Dylan Dog

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Dylan Dog è un personaggio dei fumetti italiano. E' nato ufficialmente ad ottobre 1986, il mese e l'anno dell'uscita del primo albo a lui dedicato.

Come è nato

Dylan Dog è un personaggio dei fumetti nato dalla fantasia di Tiziano Sclavi. Nel 1985 Sclavi ebbe l’intuizione che un fumetto horror potesse andare bene. Iniziò la sua ideazione ispirandosi perlopiù a Philip Marlowe, un investigatore newyorchese nato dalla penna di Raymond Chandler. A differenza di ciò che conosciamo noi, era un personaggio “triste e solitario” secondo l’interpretazione apocrifa che Osvaldo Soriano diede dello stesso Marlowe. Dylan quindi non aveva quindi il tipico humor inglese che lo avrebbe caratterizzato e soprattutto non era prevista nessuna spalla comica nonostante che, questo aspetto, fosse diventato un tratto tipico delle produzioni bonelliane (vedi Zagor e Chico o Martin Mystére e Java, ad esempio).

Dylan Dog è il nome che Tiziano Sclavi dava a tutti i suoi personaggi in fase embrionale. Era un nome provvisorio, quindi. Stavolta però divenne definitivo e continuò la regola della doppia iniziale (in questo caso una D) già utilizzata nel fumetto di Alfredo Castelli, Martin Mystére (1982), e che verrà ripresa anche in Nathan Never (1991).

Il nome Dylan viene dalla passione di Tiziano Sclavi verso lo scrittore gallese Dylan Thomas, mentre Dog deriva da un libro di Mickey Spillane Dog figlio di…

Era necessario inoltre studiare l’aspetto fisico. Il compito di disegnare il primo Dylan fu affidato a Claudio Villa. Inizialmente Tiziano Sclavi si ispirò a un ballerino spagnolo di nome Antonio Gades, ma i primi schizzi di Villa non furono soddisfacenti. Sclavi quindi vide un film con Rupert Everett, Another country, e consigliò al disegnatore di vederlo e ispirarsi all’allora giovanissimo Rupert Everett. In quel cinema Villa abbozzò i primi disegni del Dylan Dog che conosciamo tutti.

L’editore a questo punto volle dare a Dylan Dog una spalla comica, qualcuno che potesse stemperare la tensione nei momenti più salienti delle storie. Anche in questo caso Villa si ispirò a un attore famoso. Oltre ad essere una tradizione ciò era un modo per poter avere sempre presente un modello di riferimento per gli altri disegnatori che si sarebbero avvicendati. Il primo attore a cui si ispirò Claudio Villa fu Marty Feldman, grande comico inglese che deve la sua fama ai numerosi show sulla BBC ma soprattutto per l’interpretazione di “Aigor” in Frankenstein Junior, film del 1974 di Mel Brooks. Il suo aspetto però risultò un po’ bizzarro, tant’è che non sembrò differenziarsi con i mostri che Dylan avrebbe incontrato. Allora si decise di “scritturare” un altro grande comico: Groucho Marx.

Per rendere il fumetto più fruibile e meno vicino alla nostra quotidianità, fu deciso di non ambientare Dylan Dog in Italia. La location giusta per questo genere di fumetto era senz’altro Londra, la città del più famoso serial killer della storia: Jack lo squartatore, il quale infatti compare in una delle prime storie. Londra è anche la città di Sherlock Holmes, il personaggio letterario che Sclavi prese come modello per ideare Dylan. Infatti anche Dylan suona uno strumento, il clarinetto, mentre Sherlock Holmes il violino. L’atmosfera lugubre, la tradizione gotica inglese e la lontananza “culturale” sembrarono un giusto mix di attributi per un fumetto horror, infatti questi confluirono nel successo del fumetto. Dylan abita a Craven Road 7. Il nome “Craven” deriva dalla passione di Tiziano Sclavi verso il regista Wes Craven. Nonostante questa attribuzione, a Londra esistono varie Craven Road in quanto Craven fu un importante uomo politico inglese.

Caratterizzazione

Dopo aver deciso che Rupert Everett avrebbe prestato il proprio volto, per facilitarne il riconoscimento a Dylan fu affidata una “divisa”, un modo di vestire che lo avrebbe caratterizzato senza possibilità di confondersi: camicia rossa, giacca nera, jeans e Clarke con lacci rossi. Riguardo al suo abbigliamento ci sono delle informazioni contrastanti. Dylan appare vestito in questo modo sin dall’adolescenza nell’albo Il lungo addio. Nel crossover con il collega Martin Mystére Ultima fermata: l'incubo!, Dylan è già adulto e decide allora di adottare quella “divisa”. Ne Il numero duecento, invece, Dylan spiega a Bloch i motivi per cui è sempre vestito in quella maniera: è per ricordarsi di Lillie, è il suo modo di elaborare il lutto. Infatti comprerà 12 completi uguali.

L’età di Dylan non è ben definita. Come altri personaggi dei fumetti non invecchia con il tempo. La sua età è stata rivelata in vari albi nel corso delle storie e oscilla tra i 30 e i 35 anni. Per convenzione si accetta il fatto che Dylan abbia 33 anni, la stessa età che Sclavi aveva nel 1986 quando ideò il personaggio.

L’espressione che caratterizza Dylan Dog è “Giuda Ballerino”. Questa espressione era la tipica esclamazione del capitano Mc Naught, personaggio di un racconto di Frank Russell edito nel 1955 e intitolato "Allamagoosa" in italiano tradotto come "Sarchiapone", vincitore di un premio Hugo. Esiste un'espressione inglese analoga: Jumpin' Jehoshaphat tradotto: Giosafatte Salterino. Giuda Ballerino era anche un' espressione tipica di un amico di Sclavi che traduceva libri di fantascienza per la rivista Gamma.

Dylan è un’idealista convinto e non farebbe nulla che possa andare contro i propri ideali. E’ vegetariano ed astemio. Il fatto che non beva dipende dal suo passato di alcolista. Nell’albo 121, Finché morte non vi separi, viene spiegato che dopo la morte di Lillie Dylan si diede all’alcool per dimenticare. In varie occasioni ebbe la tentazione di bere ma Groucho era sempre presente per controllare che non ricascasse nel vizio.

Ha un debole per le donne, ne ha una ogni mese o quasi, ed ogni volta si innamora come un adolescente. Ha un modo di corteggiare standard: invita le ragazze a mangiare una pizza e poi a vedere un film horror al cinema, soprattutto classici. Suona il clarinetto, ma l’unico brano che sa eseguire, e neanche tanto bene, è Il trillo del diavolo, composizione per violino di Giuseppe Tartini. Soprattutto nei primi albi Dylan amava suonare questo brano per concentrarsi e arrivare alla soluzione del caso. Tra i suoi hobbies c’è anche il modellismo: trascorre il tempo costruendo un galeone spagnolo che non riesce a finire mai. Ogni volta che sta per metter l’ultimo pezzo infatti succede qualcosa e questo si rompe andando in mille pezzi. Soltanto nell’albo numero 100: La storia di Dylan Dog, Dylan riesce a completarlo. In questo numero viene spiegato che finire questo galeone corrisponde alla risoluzione del proprio “complesso edipico” irrisolto e la fine di ogni sua avventura. Il numero 100, infatti, viene considerato come la vera fine della sua storia, l’albo che deve essere messo a destra della fila: l’ultimo.

Dylan Dog ama ascoltare buona musica, soprattutto in vinile. Passa dall’hard rock al metal, dalla classica al jazz. Negli albi vengono citati, tra gli altri, gli Iron Maiden, i Led Zeppelin e J.S. Bach.

Un altro aspetto che caratterizza Dylan Dog è il suo maggiolone bianco decappottabile. Sclavi decise questa vettura perché era quella che guidava da giovane. Sclavi affermò che ai suoi tempi avere una Volkswagen veniva considerato di “estrema destra”, mentre a “sinistra” era quasi obbligatorio guidare una FIAT. Ciò non toglie che Dylan non ha una vera e propria identità politica, quello che conta per lui è la giustizia e l’equità sociale.

Ha un atteggiamento conflittuale con la tecnologia. Non usa cellulari e non possiede un computer. In rare occasioni ha a che fare con queste cose e ogni volta dimostra i propri limiti. Questo atteggiamento retrò viene evidenziato dal fatto che Dylan tiene un diario su cui scrive con una penna d’oca che intinge in un calamaio. Soprattutto nei primi albi le storie terminavano con Dylan che scriveva su questo diario le sue avventure. Successivamente si viene a scoprire che ha comprato questo oggetto a Safarà, il negozio di Hamlin, così come a Safarà comprerà il galeone e il campanello che urla. Nonostante abbia a che fare con mostri di ogni tipo ha fobie molto evidenti: soffre di claustrofobia, di vertigini e soprattutto non ha mai preso un aereo in vita sua nonostante ci sia andato vicino in un paio di occasioni negli albi Ti ho visto morire e Terrore ad alta quota. Dylan si occupa soltanto di casi paranormali e rifiuta ogni caso che non abbia a che fare con questo anche se avrebbe bisogno di soldi per pagare l’affitto e gli stipendi arretrati a Groucho (che non ha mai pagato, pare). Il suo motto è una parafrasi di una famosa frase di Sherlock Holmes: “Scartare tutte le ipotesi possibili…e ciò che resta è il mio mestiere: l’incubo”. Quando decise di diventare indagatore dell’incubo (vedi albo n. 200) la sua tariffa era di 30 sterline al giorno più le spese. Dal primo albo però, L’alba dei morti viventi, la tariffa è diventata di 50 sterline al giorno. Nell’albo n.145 Il cane infernale, Dylan decise di aumentarsi ulteriormente lo stipendio e portarlo a 100 sterline al giorno. La sua particolarità più famosa è il “quinto senso e mezzo”, una sorta di via di mezzo tra intuito e facoltà paranormale che lo porta sempre a seguire la pista esatta.

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