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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: ven ott 30, 2020 1:53 pm 
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Iscritto il: mer set 30, 2015 1:02 pm
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https://www.wired.it/play/cultura/2020/10/30/recchioni-lucca-changes-gioco-di-ruolo/?refresh_ce=
dite che è lecito cominciare a puntare su qualche nome?


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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: ven ott 30, 2020 3:05 pm 
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Dico che fino a ieri il suo mood era "fans in delirio, vendite a manetta . Una sola sparuta minoranza livorosa batte i coperchi dei cassonetti per fare casino ma solo perché ce l'hanno con me. Stacce".

Oggi, testuale:

"E poi mi sono disinnamorato del pubblico in generale, ma soprattutto dei sette anni a contatto con un pubblico molto fandomizzato come quello di Dylan Dog, che certo ha tanti aspetti positivi, ma è anche pieno di gatekeeper che preservano qualcosa che ritengono debba essere scritto nella pietra"


Quindi gli consiglierei di fare pace con il proprio cervello, innanzitutto.
Ed in secondo luogo questi gatekeeper (termine che me lo immagino pronunciato in maniera cavernosa a la Salvini quando dice "ecco che arrivano i PROFESSORONI") hanno sempre accettato i cambiamenti se fatti decentemente (vedi iPdM) ma nun ce sente da questo orecchio.. Nun ce sente. :3


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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: ven ott 30, 2020 3:31 pm 
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Peccato che non ci interessa un Dylan cristallizzato ma storie scritte bene... e poi Quali cambiamenti avrebbe fatto?

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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: ven ott 30, 2020 4:03 pm 
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vai bilotta


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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: ven ott 30, 2020 7:28 pm 
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Iscritto il: gio nov 05, 2015 5:07 pm
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Sarebbe l'unica buona notizia da parecchi mesi a questa parte... se soltanto fosse vero. :3
Ma un Vai Bilotta ce lo butto dentro anche io. :D

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Il segno è sottoposto alla legge, le apparenze non sono che sottoposte alle regole del gioco.
https://ilfumettarovetusto.blogspot.com/


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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: sab ott 31, 2020 11:06 am 
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JMZ ha scritto:
Ma figuriamoci. Se esce da Bonelli deve vendere di corsa moto, orologi e pupazzetti.
Non è neanche la prima volta che se ne esce con questa "minaccia".

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l tuoi noti "sarcasmo" e "voglia di flammare" non attaccano con me. (cit.)

Quindi, sgarbato Dear?
Sì, come al solito.
Sta dicendo cose assurde?
Per niente. (cit.)


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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: sab ott 31, 2020 12:11 pm 
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Vana speranza. :|

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Temo di essere frainteso. Forse ho raggiunto il mio obiettivo.
http://luogosegreto.myblog.it/


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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: sab ott 31, 2020 5:10 pm 
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Iscritto il: gio mar 31, 2011 4:34 pm
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Avevo letto anch'io ieri l'articolo di Wired.
Non so se sia una boutade del momento o una decisione meditata
e comunque credo che l'eventuale divorzio dal fumetto e dalla gestione di Dylan
non avverà nell'immediato.

Al netto degli attacchi personali , che pure abbondano ma trovo poco interessanti , provo a valutare la cosa con il giusto e sano distacco di un appassionato
di fumetto in generale prima e di Dylan Dog poi. Avevo riposto qualche speranza nella gestione Recchioni, ma credo che neanche lui sia riuscito in pieno a creare un suo Dylan Dog.
I piccoli escamotage narrativi (la pensione di Bloch, la morte di Groucho, la fine del mondo) seppure ben motivati dall'autore, non hanno poi sortito nessun cambiamento sostanziale sebbene abbia avuto molto tempo per fare di meglio. Ha decapitato Sclavi ma non è mai riuscito poi a farlo veramente, ha distrutto il mondo di Dylan e poi lo ha riportato in un universo parallelo quasi uguale . Cioè per molti ha stravolto il personaggio, per alcuni non lo ha stravolto abbastanza quindi ne è venuto fuori un ibrido piuttosto scialbo, nel quale emergeva solo tanto confuso cerchiobottismo. Lo stesso ciclo 666 ha solo cercato di portare un po' di razionalità narrativa agli albori di Dylan o poco più, poi si è tornati al classico e tutto sommato l'operazione è risultata poco utile in un fumetto che ha sempre fatto del surrealismo e dell'anarchia nello sviluppo del personaggio Dylan Dog una delle caratteristiche principali.

Ribadisco la mia opinione iniziale, mettere in regia Recchioni era un tentativo che avrei fatto anch'io, vedendo le cose dal punto di vista della Bonelli. Avevo seguito Recchioni negli anni, le sue interviste, letto i suoi fumetti e le sue collaborazioni, apprezzandole. So che qui c'è gente che odia e ripudia tutto di lui, ma obiettivamente nessuno può negare la sua competenza nel campo dell'editoria fumettistica, conosce bene il suo lavoro e ha mestiere da vendere. Probabilmente Dylan non rientrava nelle sue corde e nella sua sensibilità artistica ed è un prodotto difficile da gestire: vive grazie ai nostalgici pur essendo un prodotto che non può vivere di sola nostalgia. Dire "bastano buone storie" è quello che ci viene dal cuore. Probabilmente però se non si riescono a scrivere tante buone storie è perchè il meccanismo narrativo mostra i segni del tempo. Ma il Rrobe non è riuscito a ravvivarlo. Lì dove Sclavi andava di fioretto, lui ci è andato di bazooka e se le frasi ad effetto e le scene di azione vanno benissimo e divertono in Detective Dante o in John Doe (due ottimi prodotti, nonostante qualcuno utilizzi il termine "Dylan Doe" come dispregiativo, il primo di puro intrattenimento, il secondo anche qualcosa di più) in Dylan non trovano la giusta collocazione.

Ho sempre valutato numero per numero, e non mi sono neanche ritrovato nella maggiorparte delle critiche totalizzanti lette qui e altrove sulla gestione Recchioni, tuttavia ho trovato piuttosto deludente il tentativo complessivo di rinnovamento di questo brand bonelliano, ormai da anni in fase calante. Ho atteso il termine del ciclo della meteora e del "666" per valutare più serenamente e nulla mi ha fatto cambiare idea, anzi forse credo sia stata propria la fase finale quella che ha accusato più "stanchezza".

Qualche idea carina c'è stata, qualche buon numero, qualche ottima collaborazione , peraltro gli inizi non erano stati neanche male, orsù non è stato tutto da buttare, e guardare alle idee del mercato americano non è sempre un male , come pensa qui qualcuno, anzi, ma nel complesso dal punto di vista narrativo Recchioni ha curato la testata con troppa schizofrenia e insicurezza, trincerandosi dietro una finta tracotanza buona per l' arena del web. Forse troppi autori coinvolti o una mancanza di una linea guida precisa ? forse solo un matrimonio che non s'aveva da fare, forse doveva andare così, forse è meglio così per tutti perchè la spaccatura con una parte dei lettori è ormai netta. Forse , ma valeva la pena provare.

Detto questo nel prossimo e non proprio vicino futuro, come detto in un altro post, spero e sogno una gestione a due del tandem Ambrosini e Bilotta che alternano tocchi differenti ma sono accomunati da una grande abilità narrativa. Ambrosini e Bilotta hanno creato tra i miei personaggi preferiti della Bonelli, Napoleone il primo (che ho recuperato recentemente) e Mercurio Loi il secondo , oltre ad aver mostrato di saperci fare benissimo con un Dylan alternativo. Il primo ha forse una sensibilità creativa più simile a quella di Sclavi (in piccola parte) e riesce a creare atmosfere oniriche e surreali, il secondo riesce ad essere più graffiante e concreto nella narrazione, insomma insieme si completerebbero benissimo. Just my two cents.

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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: dom nov 01, 2020 12:05 pm 
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V.M. ha scritto:
Cosa salvo della gestione Recchioni:
- una razionale diversificazione delle varie testate
Regolare e Oldboy di fatto uguali e intercambiabili con minimi accorgimenti.

V.M. ha scritto:
Cosa salvo della gestione Recchioni:
- più in generale, l'aver lasciato una maggiore libertà agli sceneggiatori
- più attenzione verso la qualità dei disegni
Seh, ciao core :D :mrgreen: :lol: :g:

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Quindi, sgarbato Dear?
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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: dom nov 01, 2020 1:32 pm 
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Gordon Pym ha scritto:
nessuno può negare la sua competenza nel campo dell'editoria fumettistica, conosce bene il suo lavoro e ha mestiere da vendere. Probabilmente Dylan non rientrava nelle sue corde e nella sua sensibilità artistica ed è un prodotto difficile da gestire


Ed avevamo bisogno di 7 anni di sciagurata gestione per arrivarci ... a questa sensibilità "difforme" :?: :o :?:

Complimenti alla lungimiranza e all'analisi "sensibile" dei responsabili SBE (Sclavi compreso, nel ruolo nel padrino assente-passivo) che se lo sono scelto e covato perbene lasciandocelo sorbire in tutta la sua patetica parabola, dalla pensione di Bloch a Ghost che fa Wells, passando per mogli in hijab, matrimoni baffeschi di convenienza, e gnagheggi al camposanto.

Sappiamo tutti che è stato scelto solo per la roboanza del nome tra i nerdofili da fiera ed i cultori di fumetti trendy, oltre che per le sue capacità sul lato marketing, di markettizzare con hype a palla ogni fiato che gli usciva, sfintere social compreso.

Comunque non credo che lascerà il meta-galeone tanto presto: sta soltanto facendo un po' la parte dell'artista afflitto e deluso, in cerca di nuove ispirazioni. Quando si accorgerà che i Giochi di Ruolo non sono molto remunerativi e nessuno si caga i loro autori (neanche di quelli video/online), tornerà all'ovile rilanciando fessate, piuttosto che ammetter di aver fallito, col suo compare Airoldi.
Perché tanto alla DC/Marvel non se lo prendono... :roll:

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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: dom nov 01, 2020 11:50 pm 
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wolkoff ha scritto:
Ed avevamo bisogno di 7 anni di sciagurata gestione per arrivarci ... a questa sensibilità "difforme" :?: :o :?:


Beh i suoi prodotti pre-Bonelli non solo erano profondamente diversi da Dylan Dog, ma erano anche personaggi nuovi, nati in una scena fumettistica
più di nicchia, quindi era una sfida interessante quella di cimentarsi con il personaggio storico della casa editrice di fumetti popolari più importante in Italia.
D'altronde i sempre difficilissimi cambi generazionali richiedono una certa dose di rischio. Sui sette anni... nei primi secondo me la gestione non è stata così malaccio,
semplicemente mi aspettavo un'evoluzione che in effetti non c'è stata. Mentre nell'ultimo anno ho notato proprio una confusione generale dal punto di vista narrativo.


wolkoff ha scritto:
Complimenti alla lungimiranza e all'analisi "sensibile" dei responsabili SBE (Sclavi compreso, nel ruolo nel padrino assente-passivo) che se lo sono scelto e covato perbene lasciandocelo sorbire in tutta la sua patetica parabola, dalla pensione di Bloch a Ghost che fa Wells, passando per mogli in hijab, matrimoni baffeschi di convenienza, e gnagheggi al camposanto.


Dalle interviste che ho visto, a Sclavi importa davvero poco di Dylan e in generale ha pensato che fosse il caso che cominciasse a camminare da solo , con autori che potessero interpretarlo anche in maniera diversa. E' giusto che sia così ma per trovare un degno sostituto di Sclavi bisognerebbe trovare un altro "intellettuale prestato al fumetto".

wolkoff ha scritto:
Sappiamo tutti che è stato scelto solo per la roboanza del nome tra i nerdofili da fiera ed i cultori di fumetti trendy, oltre che per le sue capacità sul lato marketing, di markettizzare con hype a palla ogni fiato che gli usciva, sfintere social compreso.


Mah non so quanti dei (tanti) lettori "casual" di DD conoscano il mondo dei nerdofili da fiera (tra l'altro che male c'è ad essere un nerdofilo da fiera? , in fondo se leggiamo fumetti siamo nerd anche noi) e non so quanto appeal potesse avere il suo nome su chi non bazzicava i forum degli appassionati di fumetti, quindi credo più alla seconda ipotesi. Peraltro alcune delle mosse di marketing sono state apprezzabili per un appassionato di fumetti/collezionista, che male c'è, non capisco perchè denigrare una fetta di lettori. La Bonelli intendeva dare una svecchiata ad un personaggio che stava perdendo il suo fascino e aveva senso metterlo nelle mani di un bravo autore che aveva ideato prodotti molto interessanti. Secondo me alcuni personaggi però sono fortemente legati al loro autore e Dylan è profondamente e indossolubimente legato a Sclavi così come Martyn Mystere lo è a Castelli, non sarà facile per nessuno metterci le mani.

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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: lun nov 02, 2020 12:15 am 
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Sui trascorsi del Sommo su altre testate non mi cimento perché interessano poco questo topic...

Gordon Pym ha scritto:
wolkoff ha scritto:

Complimenti alla lungimiranza e all'analisi "sensibile" dei responsabili SBE (Sclavi compreso, nel ruolo nel padrino assente-passivo) che se lo sono scelto e covato perbene lasciandocelo sorbire in tutta la sua patetica parabola, dalla pensione di Bloch a Ghost che fa Wells, passando per mogli in hijab, matrimoni baffeschi di convenienza, e gnagheggi al camposanto.


Dalle interviste che ho visto, a Sclavi importa davvero poco di Dylan e in generale ha pensato che fosse il caso che cominciasse a camminare da solo , con autori che potessero interpretarlo anche in maniera diversa. E' giusto che sia così ma per trovare un degno sostituto di Sclavi bisognerebbe trovare un altro "intellettuale prestato al fumetto".


Questa storia che non possono esistere epigoni di Sclavi è una scusa cantilenata per gli inetti. All'assenza di Tiziano ci siamo abituati da decenni. Ciò non toglie che ci siano ANCORA (talent scoutismo a parte) già abili ed arruolabili professionisti che capiscono moooooolto più di Dylan Dog, a livello di sintonia, del Sommo Vate Fregnacciaro. Tipo Medda o la Barbato alla supervisione. Per non parlare di un pajo che hai menzionato tu stesso, tipo Bilotta o Ambrosini, che tra l'altro sono quasi intellettuali di per sé. :roll:

Gordon Pym ha scritto:
wolkoff ha scritto:

Sappiamo tutti che è stato scelto solo per la roboanza del nome tra i nerdofili da fiera ed i cultori di fumetti trendy, oltre che per le sue capacità sul lato marketing, di markettizzare con hype a palla ogni fiato che gli usciva, sfintere social compreso.


non so quanto appeal potesse avere il suo nome su chi non bazzicava i forum degli appassionati di fumetti.

[...] Secondo me alcuni personaggi però sono fortemente legati al loro autore e Dylan è profondamente e indossolubimente legato a Sclavi così come Martyn Mystere lo è a Castelli, non sarà facile per nessuno metterci le mani.


Vedasi sopra.
Dylan senza Sclavi se la può cavare egregiamente, perché Tiziano ha finito nel '98 grossomodo, e questo non toglie che siano uscite dozzine di ottime storie dopo quel periodo per mano di altri. Quindi parliamo di polvere al vento: dài Dylan in mano a chi capisce di Dylan (non il nerd ottuso-integralista-leggi-Gualdoni; né il nerd-esaltato-imbonitore-leggi-Recchioni) e le cose possono assestarsi su una qualità elevata. Metti Ambrosini alla curatela della testata, e vedi in quale cestino finiscono le proposte di sceneggiatura di gente come la Baraldi o Simeoni. Il pesce puzza sempre dalla testa, e la coda se ne va per conto suo se lasciato puzzare.

Per quanto riguarda l'appeal, non mi riferivo di certo al bacino di utenza da risvegliare - e infatti le copie vendute continuano a calare, per dozzine di ragioni che non stiamo a ripetere.
Parlo di tutta una ragnatela mediatica di sotto-categorie interne al proprio settore social-compiacente, tra amiconi, amichetti, colleguzzi, colleguculi, scagnozzilli e comparastri in cerca di clamore sui loro blog, websites, fanzine, fiere, scuole di fumetto, etc, che auto-alimentano a vicenda il circuito dell'hype autoreferenziale da presunti connoisseurs, e garantiscono il marchio RR come fonte di interesse e ciarle a priori, scambiandosi visibilità a vicenda, tra una polemica gratuita ed una leccata di terga.

Tutto fumo, fetente, per il pesce arrostito di sopra... :?

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 Oggetto del messaggio: Re: Gestione Recchioni: nubi di ieri sul nostro domani odierno
MessaggioInviato: mer nov 04, 2020 4:47 pm 
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wolkoff ha scritto:

Questa storia che non possono esistere epigoni di Sclavi è una scusa cantilenata per gli inetti. All'assenza di Tiziano ci siamo abituati da decenni. Ciò non toglie che ci siano ANCORA (talent scoutismo a parte) già abili ed arruolabili professionisti che capiscono moooooolto più di Dylan Dog,

Dylan senza Sclavi se la può cavare egregiamente, perché Tiziano ha finito nel '98 grossomodo, e questo non toglie che siano uscite dozzine di ottime storie dopo quel periodo per mano di altri. Quindi parliamo di polvere al vento:


Non intendevo che non ci possano essere alternative a Sclavi, ci sono stati diversi autori che si sono alternati su Dylan e hanno fatto benissimo. Però una cosa è scrivere un pugno di buone storie su quattrocento numeri , un'altra è essere in grado di garantire buone storie ogni mese. Questa è la sfida non da poco che, al netto del filone aureo degli inizi, per ora non è riuscita a ben due curatori. Non siamo ancora riusciti a trovare il Mauro Boselli di Dylan Dog, ovvero uno che , per citare la sua pagina di wikipedia, " attinge a piene mani dalla tradizione ma non strafà, e, a differenza di altri, riesce ad equilibrare bene azione e sentimento, senza ripetere pedissequamente abusati cliché."

Per quanto riguarda poi l'abilità curatoriale , ho qualche dubbio sull'equazione bravo autore = bravo curatore. Credo che ad un curatore sia richiesto non solo di saper scrivere ottime storie, ma anche di essere in piena sintonia con il personaggio, di avere un certo intuito e una certa sensibilità, di saper selezionare e coordinare il lavoro degli altri senza essere troppo ingombrante, di saper fare delle scelte coraggiose e perchè no, oggi anche di avere una certa conoscenza del mondo dell'editoria e del marketing.

wolkoff ha scritto:
Parlo di tutta una ragnatela mediatica di sotto-categorie interne al proprio settore social-compiacente, tra amiconi, amichetti, colleguzzi, colleguculi, scagnozzilli e comparastri in cerca di clamore sui loro blog, websites, fanzine, fiere, scuole di fumetto, etc, che auto-alimentano a vicenda il circuito dell'hype autoreferenziale da presunti connoisseurs, e garantiscono il marchio RR come fonte di interesse e ciarle a priori, scambiandosi visibilità a vicenda, tra una polemica gratuita ed una leccata di terga.


Saper fare "networking" può anche essere una qualità, d'altronde in qualsiasi ambito lavorativo chi si trova a ricoprire ruoli di comando fa riferimento principalmente a persone di propria fiducia. Al di là di questo il circo mediatico può influenzare un po' il lettore ma è sempre quest'ultimo che fa le scelte. Recchioni non è certo diventato conosciuto e apprezzato o assunto dalla Bonelli per l'hype autoreferenziale degli addetti ai lavori che alla fine non comprano i fumetti e che per molti rappresentano un mondo sommerso e di nicchia, ma per i suoi prodotti precedenti (che piacciano o meno qui) e per la competenza mostrata negli anni. Le leccate di terga se le fanno reciprocamente un po' tutti, il mercato del lavoro in ambito fumettistico in Italia è comunque molto piccolo e se vuoi lavorare di certo stai al gioco.

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Nessuno ha mai detto che curare una testata sia una cosa semplice, o direttamente proporzionale alla capacità di scrivere storie... specialmente per una testata da oltre 30 storie all'anno e altrettanti (se non più) autori da gestire.

Ma Ambrosini e Medda (soprattutto quest'ultimo) hanno diretto nella loro carriera fior di testate, non limitandosi alle parte autoriale. Tanto per fare altri nomi per il toto-successione: la Barbato è un' incognita, Chiaverotti solo se liberamente ispirato, Bilotta forse troppo individualista, ma andrebbe provato pure lui, magari in collaborazione con uno dei summenzionati...
... in pratica una chance per tutti fuorché il Sommo, che ormai ha avuto ben 7 anni per mostrarsi per quello che è/sa fare... ed è ora di liberare la stanza per cambiare aria :? :? :? .

Gordon Pym ha scritto:
Recchioni non è certo diventato conosciuto e apprezzato o assunto dalla Bonelli per l'hype autoreferenziale degli addetti ai lavori che alla fine non comprano i fumetti e che per molti rappresentano un mondo sommerso e di nicchia, ma per i suoi prodotti precedenti .


Fìdati, sono cose che contano eccome: proprio lui il 70% del suo tempo lo devolve sui social e canali affini per alimentare quel circuito autoreferenziale di sopra, tra provocazioni dell'ultim'ora e markette reciprocamente dichiarate. E la Bonelli crede sia un santone del mondo comunicativo fumettistico, inteso come rete... cosa che in una certa misura lo è di sicuro, se prendiamo a paragone Gualdoni o Ambrosini per esempio.

Per quanto riguarda i prodotti (recenti), mi basta pensare a cose come 4Hoods o Monolith per capire che ormai vive solo di rendita di uscite che risalgono ad oltre un decennio fa, e che la sua vena si sia esaurita in flop e sciroppaggini a cateratta.

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Per l'ennesima volta, la prima scelta non era lui ma la barbato.

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