Cravenroad7

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#Color Fest 58 - Lo spazio bianco
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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: #Color Fest 58 - Lo spazio bianco
MessaggioInviato: ven lug 24, 2026 8:21 am 
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Iscritto il: mar ott 19, 2004 2:43 pm
Messaggi: 10840
Località: Sardegna
Quando una presenza maligna minaccia la sua famiglia, Sara non può che rivolgersi al vecchio amico Dylan!


Immagine


Dylan Dog
Color Fest
n. 58
Lo spazio bianco


OGGETTO: Maurizio Rosenzweig
SCENEGGIATURA: Maurizio Rosenzweig
DISEGNI: Maurizio Rosenzweig
COPERTINA: Maurizio Rosenzweig
COLORI: Matteo Vattani


Sara è un’ex poliziotta divenuta contractor. Lavora in un’agenzia di sicurezza specializzata nella difesa di personalità di spicco della musica e dello spettacolo. È abituata al pericolo, addestrata anche per gli scontri più impegnativi. Ma una minaccia incombe sulla sua famiglia: una presenza oscura ed evanescente che sembra aver preso di mira la figlia, e che sfugge a qualsiasi scontro fisico… L’unica possibilità, per Sara, è chiedere aiuto a una persona del suo passato, un ex compagno all’accademia di polizia divenuto Indagatore dell’Incubo: Dylan Dog!


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Per rendere il topic più consultabile da chi volesse avere pareri in anteprima, tutti i commenti relativi all'attesa dell'albo, fatti prima di avere comprato e letto l'albo, andranno spostati nei topic dell'area ANTICIPAZIONI in modo che, almeno le prime pagine, siano una serie abbastanza pulita di commenti.

Se qualcuno continua qua non è grave, ma sappia che dopo qualche tempo i suoi post saranno spostati senza preavviso.

Inoltre si ricorda a tutti di segnalare gli SPOILER, ove presenti.


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 Oggetto del messaggio: Re: #Color Fest 58 - Lo spazio bianco
MessaggioInviato: lun ago 10, 2026 11:44 pm 
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Iscritto il: gio ago 20, 2009 12:26 pm
Messaggi: 7212
Località: Inverary 2.0
Ho votato una mooo000oooOOOolto generosa sufficienza, ma prevelamtemente perché si tratta di un ospite dampyresco alle prime armi su Dylan Dog, e forse si può chiudere qualche occhio per empatia... ma di fatto l'albo non è nulla di che.

Trascurabile è già troppo come definizione, anche se un'oretta di intrattenimento medio-decente la fornisce... ma a livello di scrittura molte cose lasciano a desiderare, e fanno capire che certe guest star O scrivono storie completamente fuori di testa/sperimentali sul CF, O se proprio devono calarsi nel format classico (come questa) è meglio che dimostrino di aver qualcosa in più da dire della media di un Marzano asfitticamente qualsiasi... :|


S
p
o
i
l
e
R



Copertina già vista come concept, e resa meglio nei precedenti.
Disegni che sembrano in un certo senso mortificati dal colore: basti vedere il tratteggio della prima vignetta, tra cielo e muratura, per capire quanto il b/n potenzia il tratto pulp di uno come Rosenzweig. La cosa migliore sono le sequenze nell'altro piano di realtà, dove risiede la famiglia di Predator-cthulhuiani (pp. 42-44, 70-75, etc). Carini tutti i ninnoli geek ed i vari gadget da collezionismo (fumetti inclusi) che si vedono sparpagliati in dozzine di vignette, con uno speciale like per il thermos con Lamù :3 :3 :3
Le scene più concitate sono rese abbastanza bene, come l'espressività di alcuni personaggi... anche se quelli femminili hanno dei lineamenti troppo burattineschi e squadrati, mentre Dylan sembra uno strano incrocio mingherlesco tra Edoardo Bennato e Francesco Panella (quello di Little Big Italy, per inciso) :P

[...]

Sulla storia in sé posso dire che in linea di massima scorre, ma non affascina per nulla.
L'idea fanta-psicologica di base non sarebbe male, ma l'autore preferisce più concentrarsi sui dialoghi pseudo-brillanti che nel creare atmosfera, tensione... l'incubo in pratica, deviato verso un episodio di Starsky & Hutch con di mezzo un Predator paramedico chtulhuiano che c'haffammiggghia pure lui, e deve salvarla in qualche modo neuro-biochimico. Ad ogni modo, alcuni scambi sono divertenti - come quello sui semafori - ma altri troppo improntati ad un realismo pseudo-domestico che disperde la sceneggiatura in noiosi ricami di troppo, nella retorica familiare da manfrina... come abbastanza retoricamente è affrontato il macro-tema della depressione in generale, con l'alieno che tenta pure d'imbastire qualche sparata ramanzinante agli umani, e Dylan gli risponde per le rime (sputate) sul presunto senso di "atroce ingiustizia". Buah... :| .

Lo schemino è molto classicheggiante, ma manca l'appeal per trovare qualche spunto sulle righe nello sviluppo delle vicende: alla quarta (potenziale) vittima del mostro del mese, Dylan & co sopraggiungono pro-tempore... e tutto si conclude. Inoltre a non convincere sono proprio queste fasi action per come rappresentate. Non mi sembra tanto regolare (p.59) che alla vista del mostrazzo di un'altra dimensione la prima cosa che faccia Dylan sia quella di scagliarsi addosso per uno scontro à la Bud Spencer (amarcord per i tornei di lotta grecoromana con la stessa Sarah ai tempi dell'accademia di polizia? :oops: )... mentre la stessa Sarah d'istinto prenda il telefono per chiamare l'odiato marito che chissàdoveminkiaera in quel momento... invece di aggredire lei il mostrazzo, con quel fisicazzo che si ritrova, e la figlia in pericolo... :o :o :o
Senza contare che appena una pagina dopo ancora Sarah intima alla figlia di chiamare la pula, come se il marito da poco sentito lavorasse per la nettezza urbana...

Non mi sono piaciuti gli eloqui meta-filosofeggianti di Dylan su in cosa consista "lo spazio bianco", il modo in cui ne esce aggratise da quella dimensione con sin troppa facilità se non faciloneria a p.75... né la bandiera bianca del Predator davanti alla resilienza del Nostro, che viene premiato ( :?: :!: ) per ammirazione dopo l'ennesima scazzottata con una bella dormita rinvigorente sul letto (p.89) sentendosi echeggiare dal mostrazzo che avrebbe "sbagliato" città ( :?: :!: ) ma tanto si potrà rifare altrove in qualche multiverso trasversale.
Davvero, un conclusione che più che uno spazio bianco, meriterebbe una blank page per esser cancellata da qualsiasi forma di permanenza, scritta o mnemonica, perché mi deprime anche solo il pensiero di averci speso pure due righe sopra. :( :( :(

_________________
Io no capito, io no capito

(anta baka?! [...] kimochi warui)


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 Oggetto del messaggio: Re: #Color Fest 58 - Lo spazio bianco
MessaggioInviato: mer ago 12, 2026 3:51 pm 
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Iscritto il: ven apr 24, 2009 8:22 am
Messaggi: 1579
Località: cremona
il link alla mia recensione:
https://youtu.be/J7--Nr0t_lk

_________________
ma se dal 2023 diventassi io il nuovo curatore di dyd?

IO SONO RKC E SONO FATTO DELLA STESSA MATERIA DI CUI SONO FATTI GLI INCUBI.......
IT BEGINS......08/09/2012

http://it.wikipedia.org/wiki/Sacello


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 Oggetto del messaggio: Re: #Color Fest 58 - Lo spazio bianco
MessaggioInviato: mer ago 12, 2026 5:58 pm 
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Iscritto il: mer gen 02, 2013 12:47 am
Messaggi: 334
Lo spazio bianco inteso come lo spazio che intercorre fra una vignetta e l'altra, fatto intuire nell'editoriale e speciosamente citato fra le mirabolanti ipotesi di Dylan, si sarebbe prestato a una lettura meta molto più divertente della solita creatura ultradimensionale che pensa e si comporta come una versione "altra" dell'umano. A parte il brutto chara-design (apprezzo Rosenzweig e da lui mi sarei aspettato molta più folle inventiva), renderlo speculare a uno spettro emotivo conoscibile - con tanto di famigliola amorevole a cui manca solo il Mulino Nero sullo sfondo - mi ha annichilito ogni fantasia e suggestione.
Assumendo che il mostro funge da innesco/pretesto per parlare di depressione, forse la cosa più interessante della storia esula dalla storia stessa: di questi tempi, Dylan potrebbe trasformare lo studio in un ambulatorio medico. Negli ultimi mesi abbiamo visto storie che trattano della demenza di Alzheimer, di tumori (x2), sindrome di Proteo e altre malformazioni fisiche, ospedali psichiatrici... Interessante perchè sono soggetti presumibilmente elaborati nel periodo immediatamente successivo alla pandemia, magari è solo una bizzarra coincidenza (il connubio Dylan vs. malattia lo conosciamo bene fin dai tempi dell'AIDS) però si inserisce in questo zeitgeist di incertezze e paure sociali che si riflettono sul personaggio in modo molto cauto e perfino reazionario.
Di buono c'è l'incipit e la co-protagonista, figura femminile che sotto i muscoli cela una sensibilità espressa con efficacia. Oltre ovviamente ai disegni, sarebbe bello vedere Rosenzweig anche nel mensile.


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 Oggetto del messaggio: Re: #Color Fest 58 - Lo spazio bianco
MessaggioInviato: ven set 04, 2026 10:24 am 
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Iscritto il: ven giu 12, 2015 7:29 pm
Messaggi: 2269
apparte copertina e disegni, che ho apprezzato, ho trovato la storia abbastanza meh... l'idea di base è pure carina, ma forse si poteva sviluppare meglio. Poi Dylan viene assunto per indagare, ma non fa proprio nulla, alla fine ne viene coinvolto per puro "culo", visto che la figlia di chi l'ha assunto diventa un obiettivo dell'alieno e lui arriva per salvarla giusto per preoccupazione della madre. Da qui in poi almeno diventa parte attiva della storia.

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