Il cervello di Killex

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Il cervello di Killex
Albo n. 80 (Maggio 1993)
Soggetto: Tiziano Sclavi
Sceneggiatura: Tiziano Sclavi
Disegni: Giampiero Casertano
Lettering: Diana Rocchi
Copertina: Angelo Stano
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La fata del male Johnny Freak

Contents

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(yyy, pag. zzz)


Il cervello di Killex è la 51a storia scritta da Tiziano Sclavi apparsa sulla serie regolare (67a della sua intera produzione). È anche la 5a storia disegnata da Giampiero Casertano per la serie regolare (7a della sua intera produzione). 6a collaborazione Sclavi/Casertano.

Trama

Le ricerche dello scienziato Christopher Killex hanno sempre avuto un unico scopo: trovare un segno materiale della presenza dell’anima. Peccato che questa "indagine" sia stata condotta uccidendo moltissime persone innocenti. Dopo la cattura da parte di Dylan Dog e la condanna al carcere di massima sicurezza di Hardstone, al folle genio criminale viene praticata una lobotomia per placarne gli istinti assassini, ma in seguito all’operazione la porzione di cervello asportata viene smarrita... Ha così inizio una nuova serie di morti efferate che porta l'inconfondibile marchio del dottor Killex e solo l'indagatore dell'incubo potrà porre fine ancora una volta a un tale dilagante delirio.

Personaggi principali

  • Dylan Dog: indagatore dell'incubo
  • Groucho: assistente di Dylan Dog
  • Bloch: ispettore di Scotland Yard
  • Christopher Killex: scienziato, pluriomicida
  • Joy Freeman: avvocato di Killex
  • Robert Frost: medico chirurgo al General Hospital

Grouchate

  1. Sapete perché uno che vive a Londra non può essere sepolto a Edimburgo? Perché è vivo.
  2. Durante il catechismo il prete spiega ciò che avverrà il giorno del giudizio: si scatenerà l'uragano, i morti risorgeranno, la terra si spaccherà... un bambino dal fondo: "Ci daranno vacanza, quel giorno?".
  3. Cercavano di darti a bere una notizia? Ci riuscirebbero solo se provenisse da un'ottima fonte...
  4. Sembra che Donald Trump abbia abbandonato tutto per trovare la verità... da solo è salito su un altissimo monte del Tibet dove vive un vecchio saggio, e quando l'ha incontrato gli ha chiesto: "Che cosa devo fare nella vita?". E il vecchio: "Mah, io lascerei il mercato immobiliare e mi butterei sulle obbligazioni!".
  5. Due elefanti che hanno litigato fanno la pace, e uno dice: "Perdoniamo e dimentichiamo". Poi ci pensa un attimo e fa: "Beh, almeno perdoniamo"...

Citazioni

  1. Pag. 26 - vignetta 4: "Un egoista è un uomo che non pensa a me!" (Eugène Labiche)
  2. Pag. 33 - vignetta 2: viene citato il ricco imprenditore statunitense Donald Trump.

Curiosità

  • Per scrivere la sceneggiatura Sclavi si è ispirato al film Il silenzio degli innocenti (1991), di Jonathan Demme. La pellicola, a sua volta, è la trasposizione cinematografica dell’omonimo romanzo Il silenzio degli innocenti (1988), dello scrittore Thomas Harris.
  • Nella rubrica Il club dell'orrore dell'albo in questione si fa sapere che l'idea originaria di scrivere una storia ispirata a Il silenzio degli innocenti è stata di Giampiero Casertano, innamoratosi a tal punto del film da volerne ricreare con i propri disegni le atmosfere morbose. Sclavi lo ha accontentato pensando per lui appunto Il cervello di Killex. Inoltre, sempre nella stessa rubrica, il personaggio di Christopher Killex viene presentato come un altro grande nemico di Dylan Dog che andrà ad affiancarsi a Xabaras e al dottor Hicks.
  • Il nome di uno dei personaggi della storia, Robert Frost, è lo stesso di un celebre poeta statunitense vissuto fra il 1874 e il 1963.
  • Per informazioni sulla pratica chirurgica della lobotomia si rimanda all'esaustiva pagina di Wikipedia dedicatale.
  • Per informazioni sulla possibilità di effettuare un trapianto di cervello umano si rimanda a questo articolo.
  • A pagina 50, si fa cenno a una tradizione secondo cui la ghiandola pineale può essere ritenuta la sede dell'anima di un individuo (tema affrontato anche nella storia Il terzo occhio, contenuta nel Dylan Dog Gigante n. 7): fra gli altri, a parlare di una connessione tra anima e ghiandola pineale, c'è stato anche il filosofo René Descartes, meglio noto come Cartesio. Di seguito riportiamo il pensiero dell'autore in merito all'argomento:


Articolo 31.

C'è nel cervello una piccola ghiandola in cui l'anima esercita le sue funzioni piú specificamente che non nelle altre parti.

Occorre pur sapere che, per quanto l'anima sia congiunta a tutto il corpo, c'è tuttavia in questo qualche parte in cui essa esercita le sue funzioni in modo piú specifico che in tutte le altre; e si crede comunemente che tale parte sia il cervello, o forse il cuore: il cervello, perché con esso sono collegati gli organi di senso; il cuore perché ci sembra di sentire in esso le passioni. Ma esaminando la cosa con cura, mi sembra di aver stabilito con evidenza che la parte del corpo in cui l'anima esercita immediatamente le sue funzioni non è affatto il cuore, e nemmeno tutto il cervello, ma solo la parte piú interna di esso, che è una certa ghiandola molto piccola, situata in mezzo alla sua sostanza, e sospesa sopra il condotto attraverso cui gli spiriti delle cavità anteriori comunicano con quelli delle posteriori, in modo tale che i suoi piú lievi movimenti possono mutare molto il corso degli spiriti, mentre inversamente, i minimi mutamenti nel corso degli spiriti possono portare grandi cambiamenti nei movimenti di questa ghiandola.


Articolo 32.

Come si vede che questa ghiandola è la principale sede dell'anima.

Mi sono convinto che l'anima non può avere in tutto il corpo altra localizzazione all'infuori di questa ghiandola, in cui esercita immediatamente le sue funzioni, perché ho osservato che tutte le altre parti del nostro cervello sono doppie, a quel modo stesso che abbiamo due occhi, due mani, due orecchi, come, infine, sono doppi tutti gli organi dei nostri sensi esterni. Ora, poiché abbiamo d'una cosa, in un certo momento, un solo e semplice pensiero, bisogna di necessità che ci sia qualche luogo in cui le due immagini provenienti dai due occhi, o altre duplici impressioni provenienti dallo stesso oggetto attraverso gli organi duplici degli altri sensi, si possano unificare prima di giungere all'anima, in modo che non le siano rappresentati due oggetti invece di uno: e si può agevolmente concepire che queste immagini, o altre impressioni, si riuniscano in questa ghiandola per mezzo degli spiriti che riempiono le cavità del cervello; non c'è infatti nessun altro luogo del corpo dove esse possano esser cosí riunite, se la riunione non è avvenuta in questa ghiandola.


(René Descartes, Le passioni dell'anima, parte I, articoli 31-32, in: René Descartes, Opere, Bari, Laterza, 1967, vol. II, pagg. 420-421)


  • A pagina 88, vignetta 4, Frost accenna al fatto che Dylan sia dotato di poteri paranormali.
  • A pagina 98, vignetta 3, Dylan dice a Joy: "Ma potremo dire che è stato meglio lasciarci che non esserci mai amati...". La frase evoca una parte del testo di Giugno '73 (1975), canzone di Fabrizio De André contenuta nell'album Volume 8: "Io mi dico è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati".
  • A distanza di circa quattro anni dalla pubblicazione de Il cervello di Killex, Sclavi realizza una prosecuzione della vicenda: Il ritorno di Killex, Dylan Dog n. 129.

Risorse

Scheda della storia sul sito della Sergio Bonelli Editore

Discussione riguardante la storia sul forum di Cravenroad7.it

Analisi critica della storia su uBCfumetti.com

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