Visto "una battaglia dopo l'altra". Mi aspettavo un bel film, non mi aspettavo QUESTO tipo di film e mi ha abbastanza spiazzato. Anderson é un regista che, forse colpevolmente, conosco solo per due film: magnolia, che non ho neanche finito di vedere, e "il petroliere", che é un film semplicemente enorme, con uno dei personaggi più grandi e potenti del cinema anni 2000, merito anche dell'interpretazione colossale di Daniel day Lewis, probabilmente il miglior attore del cinema contemporaneo (per la cronaca, io l'ho sempre pensata come Tarantino: l'unica cosa che stona in quel film e che lo lascia un pelino indetro dall'essere capolavoro é l'interpretazione di Paul Dano, che é davvero moscetta e impallidosce vicino a quella del protagonista).
Ma si diceva: "una battaglia dopo l'altra". Film adrenalinico a mille, teso come una corda di violino, ma di quella tensione talmente ben dosata e calibrata, capace di alternare momenti di pura commedia a la fratelli Cohen a sequenze d'azione che ricordano invece quei gioielli del cinema in movimento (e quindi del cinema in generale) che sono "the revenant" e i due moderni "mad max", da lasciarti incollato alla poltrona per tutta la durata del film. Quasi tre ore e non se ne percepisce minimamente la pesantezza.
Personaggi scritti da dio, stroria intrigante, un cattivo terrorizzante in quanto a perfidia, potenza, minacciositá, determinazione. Di quei villain che lasciano il segno. Attori magnifici. Azione coreografata con una efficacia, chiarezza ed eleganza sbalorditiva. Visivamente appagante, nonostante una fotografia e una scelta di costumi e scenografie che punta molto sul realistico, e mai a sbalordire lo spettatore con effetti speciali. Cast e direzione degli attori a dir poco eccezionale.
Un film che lascia poco all'immaginazione, c'é un po' di tutto, un potpourri di tantissime cose diverse, di tantissimi elementi contrastanti tra loro (azione, violenza, dramma, commedia, spystory,...) ma che alla fine vanno tutti a convergere su una sola cosa: tenere lo spettatore sulle spine, dall'inizio alla fine, in una lunga e spettacolare montagna russa. Un patchwork assurdo di tanti, tanti film differenti ma con un tema comune: non darti mai respiro. E ci riesce davvero bene.
Per certi versi mi é sembrato quasi un film orientale per quanto riguarda lo sviluppo dell'intreccio, che é molto "orizzontale", cioé che si sviluppa a partire da una premessa e da lì prende una strada tutta sua imprevedibile, anziché avere una trama quadrata e centrata. Ma questa é una caratteristica, appunto, anche dei film dei fratelli Cohen.
Unica nota negativa il finale, un pelo troppo anticlimactico. Avrei preferito il film finisse con
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Comunque, gran gran bel film.