Arriva immancabile la voce fuori dal coro, e stavolta è la mia.
Per me quest'albo è addirittura ottimo, e lo considero la miglior prova della Barbato da eoni. Qui ho ritrovato la Barbato brillante, divertente, sui generis e sopra le righe di
Anime prigioniere, una Barbato che non scrive per dovere ma per piacere, libera da costrizioni e trame predefinite. Una Barbato vitalissima, che davvero mi mancava (e non me n'ero neanche reso conto), e che a mia modestissima opinione dimostra di avere ancora molto da dire sul nostro Dylan.
E com'è il risultato? Uno spasso, grazie a caratterizzazioni che variano tra il surreale e il demenziale, un Dylan (& comprimari) perfettamente in parte e un Saudelli che, pur senza strafare, riesce a interpretare in modo impeccabile la sceneggiatura barbatiana (il suo tratto venato di grottesco è perfetto per la storia). Va da sé che si tratta di un albo bizzarro,
weird, tutt'altro che canonico, ma la collana del nostro indagatore vive anche di episodi come questo, e ben venga trovarsi davanti agli occhi qualcosa di imprevedibile, una volta ogni tanto.
Lo dico? Lo dico: sebbene l'albo del mese scorso fosse più ambizioso, più "autoriale" e, perché no, più di spessore, mi sono divertito di più leggendo questa
Scommessa sul destino barbatiana.
Per me un 8 pieno.