La gestione Baraldi è sempre più vicina alla piatta mediocrità della gestione Gualdoni, con un paio di importanti differenze.
La prima è che Gualdoni, proseguendo sulla scia di Marcheselli, mirava a normalizzare Dylan, eliminando quasi del tutto l'autorialità, i contenuti violenti ed erotici e l'impegno sociale.
La Baraldi, invece, ha ripristinato quegli elementi e, chiamata a restaurare la tradizione dopo la tentata rivoluzione di Recchioni, prende chiaramente come modello i primi Dylan di Sclavi e Chiaverotti.
La seconda differenza, forse più importante della prima, è che nel periodo della gestione Gualdoni la testata era ancora riconoscibile, per quanto invecchiata, sbiadita, appiattita. La Bonelli era ancora quella di Sergio e di Marcheselli, molti degli autori erano gli stessi di prima e, per ovvi motivi, anche il mondo era più simile al mondo degli anni '80/'90 di quanto non lo sia oggi.
Oggi, invece, la testata sembra un bonellide, un'imitazione sciapita del Dylan originario, con l'aggravante di essere fuori tempo massimo. Gran parte degli autori sono cambiati, alcuni nomi storici purtroppo sono venuti a mancare e gli editoriali spesso si trasformano in necrologi che accompagnano storie pubblicate postume.
Ovviamente non si può incolpare la Baraldi del tempo che passa, ma non mi sembra una grande idea riportare a bordo autori che su Dylan non hanno più granché da dire e chiedere loro di auto-parodiarsi [Immagino il dialogo: "
Claudio, tu eri famoso per le filastrocche e lo splatter: mi fai un Dylan con filastrocche e tanto splatter? Magari lo splatter lo mettiamo pure nel titolo"]. Né mi sembra una buona idea continuare a citare/scimmiottare gli albi originari nell'impostazione delle copertine e nei titoli.
L'aspetto che, però, rende tristemente vicini Gualdoni e Baraldi è che, come sceneggiatori, non sono granché. Mi rendo conto di essere tranchant, ma nessuno dei due è un Autore con la "A" maiuscola, questo si nota e inevitabilmente influisce anche sulla loro gestione, sulla scelta dei soggetti altrui e sulla revisione delle sceneggiature. Fra l'altro, il gusto bimbominkiesco e goticone dell'attuale curatrice incide anche sulla sua scelta dei disegnatori: fra i nuovi, prevalgono quelli che puntano su ghirigori, litri di inchiostro ed eccesso di dettagli, a scapito della sintesi e del dinamismo.
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Dopo questa lunga premessa (perdonatemi, ero assente da parecchio), passo alla
TOP 5, con la precisazione che, in attesa della pubblicazione del seguito, non ho ancora letto
Il contrario e l'opposto:
4°/5°)
Se la notte chiama / Chi è sepolto in questa casa?
Il premio è per Roi, che negli ultimi anni sembra rinato, anche se continua ad alternare prove svogliate a capolavori. Questo dittico è fra i suoi capolavori.
La sceneggiatura non ha particolari meriti, ma scorre liscia senza grandi sbavature.
3°)
Ai confini del crepuscoloBilotta qui mi sembra meno ispirato del solito e il suo girare a vuoto funziona meno che negli speciali precedenti, ma rispetto alla maggior parte delle altre storie dell'annata questa è grasso che cola.
2°)
Produci, divora, muoriBuona storia del compianto Manfredi, graziata dalle ottime tavole di Gerasi. Niente di memorabile, ma anche in questo caso il piazzamento è dovuto più che altro al demerito dei competitor.
1°)
TraumaMi rendo conto di contraddire quanto ho scritto nella premessa, ma in questo albo, a differenza che in quello attualmente in edicola, l'operazione-nostalgia di Chiaverotti sembra meno forzata e riesce a toccare le corde giuste. Aiutano i disegni puliti di Casalanguida.
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Fra le storie in gara, darei la sufficienza piena anche a
32 dicembre,
Il grande freddo,
Opera al nero e
Non dovresti essere qui. Andando, quindi, per esclusione e in ordine sparso, passo alla
FLOP 5:
Una forma reversibile di morte: sarebbe bello se la Baraldi fosse Cronenberg.
Gli illuminati: sarebbe bello se Chiaverotti fosse Carpenter.
Il mondo di un sogno migliore: la dimostrazione che l'unione di due ottimi disegnatori non sempre fa la forza.
Non vale se non hai paura: sembra uno scarto della gestione Recchioni.
Fantasmi di guerra: soggetto puerile e disegni ai limiti della pubblicabilità.
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Un saluto a tutti e in particolare al buon wolkoff e ai pochi altri che continuano a tenere in vita il forum. Vi leggo sempre, anche se partecipo poco. Tenete duro!
