Il post di giugno 2013 – Giovani vampiri

Dopo un paio di mesi di assenza dalla serie regolare, mentre l’attesa per il nuovo corso dylaniato si fa sempre più fremente, si ritorna a premiare post dedicati al mensile, nella fattispecie a Giovani vampiri, ultima fatica di Giancarlo Marzano e Luigi Piccatto, che torna su un vecchio topos della narrativa horror, quello vampirico, recentemente tornato in auge in forma più trendy di quanto previsto da Plidori Stoker e Le Fanu, ma che nonostante questo è ancora in grado di fornire spunti agli autori di Via Buonarroti.

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Continua la striscia di esordienti premiati, stavolta il fortunato (ma soprattutto bravo) prescelto ha solo 11 post all’attivo, si spera che siano solo i primi di una lunga serie. Non avendo l’avatar gli assegniamo d’ufficio il primo risultato uscito su google immagini che non contenga ex sindaci della capitale.

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A seguire il post vincente:

Votato accettabile. Un albo che arriva alla sufficienza più per la sceneggiatura che mi ha tenuto incollato all’albo, pagina dopo pagina, per sapere come la storia sarebbe andata a finire.

Disegni 5: Molti disegni sembrano tirati via e in generale mi sono sembrati piuttosto imprecisi sopra tutto sui particolari anche quelli più evidenti. Ad esempio pag 24 seconda vignetta e in generale tutte quelle tavole dove ci sono persone disegnate in lontananza. Ho apprezzato invece molto la scena delle uccisioni dei ragazzi da parte di Stewart. Inoltre certi volti sono tratteggiati veramente bene. Da lui mi aspetto qualcosa di più quindi per me è un 5.

Soggetto 6 1/2: Un soggetto interessante devo dire, non incredibilmente particolare ma comunque degno di una storia di Dylan Dog (non dei capolavori di Dylan Dog sia chiario ma delle storie ordinarie) e direi che questo, visto il periodo, è già molto.

Sceneggiatura 7 1/2: A mio parere il punto forte di quest’albo è la sceneggiatura. Vi sono delle frasi evitabili e che suonano veramente male però i personaggi sono ben caratterizzati anche attraverso il semplice uso delle loro azioni. Da notare che si capisce molto delle loro personalità senza che ne parlino esplicitamente e questo è un punto a favore. Inoltre come ho detto prima, è una storia che mi ha trascinato e quando una storia trascina per me ha una buona sceneggiatura. Ho apprezzato molto la prima pagina di presentazione iniziale dei personaggi.

Copertina 8: Dal vivo rende molto. Sarà forse che c’è la predominanza di un colore che mi piace molto chi lo sa!

La media sarebbe 7 ma ho preferito abbassarlo a 6 più che altro per dare un maggior peso al soggetto, sceneggiatura e al finale che è retoricamente orribile. MA se uno dicesse una frase del genere a un funerale di un mio amico ammazza lo ammazzerei di botte anche se è il vecchio Dylan!!!(In effetti la tipella nell’ultima vignetta lo guarda un pò come a dire “Ma che stai dicendo??”).

Per quanto riguarda la diatriba tra tredicenni che non hanno mai letto Sclavi e quarantenni che hanno letto di tutto e di più, dico la mia. Dire ad uno:”Guarda che se consideri buona questa storia sei come un tredicenne che non ha mai letto Sclavi” non è offensivo ma poco ci manca. Ognuno ha giustamente i gusti che ha e se ritiene di dover dare 6 o 7 a questa storia deve essere libero di farlo senza che venga in questo modo messa in dubbio la sua passione per Dylan Dog. Inoltre a mio parere un commento su una storia deve essere indipendente dalle altre storie. Se dovessi dare un voto ad una storia sulla base dei voti dati ad altre storie non me la caverei più. Inoltre il fatto che Memorie dell’invisibile sia un capolavoro da 10 non implica che quest’albo debba necessariamente avere 2.

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