Il post di dicembre

Cari cravenroddiani (ho sempre amato i neologismi), spero ci perdonerete, oltre all’epiteto che vi abbiamo appena rivolto, anche il ritardo nella premiazione, ma questo mese la votazione è stata parecchio combattuta, per cui abbiamo impiegato più tempo per mettere d’accordo tutti ed essere sicuri di assegnare l’ambìto premio a chi più lo meritasse. Poi ci siamo stufati e abbiamo scelto a sorte. Scherzo. Forse.

Visto che dicembre è, tradizionalmente, tempo di bilanci e nuovi propositi, abbiamo deciso di rivolgere la nostra attenzione a chi meglio avrebbe saputo parlarci dell’anno dylaniato appena trascorso, nonostante i tanti validi post che invece hanno affrontato la storia del mese. Dal momento che, contrariamente al solito, non si parla di una sola storia nel post premiato, in rappresentanza di tutte le storie dell’anno scegliamo come immagine mensile la copertina di quella che è stata la storia più apprezzata dell’anno, nonché la più controversa.

Fra i tanti che hanno voluto dare la loro idea di questo 2010 abbiamo scelto chi ha scritto in maniera più esaustiva e meno frammentaria. Inoltre gli tributiamo il merito di aver impostato molto bene la discussione, permettendo anche agli altri di dire la propria.

Il post di dicembre è stato scritto da…

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Bo.82

 

Con l’uscita dell’ultimo numero attualmente in edicola, si chiude ufficialmente l’annata dylaniata 2010.  Quindi, si possono già fare dei bilanci e considerazioni vari.
Innanzitutto, è d’obbligo il paragone con l’anno immediatamente precedente: il 2009 ebbe una prima parte particolarmente fiacca (a parte
Il modulo A38), ma seppe decollare col passare del tempo, regalandoci 5 mesi finali molto positivi, quasi da applausi, ma la nota più importante fu l’exploit di due testate fuori serie, apprezzate ed osannate praticamente da tutti, ovvero il Maxi (che per questo fu la vera sorpresa dell’anno) e il Gigante (proclamato giustamente pubblicazione dell’anno anche dal Galeone d’Oro passato); quest’anno invece, niente di tutto questo! Maxi e Gigante tornati ai propri livelli originari (sopratutto il Maxi, che ci ha riportato alla mediocrità cui questa fuoriserie ci aveva tristemente abituati) e annata sulla serie inedita che è andata via via spegnendosi (gli ultimi 4 numeri non sono stati un granchè, diciamoci la verità!), ma che ci ha comunque regalato qualche storia buona, tra cui spiccano tre perle di assoluta bellezza: Il persecutore (la miglior prova di Di Gregorio, che eleggo come “rivelazione a sorpresa dell’anno”), I nuovi barbari (grazie anche ad un Brindisi in stato di grazia) ed ovviamente Mater Morbi, il capolavoro dell’anno, che può già essere considerata una pietra miliare di Dylan Dog anche a così pochi mesi dalla sua uscita.
Per il resto, ho trovato molto buona Nel segno del dolore, buona Il ladro di cervelli, un po’ meno buone ma comunque sulla sufficienza o più Il cammino della vita, la doppia La via degli enigmi/L’erede oscuro e l’ultima Senza trucco né inganno, mentre non mi sono piaciute tanto Lavori forzati, Programma di rieducazione e soprattutto Relazioni pericolose, il flop della serie di quest’anno.
L’Almanacco non è stato un granché, o meglio non faceva proprio schifo ma non ha lasciato grandi tracce nei miei ricordi (e questa non è buona cosa!), mentre lo Speciale, per la terza volta un seguito di storie del passato (quest’anno è toccata all’intoccabile Il volo dello struzzo), seppure più vivace e particolare dei vari sequel di Ruju degli anni scorsi, non ha mantenuto le aspettative che uno Speciale scritto da Paola Barbato può infondere in un lettore di Dylan.
La novità più eclatante era sicuramente lo sdoppiamento della serie “cult” degli ultimi anni, il Color Fest: il livello, come sempre d’altronde, è rimasto abbastanza alto in entrambi i numeri, ma sia nello “Humor fest” che nel “Fest classico” è venuta a mancare la scintilla del colpo di genio, tipo le precedenti Fuori tempo massimo, Il pianeta dei morti e La fiaba nera. Peccato, due occasioni mancate… speriamo nelle prossime due del 2011!
Tutto sommato, io vedo comunque quello appena concluso un anno positivo per il nostro Dylan, lontano dalla mediocrità imperante di certi anni passati.
Ps: una nota a parte la merita Angelo Stano….quest’anno ci ha veramente strabiliato!!!  E la ciliegina sulla sua personale torta ce la regalerà col numero di dicembre, che preannuncia, graficamente parlando, di passare alla storia!
 

 

Detto questo, buona fine 2010 e buon inizio 2011 dylaniato a tutti!

PS: già che ci sono voglio anche inserire la mia personale classifica degli albi della serie regolare targati 2010!

1° —> Mater Morbi (Recchioni/Carnevale)
2° —>
I nuovi barbari (Recchioni/Brindisi)
3° —>
Il perscutore (Di Gregorio/Casertano)
4° —>
Nel segno del dolore (Enna/Mari)
5° —>
Il ladro di cervelli (Marzano/Cossu)
6° —>
Il cammino della vita (Bilotta/Freghieri)
7° —>
La via degli enigmi (De Nardo/Bigliardo)
8° —>
L’erede oscuro (De Nardo/Bigliardo)
9° —>
Senza trucco né inganno (Di Gregorio/Celoni)
10° –>
Lavori forzati (Di Gregorio/Di Vincenzo)
11° –>
Programma di rieducazione (De Nardo/Dall’Agnol)
12° –>
Relazioni pericolose (Ruju/Roi)

Sul versante dei disegni, mi limito ad osannare le splendide prove offerte da Massimo Carnevale e Bruno Brindisi sui due albi di Recchioni; sinceramente è molto difficile scegliere un “vincitore” fra i due, tanto alto è il livello! Da applausi!
Menzione particolare per gli splendidi lavori visti su entrambi i Color Fest.

In chiave Galeone d’Oro posso già dire le mie preferenze:
– Miglior Pubblicazione:
Mater Morbi (Recchioni/Carnevale)
– Miglior Soggetto: Il persecutore (Di Gregorio)
– Migliore Sceneggiatura: Mater Morbi (Recchioni)
– Migliori Disegni: Mater Morbi (Carnevale) ex-equo I nuovi barbari (Brindisi)
– Migliore Copertina: Il persecutore (Stano) ex-equo Color Fest 4 Humor (Silver)
– Miglior Antagonista: Mater Morbi (da Mater Morbi)
– Miglior Comprimario maschile: Bill Porter (da La via degli enigmi/L’erede oscuro)
– Miglior Comprimario femminile: Pandora (da Nel segno del dolore) ex-equo con Calista (da I nuovi barbari) [escludendo Mater Morbi, che ho incluso nella categoria “antagonisti”]

 

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