altri; comprimari lassamo perde, caratterizzazione da team
Piccolissimi Brividi under10.
Il resto tracima nel riempitivo e sempliciotteria per palese scarsezza d'idee.
Ecco quindi a seguire una ventina di pagine consecutive sui poltergeist che fanno svolazzare vorticando candelabri, violini, barattoli, tantoper... ammazzare il padre della Dylangirl idiota del mese, un ragno gigante, una scossa elettrospiritesca per Groucho, e poi la soluzione a portata di mano: un ricongiungimento familiare degli spettri babau-juniores con una sorella superstite che
SE NEL '39 ERA ADOLESCENTE manco 18enne, perché negli anni 80s (ambientazione ufficiale degli OB) dovrebbe sembrare una
90ENNE DECREPITA?
Senza contare che proprio questa sorella (p.88) si è di fatto disinteressata per quasi mezzo secolo della fine dei fratellini, accontentandosi della versione di una loro fuga quando si allagò il convento, senza mai farsi venire voglia di andarli a "salutare simbolicamente" in quel luogo ormai abbandonato da decenni, orsacchiotto compreso. Vabbouh, ma presumere della logica da autori simili capisco sia adoperare un linguaggio fuori dai loro standard compositivi contro ogni forma di rispetto verso il lettore...
E non basta il cameo simil-chiaverottiano (

) dell'ennesima morte per caduta su statua acuminata in fase controfinalesca, perché qui l'unica cosa andata a sfracellarsi sui marmi dell'ottusità altrui è la nostra pazienza abusata da pubblicazioni impresentabili come questa.
