Il lungo addio

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Il lungo addio
Albo n. 74 (Novembre 1992)
Soggetto: Mauro Marcheselli
Sceneggiatura: Tiziano Sclavi
Disegni: Carlo Ambrosini
Lettering: Piero Ravaioli
Copertina: Angelo Stano
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Armageddon! Il tagliagole

Contents

« ...Dire "ti amo" è una delle cose più spaventose della vita... »
(Marina Kimball, pag. 73)


Il lungo addio è la 46a storia scritta da Tiziano Sclavi apparsa sulla serie regolare (56a della sua intera produzione). È anche la 6a storia disegnata da Carlo Ambrosini per la serie regolare (6a della sua intera produzione). 5a collaborazione Sclavi/Ambrosini.

Il soggetto è di Mauro Marcheselli: per la serie regolare ( della sua intera produzione). 2a collaborazione Marcheselli/Sclavi ai testi.

Trama

Marina Kimball ritorna all'improvviso nella vita di Dylan Dog in una sera qualunque. Moonlight è il posto che li ha tenuti legati per una breve estate della loro adolescenza e, adesso, è il posto dove Marina vuole essere riportata. Attraverso un viaggio che gira all'infinito come la ruota panoramica di un luna park, i ricordi, la malinconia e i sogni perduti li condurranno nuovamente a Moolight, dove Dylan sarà costretto ad affrontare una verità che, in fondo, ha sempre conosciuto.

Personaggi principali

  • Dylan Dog: indagatore dell’incubo
  • Groucho: assistente di Dylan Dog
  • Marina Kimball: ex-ragazza di Dylan

Grouchate

Citazioni

  1. Pag. 20 - vignetta 5: "Chi ti vuol bene ti fa piangere." (Miguel de Cervantes Saavedra, Don Chisciotte della Mancia)
  2. Pag. 58 - vignette 3/4/5/7: la radio trasmette per pochi secondi alcuni grandi classici degli anni '60 e '70: Imagine (1971), di John Lennon; Yesterday (1965), dei Beatles; Stairway to Heaven (1971), dei Led Zeppelin; The Sound of Silence (1966), di Simon & Garfunkel; A Whiter Shade of Pale (1967), dei Procol Harum; The End (1967), dei Doors.
  3. Pag. 58 - vignetta 6: viene citato il presidente della repubblica francese Charles de Gaulle.
  4. Pag. 63 - vignetta 6: viene citato il duo comico Stanlio & Ollio.
  5. Pag. 68 - vignetta 2: Dracula (1897), romanzo di Bram Stoker.
  6. Pag. 98 - vignetta 5: sul dorso di due libri si distinguono i nomi dei pittori (Jan) Vermeer e (René) Magritte.

Curiosità

  • Il titolo della storia è lo stesso del romanzo Il lungo addio (1953), di Raymond Chandler.
  • Alcune tematiche di questa storia verranno riprese nell'albo n. 261, Saluti da Moonlight (la cui copertina, inoltre, ha una diretta corrispondenza con la vignetta 5 di pagina 15 del presente episodio). Di Marina e di ciò che è accaduto a Moonlight vi sono riferimenti anche nelle storie Ascensore per l'inferno (n. 250) e Il pianeta dei morti (Color Fest n. 2).
  • Fra i molti motivi per cui ricordare questa storia ci sono anche l'insolita serietà e cerimoniosità di Groucho, il quale dall'inizio alla fine dell'albo non pronuncia alcuna battuta.
  • A pagina 10, Dylan dichiara di aver trascorso la prima vacanza da solo a Moonlight, in un appartamento ("una stanza con il gabinetto in corridoio", cit.) preso in fitto presso l'agenzia "Moonlight tourist". La modestia dell'abitazione è dipesa dalle possibilità economiche dei genitori di Dylan ("i miei non avevano molti soldi, era già tanto quello...", cit.).
  • A pagina 12, si apprende che Dylan era solito esclamare "Giuda ballerino!" già da adolescente.
  • Alle pagine 34-35, viene mostrato per la prima volta nella storia il "galeone fantasma", il quale influenzerà profondamente l'intera vita di Dylan Dog.
  • A pagina 45, Dylan recita a Marina una canzone che dice d'aver scritto lui stesso. La canzone, intitolata "...", è poi confluita nella raccolta Nel buio (1993), di Tiziano Sclavi. Di seguito se ne riporta il testo:


...e lunghe ore a ingannarci così
a dire lui e lei, sempre gli altri,
e i palliativi sono sempre tanti
per non ammettere che siamo qui.
E Charlie Brown e Mafalda e la scuola
storie un po' vere, a volte inventate,
nei pomeriggi d'inverno e d'estate,
di strani voli su una parola.

Quando cantavo plaisir d'amour,
tu mi guardavi e ridevi più forte:
non lo capivi che ti facevo la corte
o forse capivi e la furba eri tu.
E mi hai sospeso su un filo di lana
e mi ci terrai ancora per molto,
giovane amore, fiore non colto,
o forse sì, ma da un'altra mano.

E chi lo sa se anche tu mi vuoi bene,
a volte credo di esserne certo,
a volte invece sembra tutto uno scherzo:
fuggono gli occhi come falene.
Amica mia sorella speranza,
quello che vuoi io non ti dirò,
quello che voglio non sentirò,
quello che c'è dietro l'indifferenza.

E tutto è morto e tutto è ancor vivo
e solamente tutto è cambiato,
quello che provo l'ho sempre provato,
e credo ancora in ciò in cui credevo.
E il fiocco nero è l'unica cosa
che mi è rimasta con la malinconia,
ma insieme a questa stanca anarchia
vorrei anche te, amica mia.

Ma dimmi tu, non è meglio così?
Immaginare ed illudersi sempre,
qui ad aspettare qualcosa o niente,
qui ad aspettare un no o un sì,
che in ogni caso sarebbero fine
di tutto questo che almeno è un ricordo,
così studiato giorno per giorno,
fatto di tanti cristalli di brina.


  • A pagina 55, vignetta 3, Marina consiglia a Dylan di non sposarsi mai e lui le risponde che finora ha seguito il consiglio. Quest'affermazione apre dei margini d'interpretazione sul significato dell'albo n. 121, Finché morte non vi separi, in cui avrebbero (il condizionale è d'obbligo) luogo le nozze dell'indagatore dell'incubo con la terrorista irlandese Lillie Connolly.
  • A pagina 58, vignetta 6, la radio annuncia la notizia di una non meglio specificata occupazione della città vietnamita di Huế, nel corso della guerra del Vietnam (1960-1975). Il riferimento immediatamente successivo alla canzone The End dei Doors probabilmente è da ravvisare anche nel fatto che questa canzone fa parte della colonna sonora di uno dei più celebri film sulla guerra del Vietnam, ovvero Apocalypse Now (1979), di Francis Ford Coppola.
  • A pagina 63, vignetta 5, un Dylan adolescente dichiara che non gli piacciono le parolacce. Ciò nonostante alle pagine 50 (vignetta 6) e 77 (vignetta 3) non si fa scrupolo di definire Marina una "stronzetta" e una "puttanella", sebbene soltanto fra sé e sé.
  • A pagina 63, vignette 6 e 7, viene mostrata per la prima volta nella storia la pistola che Dylan conserverà con sé per il resto della vita; alle pagine 68-69 viene mostrato anche il primo lancio di pistola (con relativa presa al volo), ad opera di Marina.
  • A pagina 66, vignetta 6, Dylan dichiara di avere il terrore dei pipistrelli (sebbene a pagina 68, vignetta 2, precisi di non averli mai visti prima e di aver sviluppato la sua fobia in seguito alla lettura di Dracula).
  • A pagina 70, vignetta 2, Dylan mostra di avere già le idee chiare sul proprio futuro, dichiarando di voler fare il poliziotto e per la precisione "il detective dei mostri e dei fantasmi". Effettivamente, farà sia l'una sia l'altra cosa.
  • A pagina 74, vignetta 2, Dylan dichiara che il maggiolone cabriolet è la sua automobile preferita.

Risorse

Scheda della storia sul sito della Sergio Bonelli Editore

Discussione riguardante la storia sul forum di Cravenroad7.it

Analisi critica e annotazioni sulla storia su uBCfumetti.com

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