Cravenroad7

Forum dylaniato
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#423 - Nella stanza del guerriero
Insufficiente (1-4) 18%  18%  [ 6 ]
Mediocre (5) 9%  9%  [ 3 ]
Accettabile (6) 21%  21%  [ 7 ]
Buono (7-8) 36%  36%  [ 12 ]
Ottimo (9-10) 15%  15%  [ 5 ]
Voti totali : 33
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 Oggetto del messaggio: Re: #423 - Nella stanza del guerriero
MessaggioInviato: dom dic 05, 2021 8:44 pm 
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Iscritto il: gio lug 28, 2005 10:13 am
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Ma da dove escono i 5 voti insufficienti, da un forum Cravenroad7 di una dimensione parallela? :mrgreen:


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 Oggetto del messaggio: Re: #423 - Nella stanza del guerriero
MessaggioInviato: mar dic 07, 2021 9:51 am 
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Iscritto il: mar ott 28, 2014 11:21 am
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bertuccia ha scritto:
Ma da dove escono i 5 voti insufficienti, da un forum Cravenroad7 di una dimensione parallela? :mrgreen:


Uno è mio, ho votato mediocre.

Idea carina e poco più, non mi ha coinvolto per nulla e la supercazzola dei mondi che si toccano mi ha annoiato.

Dylan spettatore TOTALE. :dito:


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 Oggetto del messaggio: Re: #423 - Nella stanza del guerriero
MessaggioInviato: mar dic 07, 2021 12:25 pm 
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ma se dal 2023 diventassi io il nuovo curatore di dyd?

IO SONO RKC E SONO FATTO DELLA STESSA MATERIA DI CUI SONO FATTI GLI INCUBI.......
IT BEGINS......08/09/2012

http://it.wikipedia.org/wiki/Sacello


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 Oggetto del messaggio: Re: #423 - Nella stanza del guerriero
MessaggioInviato: mar dic 07, 2021 9:44 pm 
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Iscritto il: gio ago 20, 2009 12:26 pm
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Un Ambrosini in tono minore, più leggero & leggiadro nonché disimpegnato del solito... si accontenta di qualche nozione di fanta-meta-fisica quantistica, adempiendo una storia agile e divertente, quasi scanzonata, come difficilmente vedevo di suo pugno dai tempi di Napoleone. Questo è in parte un merito, in parte un fattore di detrazione di interesse, almeno per quanto mi riguarda.
Se nei numeri scorsi potevamo - io per primo - sproloquiare disquisendo in sterminati wall of text su interpretazioni e chiavi di lettura cultural dei tanti succulenti stimoli infornati dal Conte (per esempio Tiepolo, Pulcinella, ed il patriarcato nel precedente I Padroni del Nulla, v. mio lunghissimo doppio post qua) qui c'è una certa aridità di spunti che da uno come lui non mi sembra così scontatamente lecito aspettarsi.

La storia è scritta senz'altro meglio del #413, ma per essere Made in Ambrosini difetta di punti d'interesse (a parte un'infarinatura di suggestioni da Bohm) e non invoglia a nessun approfondimento, perché è povera di caratura e pathos di per sé, mentre i rapporti tra i vari personaggi non presentano lati ambiguamente 'oscuri' o controversi da renderli appetitosi in senso narrativo, a differenza della precedente quadrilogia arlecchinesca, da Una Nuova Vita fino a I Padroni del Nulla appunto :dito: .

Insomma, oggi che è 7 Dicembre, non andrei oltre un Ambrogino di Rame, poco santificato e santificante, ma molto libero di svagarsi e prendersi un giorno di libera festività in quel di Bausha-land.
Quindi voto 7 +

Per i dettagli:



S ° P ° O ° I ° L ° E ° R




Al King's College sul Tamigi ci sono stato pure io per una conferenza, ma per fortuna quelli che mi ascoltavano non sono stati colti da conati a base di centopiedi o invertebrati del paleozoico come reazione, altrimenti mi avrebbero chiesto pure le spese per i farmaci gastrointestinali e le pulizie :D .

Ambro parte spedito e divertito: una lezioncina simpatica come il prof, una buona controparte storica nell'antica Padania razziata dai Cimbri prima e dai Romani dopo, un sotteso di sacrifici umani per salvare l'onore del 'popolo', una cliente 'tosta' con piglio (e mandibolone?) tipicamente scandinavo, un Dylan mediamente indisponente che mi aggrada pur fifoneggiando per un fossile vivente, e qualche druido pseudo-celtico (p.28) che stranamente si circonda di statue che ricordano più divinità assiro-babilonesi :o .

Alla fine l'unico personaggio (giustamente) disturbato è solo Bill, con le sue paure e non-proprio-visioni. In tutti gli altri vige una certa disinvoltura da caso secondario, condita da un tot di autoironia frivola tra le righe. Rania e Carpenter a zonzo - pur se aggiunti di seconda mano in un secondo tempo, rispetto all'impianto originale targato 2015 - non appesantiscono la sceneggiatura, mentre tutta la faccenda del negozietto cinese consuma troppe pagine rispetto al suo reale valore... togliendo spazio a cose che forse meritavano ne meritavano di più, come per esempio la morte del padre di Bill, che così sembra solo un excursus abbozzato lì per agganciarci l'intervento delle indagini poliziottesche.
Forse ci sono un pajo di pseudo-refusi storici, ma magari ci torno dopo in un'appendice a parte. Di sicuro nutro qualche dubbio sul fatto che prima si parli del padre di Bill come vedovo-NON-risposato (p.34) e poi in procinto di un divorzio fanfarone dall'ultima moglie (p.90) :roll: .

Buone le scene di viuuulenza barbarica ad hoc, le decomposizioni a suon di invertebrati, la pioggia di sabbia claustrofobica, ed il trauma finale dello spiazzato milite Stazio. Il papero nero è sicuramente una citazione da qualche fumetto/cartoon d'epoca, ma mi sfugge il collegamento... e se qualcuno vuole darmi qualche dritta (senza rimbalzare sui muri) ne sarei ben lieto. Eleggo ufficialmente mio personalissimo novus divus Audilio Canem, che come prevedibile in tutte le paradimensioni spaziotemporali fa sempre la parte del servo della f**gna scappandosene con la tizia di turno... perché per lui lo storico campo di battaglia rimane il giaciglio, in compagnia, videlicet :P .

A proposito di giaciglio, l'intervento simil-risolutivo di tutta la faccenda (p.82) è la stessa Leida che si erge sul materasso in mutande coi gomiti allargati - tipica posa di sfida femminile, dalla notte dei tempi :* :cry: - temporaggiando sulle pretese sacrificali del Cimbro... e putrefazione sia. A suo modo una scena divertente e riuscita, anche se a conti fatti, senza intabarrarsi di questioni pata-fisiche estreme, tutta la storia ruota attorno ad un semplice varco dimensionale interferente , e come dicevo all'inizio, è un po' scarna di materiale per rappresentare un prodotto ambrosiniano doc.


Ornigotti
non è quello di vent'anni fa su Napoleone: anche lui ha virato sulla politica del 'risparmio/semplificazione' in un certo senso (vedi p.45, per esempio). Meno cupo ed incisivo, ma comunque si difende abbastanza bene. Molto bene il carattere 'nordico' di Leida, Dylan griffato simil-Ambro, le armature dei centurioni (Audilio Canem ha una testa di cane/lupa stilizzata sulla corazza, pp 65-66 8-) ), le scene di colluttazione, gli interni/esterni londinesi, e gli occhietti dei personaggi che diventano minuscoli quando si stupiscono di qualcosa. Non eccelse le decomposizioni con la vermaglia varia (pp. 68 e 84).

Adesso vi lascio perché nell'ordine implicito delle cose in cui mi ritrovo fluttuante, pare che l'Inter debba giocare contro il Real con qualche speranza di vincere in campo europeo. Se dovessi sbagliarmi, posso sempre sperare in altri campi di realtà... meno ostici. :wink:

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 Oggetto del messaggio: Re: #423 - Nella stanza del guerriero
MessaggioInviato: gio dic 09, 2021 9:32 am 
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SPOILER
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Avevo notato anch'io quell"incongruenza (probabilmente da riscrittura) sul marito morto vedovo/divorziato.... Per il resto abbastanza d'accordo con wolk, divertente, più leggero di altre prove del Conte, ma sempre interessante (metafisica fisica quantistica, varchi spaziotemporali...) e ben scritta. Una garanzia.


V

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-Capo, stai uscendo?
-No, sto entrando all'indietro camminando a ritroso.


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 Oggetto del messaggio: Re: #423 - Nella stanza del guerriero
MessaggioInviato: gio dic 09, 2021 4:44 pm 
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Trascinato dalla fama di Ambrosini, le cui storie mi sono sempre piaciute molto, sono andato in biblioteca per leggere questo albo. L'ho trovato stamane e l'ho leto lentamente.
C'è sempre da imparare con Ambrosini, sempre. Questo albo non fa eccezione.
La trama mi è piaciuta e la teoria di Bohm contempla in parte un mio pensiero: siamo fatti per percepire, vedere e comprendere solo una parte di ciò che ci circonda. C'è molto altro e i nostri sensi non lo percepiscono e non sappiamo creare macchine capaci di vedere oltre, forse perché non sappiamo cosa cercare. Io sono convinto di questo ed una prova, per me, risiede nel fatto che alcune aree del cervello sembrano non funzionare per niente o farlo poco.
Bella storia


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 Oggetto del messaggio: Re: #423 - Nella stanza del guerriero
MessaggioInviato: gio dic 09, 2021 7:44 pm 
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Visto che a differenza del precedente albo di Ambrosini non ci sono molte chicche da approfondire, me ne vado per l'apparente tangente da solo... senza pagare pedaggio

[...]

Appendice inutilmente 'Al di là degli stagni, delle valli e dei monti, al di là dei boschi'... come collezionare scarrrafoni in un alberghetto di Ginevra



Come accennato nella review, torno un momento su una questione di discronie che tanto piacciono ad Ambrosini. Ad occhio ce ne sarebbero almeno un paio, ma il cronologramma delle tempistiche relative è sempre soggetto a percezioni differenti, quindi magari quello che sto per scrivere vale solo nella dimensione storicamente momentanea in cui mi trovo/sento io adesso, per poi sciogliersi davanti ad una clessidra di Dalì in un imprecisato altroquando :o .

Donc, a quanto ne so (ma è moooolto relativo, v. sopra :roll: ) a livello di anacronismi, la storia dei guerrieri barbari con le corna è vecchia quanto il mondo... ma non così tanto come il loro mondo effettivo, in senso cronologico.
Nel senso che a parte i tradimenti da parte delle mugliere, quello degli elmi cornuti vichingheggianti è un luogo comune posticcio ed anacronistico (d'ascendenza ottocentesca, v. costumi per l'opera lirica di Wagner, specie nella saga dei Nibelunghi) di fatto mai supportato dalla tradizione effettiva di quelle popolazioni barbariche. Ci sono piccolissime e rarissime eccezioni (come questi elmi votivi, non da battaglia), ma di fatto nessuno storico/artista dell'antichità romana o posteriore fino al medioevo (compreso) ha mai attestato né descritto falangi di norreni che usassero quel tipo di elmo particolarmente vistoso e difficile da non menzionare una volta tramandato come status tradizionale.

Ergo, anche Ambrosini e Ornigotti ci ricascano, perché di sicuro nell'epoca romana di Mario e Silla, dove sarebbe ambientata parte di questa storia - multidimensioni a parte :3 - non è di fatto possibile che un Cimbro-germanico come Obomeil (pp.15-17) indossi un elmo cornificato come quello. C'è qualcosina di vagamente simile (ma forse si tratta di ali o serpi, non di corna vere e proprie) in una decorazione sull'Arco di Costantino a Roma, ma comunque parliamo di roba di 4 secoli successiva, e che non fece scuola restando un unicum senza altre attestazioni :| .

Anche sull'ascia bipenne di Oberoige avrei dei dubbi, perché corsi e ricorsi storici non sembrano volere che le popolazioni germaniche transitanti in Italia prima del Medioevo avessero mai posseduto quel genere di arma.

Infine qualche perplessità ci sarebbe anche a livello mistico-religioso perché il mito nordico del Walhalla, Odino, Thor, gli Asi etc è parecchio successivo al periodo in questione, almeno nelle forme attestate. La rudimentale religione sciamanica delle popolo dei Cimbri sconfitti ai Campi Raudii potrebbe aver un'origine comune a quella saga, ma parliamo di cose abbastanza distinte/distanti per caratteristiche ed elaborazione.
Di certo, come si intravede in questo albo, le donne-sacerdotesse d'ascendenza germanica avevano un ruolo molto importante per alcuni rituali collegati alla vita di ogni giorno, che comprendeva l'onore in battaglia ovviamente, come ragione di vivere etico-spirituale di tutte quelle popolazioni.

Adesso comincio un po' a sentirmi tipo cavallo che parla con l'accento romagnolo, mentre Lucrezia e Scintillione mi sbuffano contro... :D

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 Oggetto del messaggio: Re: #423 - Nella stanza del guerriero
MessaggioInviato: ven dic 10, 2021 9:53 am 
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Iscritto il: dom dic 29, 2019 12:06 pm
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Località: WENETO
Intanto, a proposito di corna, barbari & co., il Conte pubblica queste anteprime da un prossimo albo della regolare, titolo provvisorio "La sorella di dio"

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Questo barbarone, a quanto pare, si chiamerebbe Ghorm, come il professore di questo albo.

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 Oggetto del messaggio: Re: #423 - Nella stanza del guerriero
MessaggioInviato: mer dic 15, 2021 10:41 pm 
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Iscritto il: dom apr 23, 2017 5:36 pm
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wolkoff ha scritto:
Eleggo ufficialmente mio personalissimo novus divus Audilio Canem, che come prevedibile in tutte le paradimensioni spaziotemporali fa sempre la parte del servo della f**gna scappandosene con la tizia di turno... perché per lui lo storico campo di battaglia rimane il giaciglio, in compagnia, videlicet :P .


:mrgreen:

Comunque bravo Wolk! Come dici tu è una storia più leggera e che si presta a meno elucubrazioni filosofiche (per gli standard di Ambrosini almeno) ma mi è piaciuto il tuo approfondimento storico :)

Personalmente questo Ambrosini soft mi è piaciuto!


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 Oggetto del messaggio: Re: #423 - Nella stanza del guerriero
MessaggioInviato: gio dic 16, 2021 3:27 pm 
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Iscritto il: gio ago 20, 2009 12:26 pm
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Località: Inverary 2.0
Il topic boccheggia, manco a tre pagine siamo arrivati :!:
In quale dimensione meta-parallela si sono persi i forumisti? Shopping pre-natalizio? Crisi di mezza età dylaniata?
Nel dubbio aggiungo io qualcosa sul lato soundtrack, alla faccia degli editoriali del Sommo

harveyburton ha scritto:
wolkoff ha scritto:
Eleggo ufficialmente mio personalissimo novus divus Audilio Canem, che come prevedibile in tutte le paradimensioni spaziotemporali fa sempre la parte del servo della f**gna scappandosene con la tizia di turno... perché per lui lo storico campo di battaglia rimane il giaciglio... in [bona] compagnia, videlicet :P .


:mrgreen:


Eddire che non ho voluto fare neanche citazionismi trans-historici, altrimenti, contestualizzando con l'epoca dell'antica Roma avrei dovuto dire 'servo della gleba'. Che poi in pratica è la stessa cosa che esser servi 'della fr*gna', come ben sapeva l'eterno musico Ælius da Mediolanum :* :3

https://www.youtube.com/watch?v=FbPtvFxUb60

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 Oggetto del messaggio: Re: #423 - Nella stanza del guerriero
MessaggioInviato: ven dic 17, 2021 7:40 pm 
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Iscritto il: sab lug 04, 2020 11:15 am
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A me è piaciuta molto, anche se devo ammettere che date le premesse - anche storiche- mi aspettavo qualcosa in più sul finale.
Dylan è spettatore totale nella vicenda ma non è un male, anche in passato subiva gli eventi ogni tanto
mi è parsa una storiella molto leggera, quasi uno scherzo, visto che anche i morti non sono morti (e l'unico omicidio vero -quello dell'avvocato padre di BIll- passa in secondo piano, ironicamente).
Una storia godibile, senza troppe pretese a mio avviso
voto 6 e mezzo

p.s. il papero nero è daffy duck secondo me



ah un'altra cosa, a pag. 14 c'è la data: 2015!!!
un bel ripescaggio miracoloso non c'è che dire :D


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 Oggetto del messaggio: Re: #423 - Nella stanza del guerriero
MessaggioInviato: sab dic 18, 2021 12:27 am 
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Iscritto il: gio ago 20, 2009 12:26 pm
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Località: Inverary 2.0
Colonnellooo ha scritto:

p.s. il papero nero è daffy duck secondo me



Credo sia la prima cosa che abbiamo pensato tutti... ma non ricorda tanto (specie per come è stilizzato il becco) né il Daffy Duck "moderno", né quello originario, a parte i taroccamenti per non offendere i ©

Spoiler!
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Comunque sia, l'importante è che Audilio Canem invece che dietro il papero sia corso dietro la papera (di Gudrum, che non sembra un'oca :P ).

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 Oggetto del messaggio: Re: #423 - Nella stanza del guerriero
MessaggioInviato: sab dic 18, 2021 2:15 pm 
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Iscritto il: sab lug 04, 2020 11:15 am
Messaggi: 64
sì io pensavo fosse stato un po' cambiato per motivi di copyright ma sempre lui

aspetto magari altre interpretazioni più precise


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 Oggetto del messaggio: Re: #423 - Nella stanza del guerriero
MessaggioInviato: lun dic 20, 2021 9:47 am 
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Iscritto il: ven giu 12, 2015 7:29 pm
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un Ambrosini meno cervellotico del solito, ma non per questo meno in palla. Storia per l'appunto meno fisica e filosofica rispetto alle ultime uscite a cui ci aveva abituato e più scanzonata, con addirittura alcuni passaggi divertenti. Ad ogni modo è sempre un bel leggere. Spero proprio che questa sua aumentata presenza possa continuare, è sempre un bene avere uno scrittore come lui sulle pagine di DD.
Buoni i disegni.

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Regola numero uno: I commenti non rispecchiano l'andamento dei voti.
Regola numero due: Il 6 è un voto contemporaneamente positivo, negativo e neutro.


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 Oggetto del messaggio: Re: #423 - Nella stanza del guerriero
MessaggioInviato: mer dic 22, 2021 9:58 am 
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Iscritto il: mer ott 30, 2013 9:02 pm
Messaggi: 3962
Località: Macondo
Una buona storia, di stampo napoleoniano "classico". Meno elucubrante delle ultime apparizioni del Conte su Dylan, non memorabile ma comunque godibile.

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Di solito ho da far cose più serie, costruir su macerie o mantenermi vivo.


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