Essere o non essere Dylan Dog

Il Rrobe (per chi non lo sapesse è lo pseudonimo che utilizza Roberto Recchioni su internet) ha postato sul suo blog un interessante articolo su Dylan Dog.
Rrobe analizza la difficoltà che si ha nello scrivere di un personaggio fortemente codificato e che è stato, a suo tempo, fortemente innovativo.
D’accordo su tutto, soprattutto sul fatto che se un autore non scrive Dylan Dog con cuore e pancia i lettori (noi fan, lo zoccolo duro) ce ne accorgiamo e poi andiamo sul forum di Craven Road 7 a dirne peste e corna.
Però mi permetto di aggiungere che la forte codificazione a cui è stato sottoposto potrebbe diventare uno spunto per una rivisitazione totale, una “rinascita” che parta dalla radice culturale del personaggio (l’horror, l’impegno sociale, il noir, ecc.) e che permetta alla nuova generazione di sceneggiatori, che hanno un po’ tutti un debito intellettuale con Sclavi, di reinterpretare gli stilemi sclaviani e fare qualcosa di innovativo, di sviscerare aspetti del personaggio che Sclavi non ha approfondito.

Perché dunque non sperimentare? Un Dylan Dog rebirth, Un ritorno del Dylaniato oscuro. Perché non dare (una tantum) la possibilità a questi sceneggiatori di giocare con Dylan Dog così come in America si dà la stessa possibilità di farlo con Batman o Superman?

Il post del Rrobe sul suo blog

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3 Comments

  1. Alberto scrive:

    Ma che notizia è? Risale al 23 Marzo.. -.-

  2. Mirco scrive:

    Alberto, come vedi mi sono preso tempo anche per commentarla. Francamente non ho la fretta degli scoop o del dare la notizia per primo.

  3. Alberto scrive:

    No che hai capito! Non era per lo scoop.. Nel senso che è proprio una notizia vecchia xD

    Solo nel blog di Recchioni è uscita il 23 Marzo, però ormai questa news si è un pò decomposta! Perfino nel forum di cr r7è uscita prima.

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