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Letto "hush". Sapevo a cosa andavo incontro e da questo punto di vista non posso ritenermi deluso. La storia é il classico intreccio di Jeff Loeb, ovvero un villain nuovo e misterioso, numerosissime interazioni tra batman e i villain più ricorrenti, un mistero complicato e difficile da decifrare (anche se meno del solito, diciamo che l'identità del nuovo villain era sgamabile fin da subito, visto che introducendo un personaggio mai visto e così importante nella gioventù di bruce, non è che si può andare così lontano con le ipotesi...) con tanti colpi di scena e rovesciamenti che mettono in discussione l'indagine ogni tre per due. I dialoghi sono un pelo più farraginosi del solito, ma comunque loeb per me non ha mai brillato tanto per i dialoghi quanto per la trama, il ritmo e la struttura intrigante e a ragnatela delle sue storie. La componente drammatica e noir é abbastanza lasciata da parte, rispetto a qiella puramente action e supereroistica, specialmente per un autore che ha dimostrato precedentemente di saper gestore perfettamente e in maniera equilibrata tutte e tre le componenti. I disegni sono il tasto dolente: non sopporto jim lee e tutta l'estetica supereroistica classica americana. Manca totalmente di finezza e di stile, tutto è plastico, tronfio, scultoreo, un tanto al chilo, le facce sono due in croce (una per gli uomini e una per le donne) e i capelli sono pure quelli 4 in totale (due acconciature per i maschie e due per le femmine). La colorazione non aiuta, anch'essa così tronfia, satura, esagerata, digitale e pomposa. Persino il posizionamento dei baloon in relazione alle vignette (vosa che nei comics americani e lasciata al disegnatore) inficia molto in quella sensazione di farraginositá e non realismo dei dialoghi, facendo risultare spesso gli scambi di battute poco credibili, se relazionati alle azioni dei personaggi disegnati su carta. Infine, nota personale, mi sto rendendo conto che non sopporto il batman ipertecnologico degli anni 2000. Se voglio vedere un ironman con la tuta da pipistrello, mi leggo direttamente ironman. Il batman anni 80,più vulnerabilr, più fallibile, più umano e quindi più interessante, é l'unico che riesce a interessarmi. Questo batman con un gadget iper risolutivo e futuristico per ogni evenienza mi fa troppo, involontariamente anni '60, ma senza quell' ironia divertita, consapevolmente posata ed autocitazionista di frank miller. Parte grafica tremenda per quanto mi riguarda, che mi ha davvero smorzato l'entusiasmo per una storia che meritava, se non un tim sale come al solito, almeno un artista vero, con una visione gotica e un tratto più oscuro e personale del personaggio, e meno acrobata ipertrofico.
_________________ Oggettivo è ciò che richiede dimostrazioni. Soggettivo è ciò che richiede argomentazioni.
"Di ciò di cui non si può argomentare, si deve narrare" (semicit. di semicit.)
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