Visto "the master" di paul Thomas Anderson.
È un eufemismo dire che non sono un grande estimatore di questa tipologia di film nevrotici, verbosi, eccessivamente lunghi, con dialoghi cervellotici ma non intelligenti, complicati ma non complessi.
Il delirio collettivo del quale é origine uno dei protagonisti (il maestro Dodd) é dipinto correttamente, ovvero come l'incantesimo misticheggiante di un ciarlatano dal grande carisma, che con frasi vuote, mischiando scienza e suggestioni, confondendo le acque riesce a sedurre e ammaliare una vasta platea di persone.
Allo stesso tempo, il delirio dell'altro protagonista (freddie) é dipinto in maniera altrettanto affascinante e ben più interessante. Il disturbo da stress post traumatico del reduce di guerra lo catapulta in una spirale di alcolismo, antisocialitá, frenesia e nevrosi, cercando una accettazione e uno sfogo nel culto familiare di Dodd, fino ad arrivare inevitabilmente ad
.
La sceneggiatura parte da presupposti molto interessanti, il problema è che si concentra troppo e per troppo tempo sulle nevrosi del maestro della setta, compresse, sfuggenti, insondabili, volutamente e paraculamente labirintiche, fino a diventare un po' stanca e stancante, specie nella parte centrale, e troppo poco su quelle di segno opposto di freddie, ben più interessanti, umane, empatizzabili. Uno é un truffatore, l'altro una vittima. Uno un infinocchiatore di professione, un rabbonitore di folle, meschino che trascina gli altri giù con sé nelle sue nevrosi. L'altro é un violento veterano, un animale primordiale ormai inadatto alla società che invece Dodd deve infinocchiare.
Il giudizio che il film dá sul culto e sulle sue meschine fantasticherie é netto, peró in questo delirio collettivo della setta viene a mancare (o meglio c'é, ma non impatta più di tanto) una critica razionale, una voce che metta davvero Dodd in difficoltá, che crei un vero attrito alla persona spregevole e disturbata che é. Questa é forse la mancanza principale del film, la controparte razionale che metta in dubbio le tesi della setta e che quindi spezzi questo delirio collettivo che, così, appare troppo ingiustificato ed esagerato. Chi darebbe davvero spago a certe baggianate? La parte centrale in cui lq setta prende piede é davvero troppo lunga, ridondante, poco interessante. Molto più interessanti sono tutte le parti che coinvolgono Freddie.
Detto ciò, da un punto di vista puramente estetico il film é strabiliante, tutto, dalla gestione degli attori, alla messa in scena, al montaggio, alle inquadrature, alla fotografia, tutto é messo sul piatto con uno stile e un talento che gridano "grande cinema". Veramente un regista eccezionale, dal punto di vista tecnico e artistico. Il suo tipo di montaggio, poi, così scostante e poco lineare, mi piace da morire.
A parte, bravissimi gli attori e la regia degli attori, ma la performance attoriale di Phoenix é semplicemente strepitosa. Attore clamoroso.
Insomma, un film molto interessante, esteticamente pregevole, che però non fa per me a livello di gusti personali, e che ha il difetto di avere una parte centrale troppo lunga, moscia, priva di attriti concreti, al contrario per esempio dell'incipit e del finale che sono invece estremamente belli.
Sarei molto curioso di avere opinioni vostre a riguardo.