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 Oggetto del messaggio: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: ven gen 10, 2020 10:59 am 
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Iscritto il: sab ago 27, 2011 12:53 pm
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La maggioranza del forum ha animatamente manifestato la propria delusione nei confronti dell'operato dell' attuale curatore della testata. L'insoddisfazione è oltremodo cresciuta con l'avvio del ciclo della meteora e culminata con il binomio degli albi 399-400.

Cosa ci riserverà il futuro? Soprattutto ci interesserà ancora questo futuro? Cosa resterà? E cosa salviamo della gestione Recchioni? Solo la fase 1?

Bilanci, opinioni, speranze, critiche (meglio se ben argomentate come è stato fatto di recente), osservazioni possono trovare posto qui, se volete, lasciando il giusto spazio a chi vuole commentare le uscite del mese o le anteprime nelle apposite sezioni. Magari lasciando da parte quel livore (roba da facebook dai!) che mi sembra di percepire troppo spesso e troppo forte in questo periodo.

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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: ven gen 10, 2020 12:16 pm 
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Iscritto il: ven mar 18, 2005 12:15 pm
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Io confesso che ho smesso di comprare Dylan. Al di là di tutte le questioni sul personaggio Recchioni, che mi interessano poco (leggo storie di autori che pure mi sono tutt'altro che simpatici), mi sono reso conto che ormai ho perso ogni interesse per la testata: non ho più voglia di leggerla, semplicemente. Succede. Magari in futuro riprenderò, ma al momento Dylan non è (più) nelle mie corde. Prenderò ancora qualche Old Boy e qualche Color, immagino, ma da qui in avanti il mensile rimarrà in edicola.

Ah, e in barba a ogni mania collezionistica, ho smesso con il numero 398. :D

_________________
È la mia opinione, e la condivido.

Ciao,
Teo


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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: ven gen 10, 2020 12:32 pm 
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Iscritto il: lun ago 05, 2013 2:24 pm
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rimatt ha scritto:
Ah, e in barba a ogni mania collezionistica, ho smesso con il numero 398. :D

Bravo, rimatt :mrgreen:
E grazie, assassino :dito:

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Giuda ballerino! L'inglese NON È' l'ITALIANO! - cit.


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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: ven gen 10, 2020 2:34 pm 
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Iscritto il: gio ott 26, 2006 8:53 pm
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Altair ha scritto:
Cosa ci riserverà il futuro? (...) E cosa salviamo della gestione Recchioni? Solo la fase 1?


Cosa salvo della gestione Recchioni:
- l'aver convinto Sclavi a tornare a scrivere Dylan
- l'aver riportato Ambrosini su Dylan
- l'aver lasciato carta bianca a Bilotta sullo Speciale
- più in generale, l'aver lasciato una maggiore libertà agli sceneggiatori
- più attenzione verso la qualità dei disegni
- una razionale diversificazione delle varie testate
- le copertine di Cavenago
- il saper creare hype e far parlare di Dylan

Cosa non mi piace della gestione Recchioni:
- le frasi ad effetto e le trovate sopra le righe
- l'azione che prevale sull'intimismo
- la forma che prevale sulla sostanza
- una certa spocchia nella comunicazione con i lettori
- l'eccessiva lontananza dal genere narrativo e dalle atmosfere del Dylan di Sclavi
- il metafumetto e il fatto che Dylan sia troppo spesso l'oggetto delle proprie storie anziché il soggetto
- troppi sceneggiatori e troppi disegnatori
- il ciclo della meteora, costituito da 3 storie in continuity (il pilota, 399 e 400) e 11 filler per lo più mediocri e disomogenei
- la pubblicazione di storie importanti prima in libreria a prezzo maggiorato e soltanto dopo in edicola a prezzo popolare

Cosa prevedo che ci riserverà il futuro:
- una continuity vera nei prossimi i mini-cicli
- il ritorno di Chiaverotti
- un nuovo abbandono di Sclavi
- sempre più collane fuori serie o spin off
- sempre più attenzione verso le librerie e le fumetterie e sempre meno verso le edicole (con conseguente aumento dei prezzi)
- sempre più cross over e team up, anche con personaggi e universi extrabonelliani
- la serie tv che dialoga col fumetto e viceversa; più in generale, la ricerca di nuovi mercati
- una diversificazione ancora più accentuata fra le varie testate: sempre più classico l'Old Boy, sempre più sperimentali la regolare e i Color fest
- il ritorno di Groucho anche sulla regolare
- il ritorno del Dylan classico sulla regolare (magari alternato con la comparsa di "altri" Dylan)
- la conclusione (ahinoi) del Pianeta dei Morti


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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: ven gen 10, 2020 3:19 pm 
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W il dono dello schematismo 8-)

Colgo l'occasione:

Cose che V.M. salva della gestione Recchioni:

Cita:
- l'aver riportato Ambrosini su Dylan


Non mi risulta che il Conte facesse il difficile prima del Sommo. Semplicemente doveva finire Dix e stava pensando a quel personaggio viennese mai pubblicato. Lacrime di Pietra o Una Nuova Vita sono progetti nati ben prima che Recchioni emettesse fiato in materia.

Cita:
l'aver lasciato carta bianca a Bilotta sullo Speciale


Tutti in SBE sono consapevoli che inscatolare Bilotta sarebbe stata la scelta più suicida di tutte.
E comunque lo spunto del PdM nasce in epoca gualdoniana, e non è mistero che abbiano spinto per lasciare il lato fanta-apocalittico da parte.

Cita:
- più in generale, l'aver lasciato una maggiore libertà agli sceneggiatori


Forse sul CF o sul Maxi. L'inedito (v. Barbato) è da anni piegato alle meta-logiche del progggetto sgorgate del gegno de noartri.


Cita:
- una razionale diversificazione delle varie testate


Se serve a far cassa, la ratio c'è eccome.
Ma tu stesso più sotto elenchi in modo negativo la proliferazioni di uscite, tra serie A e B, che tanto razionalmente si dispongono solo ad inondare il mercato e dissanguare il patito, creando confusione sul "QUALE" Dylan seguire tra i suoi innumerevoli derivati, spersonalizzazando in modo strumentale il personaggio.

[...]
[...]
[...]


Cose che V.M. non salva della gestione Recchioni:


Cita:
- l'azione che prevale sull'intimismo


Se per intimismo intendi le sparate esistenzialiste piagnucoloidi del Dylan ipervessato da Paola... meglio l'azione a questo punto. Dipende dal contesto, ma il trash non è mai stato allergico a Dylan se gestito con "oculatezza" e non sboronaggine citazionista.

Cita:
- la forma che prevale sulla sostanza


Beh, la cura delle forma mica è un punto negativo, anzi.
Il problema è quando la sostanza si muta in meta-sostanza per trasformare il fumetto in bacheca delle proprie considerazioni su cosa inventarsi domani, sul senso della testata, su come giustificarsi, etc...
Stra-fatto: meta-done :?


COSE CHE ALOHA SALVERA'

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Io no capito, io no capito

(anta baka?! [...] kimochi warui)


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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: ven gen 10, 2020 3:37 pm 
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wolkoff ha scritto:

Stra-fatto: meta-done



Wolkoff, giuro, non ho parole. Fantastica.

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"You should be ashamed of yourself".
"I am. 24/7".


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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: ven gen 10, 2020 4:02 pm 
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wolkoff ha scritto:
Non mi risulta che il Conte facesse il difficile prima del Sommo. Semplicemente doveva finire Dix e stava pensando a quel personaggio viennese mai pubblicato. Lacrime di Pietra o Una Nuova Vita sono progetti nati ben prima che Recchioni emettesse fiato in materia.

Ti scrivo in privato.
wolkoff ha scritto:
Beh, la cura delle forma mica è un punto negativo, anzi.
Mi sono espresso male.
Con "prevalenza della forma sulla sostanza" intendevo prevalenza della confezione sul contenuto. Se per "forma", invece, vogliamo intendere la tecnica/la stile della sceneggiatura, sono d'accordo con te sulla sua importanza.


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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: ven gen 10, 2020 6:05 pm 
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wolkoff ha scritto:
Non mi risulta che il Conte facesse il difficile prima del Sommo. Semplicemente doveva finire Dix e stava pensando a quel personaggio viennese mai pubblicato. Lacrime di Pietra o Una Nuova Vita sono progetti nati ben prima che Recchioni emettesse fiato in materia.


Magari sono solo voci, ma ricordo di aver letto che Ambrosini ebbe da ridire sulla revisione, mi pare di Gualdoni, a cui fu sottoposta la sua storia Effetti collaterali uscita su un gigante. E nel caso aveva completa ragione, un Autore deve difendere la sua opera, non piegarsi a tagli e cambiamenti del primo artigiano che passa.


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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: ven gen 10, 2020 6:27 pm 
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Ricordi bene Alexander.

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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: ven gen 10, 2020 9:02 pm 
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Iscritto il: ven nov 30, 2012 9:57 pm
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Cosa ci riserverà il futuro?
-mini cicli
-autori storici che ritornano
questo almeno quello che io ricordo esser stato già "spoilerato".
Soprattutto ci interesserà ancora questo futuro?
-per quanto mi riguarda, viste le genialate ultime sull'inedito, no: non mi interessa e non mi entusiasma.
Cosa resterà?
-di sicuto il meta fumetto. Resterà, nel senso che verrà ricordato. Da me, sarà ricordato molto in negativo: ormai sto odiando il meta fumetto.
E cosa salviamo della gestione Recchioni?
-l'aver riportato, nel bene e nel male, una maggiore attenzione sul fenomeno Dylan Dog.
Questo è stato, a mio avviso, anche un grosso errore. Dylan, per me, è sempre stato un fumetto (sena bisogno del meta assurdo infilato troppo dentro. Anche nella
carbonara, se ci metti troppo uovo, fai una frittata di pasta!) e non c'era bisogno di tutta questa propaganda o dell'eccessiva pubblicità che poi, per me, è stata
solo mera illusione: tutto ciò che il "sommo" mi ha promesso, nelle sue interviste, alla fine è stato solo fumo negli occhi (direi più un pugno ma vabbeh.)
-l'aver avvicinato (è stato merito del "sommo"?) nuovi lettori a Dylan Dog
-l'aver osato (inizialmente bene, a mio avviso, poi così male da portare Dylan alla deriva)
Solo la fase 1?
PS: la meteora che fase era?
-la fase uno, per via di tutte le aspettative e di qualche storia bella (una nuova vita, Spazio Profondo, ecc.) uscite sulla regolare, è stata una bella fase. Ah, ci sono anche aborti da dimenticare (Trash island, e altre.)
COSA NON MI PIACE DELLA GESTIONE/DI RECCHIONI?
Un sacco di cose.
Ad esempio, per me non è il grande scrittore che si dice sul web ma, perdonatemi, non ho letto altri suoi lavori e prima che comparisse su Dylan nemmeno sapevo chi fosse.
Mi è piaciuto il Giudizio del corvo, credo sia stato un suo albo ma Mater morbi-dolor è stato davver un dolo...re per me. Ma in questo, lo so, vado contro corrente.
Il vendersi troppo bene senza però mantenere ciò che promette e rifilando per buono un ciclo che è una vergogna: tanto rumore per niente.
Questi sono i motivi per cui non mi piace il personaggio. Per quanto riguarda la gestione, devo riconoscergli che sta tentanto di fare molto ma il Ciclo della "capa di scalvi che cade sul pianeta" poteva e doveva curarlo davvero meglio, secondo me. Il ciclo della meteora è stato il suo flop sia come autore che come scrittore ed anche come curatore.
E non mi piace che abbia deciso di distruggere il fumetto per poi farlo rinascere "remakando" le storie - e le idee per giunta! - di Sclavi


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MessaggioInviato: ven gen 10, 2020 9:17 pm 
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:r:

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Il grooming è un concetto difficile da spiegare in USA, complicatissimo da recepire nella cultura italica


Ultima modifica di Walecs il lun ago 03, 2020 7:14 pm, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: ven gen 10, 2020 10:32 pm 
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Iscritto il: mar ago 20, 2013 2:40 pm
Messaggi: 2069
Località: Alpignano (Torino)
Altair ha scritto:
E cosa salviamo della gestione Recchioni?


Recchioni chi? Mai sentito...

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...M...


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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: ven gen 10, 2020 11:31 pm 
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Messaggi: 8684
Località: Eternia
Esiste solo oni2.

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Left us 23 June 2021
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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: sab gen 11, 2020 12:19 am 
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Iscritto il: mer ott 30, 2013 9:02 pm
Messaggi: 3957
Località: Macondo
Dato che avevo già tratto alcune considerazioni generali commentando l'albo 400, potrei ripetermi.
Partiamo dall'assunto che, per pura coincidenza, ho iniziato a leggere Dylan col primo numero della gestione-Recchioni. Da lì a oggi, ho recuperato gran parte delle storie che sono state scritte dall'86 a oggi, perlopiù in ordine cronologico (senza però il metodismo tipico, ad esempio, di Altair. Che invidio :mrgreen: ).

Ho quindi vissuto sostanzialmente in un soffio 25 anni di personaggio, e giorno per giorno gli ultimi 5. Sono amante del Dylan Dog di Sclavi, e grande fan della poetica di Sclavi, che si ritrova non solo in Dylan, ma nei libri e nelle poesie di Tiziano. Non ho mai disdegnato un Dylan Dog scritto bene, che condividesse alcune caratteristiche con il Dylan-Sclavi. Trovo che ci siano storie del Dylan-Chiaverotti, del Dylan-Barbato, del Dylan-Ambrosini e del Dylan-Bilotta-PdM che rientrino a pieno titolo tra le migliori mai pubblicate, perché capaci di intercettare un aspetto piuttosto che un altro della sfaccettata sensibilità del Dylan-Sclavi, personaggio polimorfo e che si è prestato, per mano del suo stesso Creatore, alle più disparate vicende. Altri autori sono stati in grado di produrre albi che ho chuso dicendo "uao, che bello questo Dylan Dog!", anche se magari con una percentuale molto bassa di successo/capolavoro: Dylan-Medda, Dylan-Manfredi, Dylan-Recchioni-MM, Dylan-Faraci, perfino Dylan-Gualdoni e Dylan-DiGregorio sono stati protagonisti di storie che reputo molto azzeccate. O autori che hanno fatto comparsate sporadiche ma di successo, mandando in edicola e dritti nei nostri cuori un Dylan-Celoni, un Dylan-Accatino o un Dylan-PorettoMericone.

Questo ampio preambolo per dire che a me del Dylan Dog degli epigoni di Sclavi è sempre piaciuta la capacità di mischiare l'Io autoriale con un aspetto della sensibilità del Dylan-Sclavi. Spesso mi accontentavo felicemente di una bella storia scritta alla maniera di Sclavi, anche se è molto raro trovarne. Ne consegue che, idealmente, il processo di recchionizzazione di Dylan mi ha trovato inizialmente ben disposto, nel 2013 come più avanti. Ma un po' allo stesso modo in cui erano ben disposti quasi tutti i lettori, dopo quella tortura perpetrata dalla gestione Gualdoni (che per fortuna io ho vissuto solo marginalmente, avendo saltato una discreta parte delle porcate post-200, grazie ai miei fidi angeli custodi che mi hanno consigliato con i loro commenti sul forum e in privato).
Cerco di venire al nòcciolo della questione e dire cosa mi hanno lasciato cinque anni di gestione Recchioni.
Diciamo che un generale disamoramento per il personaggio è in atto in me oramai da diverso tempo. Son passato dal comprare Dylan tutti i mesi aprioristicamente, a saltare alcune uscite di autori a me poco congeniali, a comprare solo gli autori che mi garbavano, fino a prendere solo i celebrativi e leggere quel che capita a sbafo mesi dopo, senza un reale interesse per la storia in sé.
Il mio pensiero è che, in un modo o nell'altro, si è ricaduti nella stessa trappola della gestione Gualdoni, ossia una serie di autori costretti a scrivere un Dylan non nelle loro corde, con paletti stringenti posti dalla linea editoriale e obiettivi mirati. Non è un caso che, per quanto mi riguarda, le migliori storie siano apparse fuori dalla regolare, e autori a me estremamente congeniali come Ambrosini abbiamo prodotto albi un po' sciapi tipo Lacrime di pietra (altri di Ambro, invece, sono comunque molto belli, s'intende, tipo Cronodramma).

In quest'ottica, il ciclo della meteora è stato l'apoteosi della noia: una lunga serie di storie-riempitivo, legate tra loro da una blanda continuity, che hanno messo a dura prova la fantasia e le capacità di scrittura del team che ci ha lavorato. Che, tra l'altro, si è dimostrato non troppo capace di lavorare "per obiettivi" e di restare dentro un canovaccio imposto da Recchioni, mantenendo però una qualità alta. Ed è comprensibile, essendo Dylan un fumetto con una formularità molto meno marcata di altri Bonelli, che una Paola Barbato, abituata 15-20 anni fa a presentare soggetti non convenzionali come Lo specchio dell'anima, si sia trovata in difficoltà a lavorare sostanzialmente su commissione, alla stregua di un Manfredi o di un Ruju quando scrivono Tex.

Come già dicevo, il 400 è stata una liberazione, per il sottoscritto. In sostanza, non vedevo l'ora che mettessero una fine a questo scempio. Già ho ampiamente discusso con Nima sulla possibilità di tornare a scrivere storie "alla maniera di Sclavi", da me osteggiata, da lui più favorita, quindi non mi addentro di nuovo nella questione. Il metafumetto ha rotto, e su questo sono d'accordo con gran parte di voi. Preso a piccole dosi, poteva essere una variabile interessante da giocarsi in alcuni momenti. Inserito in ogni albo no, diventa un'esagerazione che sembra stornare l'attenzione dalla pochezza delle storie. Spazio Profondo, al netto del fatto che non era né una storia DI Dylan Dog, né una storia CON Dylan Dog, ma una storia SU Dylan Dog, risulta a me più gradevole del metafumetto successivo di matrice recchioniana. Ma infatti Spazio Profondo aveva fatto discutere tanto sull'interpretazione, sul messaggio più o meno celato che voleva passare. Il 400, invece ha il grosso difetto di essere chiaro come uno specchio d'acqua, senza possibilità di discussione. Il soggetto probabilmente andava benissimo per un editoriale, Recchioni ha fatto l'esercizio di fumettarlo e ha avuto la furbizia di farlo disegnare a uno dei migliori. Ne rimane una storia di cui si può apprezzare giusto il significato simbolico di fine del personaggio.

Perché il Dylan-Recchioni, adesso come adesso, non mi piace, a differenza del Dylan-altri autori? Perché non conserva praticamente niente del Dylan-Sclavi originale. Recchioni ha riscritto il personaggio secondo i suoi stilemi pop-action e ne sta facendo un prodotto per le masse. [Mi si obietterà che Dylan Dog era un fenomeno di costume. Vero, ma mai Tiziano Sclavi ha pensato a tavolino di creare un prodotto per le masse, semplicemente la sua sensibilità per certi argomenti ne ha fatto un fenomeno trasversale. E non è un caso che Johnny Freak sia la storia più amata dalle masse e mai dagli Sclaviani di primo pelo, perché più pateticamente universale (patetico = Di opera, situazione, episodio, atteggiamento e sim. che suscitano un sentimento di malinconica commozione, di mestizia, di compassione, di pietà)]. Riuscirà Recchioni nell'impresa di far tornare Dylan popolare tra le masse? A questo punto, spero per la Bonelli di sì. L'unico dato certo è che per fare ciò bisognava stravolgere il personaggio, perché è assodato che il Dylan delle gestioni Oni 1-2 non avesse alcun mordente verso i non appassionati.
Io, oramai, nei confronti della regolare sono un curioso esterno. Così su due piedi non ho voglia di spararmi la continuity, né tantomeno la ripresa di albi storici in chiave gnaghi-pop. Recupererò qualcosa a tempo perso per curiosità e aggiornamento, o seguirò quegli autori che mi sono più congeniali.

Fuor di regolare, grande pregio di aver creduto in un prodotto autoriale come il Pianeta dei Morti. Vero che era in gestazione da tempo, ma sotto Gualdoni non aveva avuto che vetrine appannate come storie brevi sul Color e una lunga su quei poveri Giganti all'epoca moribondi (tra l'altro, ancora oggi, quella che reputo disegnata peggio). Ma credo sia fuori di dubbio che Recchioni abbia dato una spinta decisiva alla serie, sia con la pubblicazione delle prime storie per la Bao, che con la scommessa di buttarla sullo Speciale, roba che a Gualdoni probabilmente sono venuti i capelli bianchi come a Dylan, quando l'ha sentita. Quindi per me speciale promosso a pieni voti.
La proliferazione delle altre testate ha invece prodotto, a mio avviso, un abbassamento notevole della qualità media.
Il Maxi è rimasto un balenottero di serie B, dove vengono relegati autori che si sperava di aver sepolto definitivamente e nuove leve non inserite nel progetto della regolare. Non che siano mancate storie buone: PorettoMericone su tutte, ma si sono rivisti o si rivedranno anche Cavaletto e Enna. Il problema è che la percentuale è talmente bassa che non vale nemmeno la pena comprarlo, se non per un viaggio di tre ore in treno. E l'ultima volta che ho fatto questa scelta, mi son trovato con 300 pagine di Mignacco-Montanari-Grassani e avrei preferito una lobotomia frontale.
Il Color non l'ho mai praticato assiduamente. Si fa fatica a trovare una via di mezzo tra sperimentalismo e autorialità puri (che possono regalare grandi sorprese) e storie che più canoniche che non avrebbero ragione di esistere su questa testata.
Il Magazine, lanciato in pompa magna come una serie gestita da Medda incentrata su Wickedford, ha visto poche storie buone di Ostini e scempi di ogni genere che si è tentato di mascherare con disegnatori di alto livello. Oramai penso che non lo compri più neanche Recchioni.

Ci sarebbero molti altri aspetti da sviscerare (sostanzialmente tutti quelli elencati da V.M. A proposito, complimenti per il post e lo schematismo!), ma finirei per stare a scrivere tutta la notte.

Abbandono Dylan? Giammai! Però preferisco leggere molte meno storie che siano del tipo che piace a me, piuttosto che tante storie che non mi soddisfino pienamente.

Per tutto il resto, c'è il Maxi Tex in edicola di :r:

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Di solito ho da far cose più serie, costruir su macerie o mantenermi vivo.


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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
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Aleksandr ha scritto:
wolkoff ha scritto:
Non mi risulta che il Conte facesse il difficile prima del Sommo. Semplicemente doveva finire Dix e stava pensando a quel personaggio viennese mai pubblicato. Lacrime di Pietra o Una Nuova Vita sono progetti nati ben prima che Recchioni emettesse fiato in materia.


Magari sono solo voci, ma ricordo di aver letto che Ambrosini ebbe da ridire sulla revisione, mi pare di Gualdoni, a cui fu sottoposta la sua storia Effetti collaterali uscita su un gigante.


Se V.M. permette posso inoltrare qualcosa in merito in pvt.
Per ora posso dire soltanto che non possiamo pensare che siano tutte ros&fiori in redazioni tra colleghi, magari con personalità e peculiarità non semplici tra loro, che difficilmente scendono a patti senza ruggini per le proprie priorità artistiche (o aziendali).

A parte il discorso della manomissione, io più semplicemente volevo dire che Ambrosini non ha mai indetto degli "scioperi" dylaniati, e che non è stato certo Recchioni a ri-stimolare la sua creatività sopita, visto che, lo ripeto, albi come una Una Nuova Vita erano già in cantiere prima di qualsiasi fase Oni2,


ME C...ONI, CHE ALOHA SIA...

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