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283 - Il persecutore
Insufficiente (1-4) 3%  3%  [ 3 ]
Mediocre (5) 8%  8%  [ 9 ]
Accettabile (6) 19%  19%  [ 21 ]
Buono (7-8) 54%  54%  [ 61 ]
Ottimo (9-10) 17%  17%  [ 19 ]
Voti totali : 113
Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: Re: # 283 - Il persecutore
MessaggioInviato: sab mar 27, 2010 9:15 pm 
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Iscritto il: mar mag 03, 2005 8:56 pm
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Ho votato buono.
Spoiler!
Dopo la delusione per la storia del mese scorso, finalmente un Dylan che si mostra in tutta raison d'etre. Mi trovo molto d'accordo con Nyarla su soggetto e sceneggiatura, c'è una buona idea di fondo che miscela sapientemente il mondo onirico "a la Sclavi" ed i labirinti psicologici tipici di certe storie di Paola Barbato. Sulla sceneggiatura, sapiente uso del protagonista (finalmente!), dei comprimari usali (forse solo sulla Morte zoppica un po') e non (efficace l'uso dei "burosauri"). Un po' meno convincenti invece certi dialoghi (vedasi la già  citata frase di Brecht sulle banche) che credo siano sempre sull'orlo di una retorica a volte abusata. Casertano mi convince, mi piacciono molto le tavole in cui predominano i chiaroscuri; Giampo meno convincente sui volti ma tutto sommato bene. La copertina è stupenda, non serve dire altro.

SOGGETTO: 8
SCENEGGIATURA: 7,5
DISEGNI: 7,5
COPERTINA: 9

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 Oggetto del messaggio: Re: # 283 - Il persecutore
MessaggioInviato: dom mar 28, 2010 12:47 am 
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Iscritto il: lun nov 09, 2009 12:46 pm
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Sicuramente una delle storie migliori di Di Gregorio. Ho molto gradito la surreale disperazione che pervade tutto l'albo. Eppure...eppure, non so, ho la sensazione che qualcosa non quadri. Davvero non so bene dire cosa. Forse tutta questo filosofeggiare sul cinismo degli esattori e sulla kafkiana burocrazia è al limite del luogo comune. Forse Groucho parla un po' troppo e le sue battute sono a volte decisamente forzate. Forse il finale è troppo frettoloso e si ha come la sensazione che Di Gregorio, costruita una storia ricca di buoni spunti e gustose trovate, proprio non sapeva come uscirne (sensazione che mi hanno dato anche albi come "Cose dell'altro mondo" e "Fuga dal passato"). Ma nonostante queste pecche la storia risulta avvincente, molte sequenze sono riuscitissime e il cinismo di molte battute ("A volte non si vede una via d'uscita semplicemente perché non c'è una via d'uscita") appare sincero e non di maniera. L'idea che mi son fatto è che questa sia una delle storie più sclaviane tra quelle non scritte da Sclavi. Avanti così, Di Gregorio!

Ps: ottimo Casetano ma il Big Ben di pagina 15 è così sproporzionato da non poter non risultare un vero e proprio pugno nell'occhio.


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 Oggetto del messaggio: Re: # 283 - Il persecutore
MessaggioInviato: dom mar 28, 2010 4:14 am 
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Iscritto il: mer ott 04, 2006 11:52 pm
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Dailan97 ha scritto:
Ps: ottimo Casetano ma il Big Ben di pagina 15 è così sproporzionato da non poter non risultare un vero e proprio pugno nell'occhio.


E perché, la morte nella vignetta in basso a pag.18 no?! Sinceramente, non si può guardare! Meno male che Casertano si è rifatto alla grande con gran parte del resto dell'albo, in particolare con le scene a lume di candela!

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 Oggetto del messaggio: Re: # 283 - Il persecutore
MessaggioInviato: dom mar 28, 2010 5:14 am 
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Iscritto il: dom ott 08, 2006 12:46 pm
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Beh, partiamo dal presupposto che la prima scena bancaria rievoca un'analoga situazione di Per un pugno di sterline.

Si fa ricorso persino alla medesima citazione brechtiana...

Alla stessa maniera SPOILER il sogno della ricevuta sull'albero ricorda l'immagine, sempre di Per un pugno di sterline, della banconota maledetta rimasta impigliata fra alcuni rami.

EDIT: ho letto i commenti degli altri solo dopo aver scritto questa nota e il commento all'albo, quindi solo ora mi accorgo di aver detto cose già  note.


Ultima modifica di Savelic il dom mar 28, 2010 6:45 am, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: # 283 - Il persecutore
MessaggioInviato: dom mar 28, 2010 6:01 am 
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Iscritto il: gio set 01, 2005 1:05 pm
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Ho votato MEDIOCRE (2/5).
Una storia che poteva essere un gioiellino e invece rimane nella mediocrità a causa del pressapochismo con cui gli autori (tutti, ormai) scrivono le storie di Dylan.
Per pressapochismo intendo quei buchi, incongruenze e illogicità varie di sceneggiatura che gettano storie, che altrimenti sarebbero sicuramente ottime, nel calderone delle storie inutili.
Mi riferisco in particolare a
SPOILER
il prestito che Bloch fa a Dylan.
Gli presta 6666 (basta con sto 666... non se ne può più) sterline per pagare il suo debito. E va bene.
Poi Dylan paga in ritardo e quindi l'importo aumenta di 666 sterline (che Dylan ovviamente non ha).
La logica dice (almeno a me...) che Bloch presti a Dylan anche le altre 666 sterline perché:
a)non prestandogliele, praticamente, è come se avesse buttato via nel cesso il resto dei soldi, perché lascia Dylan nella cacca più completa nello stesso modo che non avendogli prestato nulla.
b)già  che ha sborsato 6666 sterline, che differenza può fare dargliene altre 666??? non ha senso.
Invece abbiamo Bloch che dice a Dylan "So che non accetteresti altro denaro da me, quindi non te lo propongo nemmeno", condannando così il suo più caro amico allo sfratto e al pignoramento di tutto ciò che ha, solo per non dargli 666 sterline in più. Non regge.
Ho trovato pesante anche il siparietto in banca con la solita gag che chi ha bisogno di un prestito deve dimostrare di non averne bisogno.
Già letta almeno altre 2 volte, risulta ulteriormente appesantita dalla citazione di Brecht che raggiunge anch'essa quota 3.
FINE SPOILER
Non mi è piaciuto neanche il finale, un pò banalotto e insapore.
Di questa storia salvo Groucho (esilarante!), l'idea (una storia dedicata alle tasse ci voleva, peccato sia stata sfruttata male), i disegni (anche se non ho visto questo tratto così innovativo di Casertano, come detto a inizio albo) e Dylan che, a prescindere dalla storia, si comporta finalmente da Dylan!


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 Oggetto del messaggio: Re: # 283 - Il persecutore
MessaggioInviato: dom mar 28, 2010 6:33 am 
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Iscritto il: dom ott 08, 2006 12:46 pm
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CONTIENE SPOILER

Sono combattuto nel giudicare questa storia. Da un lato, c'è un palese, smaccato, lapalissiano ricorso allo "sclavismo", quell'insieme di fattori che fanno "à la Sclavi" in una storia di Dylan Dog. Per fare alcuni esempi: Groucho che si racconta le battute anche quando è da solo, Dylan che pensa di dire una cosa a Groucho e poi si risponde da solo nel modo in cui Groucho gli risponderebbe, la Morte che dice a Dylan che il suo decesso è ancora lontano, il tizio/derelitto/aggressore che diventa la vittima del tizio/benestante/presunto aggredito, la lucida follia delle persone comuni e l'altrettanto lucida grettezza e cinismo dei burocrati, dal punto di vista tecnico il ricorso a numerose vicende occorse a personaggi secondari che gravitano attorno alla vicenda principale del protagonista. Dall'altro lato però emerge comunque un'impronta personale di Di Gregorio, che non può essere ricondotta a una pedissequa copia del modello ispiratore. Una certa indole reazionaria e una proposizione ideologica, quasi da manifesto programmatico, di un disagio sociale (un po' come avveniva ne Il re delle mosche riguardo al mondo accademico). Si dice che c'è la crisi, che non si riesce ad arrivare a fine mese etc. etc., però queste sembrano semplicemente delle rivendicazioni da proclama, senza entrare realmente in simbiosi coi fatti narrati.

Per carità , la storia è anche sapida, nel senso che per una volta Dylan torna a pensare e a comportarsi da essere umano e non da asse di legno (per usare un'espressione di bertuccia), e come lui anche gli altri personaggi. Alcuni dialoghi sono anche interessanti e alcuni scambi di battute arguti, altre volte invece si scade un po' nello stucchevole (il ricorso insistito all'idea di dover compiere una strage da parte di Dylan, per esempio).

Poi ci sarebbe di che parlare di alcune piccole cose, come l'abbandono improvviso di Groucho circa a metà  della storia, dopo la sua piacevole e costante presenza dell'inizio, la faccenda della ricevuta incriminata ai piedi della statua nel finale etc. etc. etc.

Quindi non saprei... è giusto lodare un autore che ha fatto una dignitosa marchetta, oppure è migliore chi ci prova a scrivere da se stesso e non da Sclavi e nel tentativo rischia di fallire? Il fatto è che qui Di Gregorio fa la marchetta dignitosa E ci prova anche a scrivere da se stesso...

Quindi diciamo che è un giudizio positivo con riserva.

Sul versante disegni, credo che scriverò una cosa che mai avrei pensato di scrivere: Casertano non mi è piaciuto! :o

EDIT: dopo aver letto i vari commenti, sostanzialmente mi ritrovo d'accordo in particolare con quanto scritto da basil.


Ultima modifica di Savelic il lun dic 12, 2011 10:54 am, modificato 2 volte in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: # 283 - Il persecutore
MessaggioInviato: dom mar 28, 2010 11:53 am 
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Strason ha scritto:
SPOILER
il prestito che Bloch fa a Dylan.
Gli presta 6666 (basta con sto 666... non se ne può più) sterline per pagare il suo debito. E va bene.
Poi Dylan paga in ritardo e quindi l'importo aumenta di 666 sterline (che Dylan ovviamente non ha).
La logica dice (almeno a me...) che Bloch presti a Dylan anche le altre 666 sterline perché:
a)non prestandogliele, praticamente, è come se avesse buttato via nel cesso il resto dei soldi, perché lascia Dylan nella cacca più completa nello stesso modo che non avendogli prestato nulla.
b)già  che ha sborsato 6666 sterline, che differenza può fare dargliene altre 666??? non ha senso.
Invece abbiamo Bloch che dice a Dylan "So che non accetteresti altro denaro da me, quindi non te lo propongo nemmeno", condannando così il suo più caro amico allo sfratto e al pignoramento di tutto ciò che ha, solo per non dargli 666 sterline in più. Non regge.


Ecco, qui sono d'accordo. Un po' per il fatto che Bloch non si prodighi a dare denaro ( che comunque in alternativa tira in ballo Wells), un po' per il fatto che si sia abbandonato questo aspetto nel prosieguo della storia.


Dario84 ha scritto:
Ma il vero problema è che, a differenza dello Sclavi-prototipo, in questa storia non c'è vera tensione narrativa. C'è una progressione peggiorativa dei fatti (la storia inizia con la notifica di pagamento e man mano Dylan scivola sempre di più nell'indigenza e nell'abiezione umana), ma non c'è un reale sviluppo, il che vuol dire che come la storia inizia a pagina 5, tale e quale la si ritrova a pagina 92, per esempio. E nello spazio che c'è nel mezzo sostanzialmente non viene raccontato nulla, c'è un susseguirsi di scene, ma la storia non evolve e resta cristallizzata nella fissità di una "situazione".


Ok, l'assunto di partenza rimane tale sino alla fine della storia, non progredendo di molto. Però se intorno alla situazione c'è un buon lavoro sui personaggi nella loro evoluzione psicologica, un minimo di narrazione c'è. Forse a volte ci si fa troppo paladini dell'assunto che una storia debba per forza avere uno svolgimento in cui le cose cambiano e tutto muta. Ben vengano le situazioni in cui dietro ad una sorta di loop narrativo c'è comunque un buon lavoro di evoluzione dei personaggi... (comunque il mio non era una sorta di attacco nei tuoi confronti, parlo in generale :wink:)

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 Oggetto del messaggio: Re: # 283 - Il persecutore
MessaggioInviato: dom mar 28, 2010 12:56 pm 
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VOTO BUONO

Devo dire che Di Gregorio mi ha proprio stupito, non credevo che riuscisse a trasporre una storia che come incubo aveva le tasse in una maniera cosi ben sistemata...peccato per i soliti finali troppo flash.
In compenso è la miglior storia dopo Mater Morbi del 2010

Copertina: 10
Disegni: 8
Sceneggiatura e Soggetto:7


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 Oggetto del messaggio: Re: # 283 - Il persecutore
MessaggioInviato: dom mar 28, 2010 1:14 pm 
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Iscritto il: lun dic 04, 2006 11:38 pm
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Dario84 ha scritto:
il classico giro di pagina con ripresa in situazioni diverse della medesima frase (quanto viene detto nell'ultima vignetta di una tavola viene ripreso immediatamente nella prima vignetta della pagina successiva)
Intendi gli stacchi analogici?


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 Oggetto del messaggio: Re: # 283 - Il persecutore
MessaggioInviato: dom mar 28, 2010 1:20 pm 
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Io li definirei "stacchi anaforici".


Ultima modifica di Savelic il lun dic 12, 2011 10:56 am, modificato 1 volta in totale.

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 Oggetto del messaggio: Re: # 283 - Il persecutore
MessaggioInviato: dom mar 28, 2010 1:28 pm 
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Iscritto il: ven mag 01, 2009 11:35 am
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Appena finito di leggere...
Beh i disegni sono belli soprattutto d'effetto le tavole che raffigurano la casa di DYD in penombra, davvero d'impatto.
La storia è interessante e fuori dall'ordinario tipico del mondo DYD. Il finale xò risulta un po deludente anche se non scontato. Però una cosa nn ho capito...
Spoiler
Si conclude con la vendita dei suoi immabili..qnd dobbiamo dedurne che nel prossimo albo DYD nn abbia + i suoi mostri all'ingresso ecc...? Ok ke le storie sono autoconlclusive xò....


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 Oggetto del messaggio: Re: # 283 - Il persecutore
MessaggioInviato: dom mar 28, 2010 1:57 pm 
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spezzo una lancia a favore degli autori...
non è più tanto facile stupire il pubblico, tutto sa di già  visto, proprio perché siamo arrivati al 2010 e dopo 24 anni le idee cominciano a scarseggiare. poi c'è il fatto dello splatter che è assente o censurato (es. bruno brindisi disse di aver disegnato per Tueentoun un feto troppo realistico e bonelli gliel'ha fatto levare)...

dove voglio arrivare? vi lamentate sempre dicendo "eh ma le storie vecchie erano tutta un'altra cosa! a noi piaceva il modo in cui scrivevano prima, in un certo senso i clichè in cui era intrappolato dylan anni fa (dai comportamenti di dylan -tipo suonare il clarinetto- al modo di impostare la sceneggiatura -gli stacchi anaforici di cui parlava dario ad esempio)"...poi quando, una volta ogni morte di papa, ve li danno...che fate? vi lamentate lo stesso dicendo che adesso gli autori vogliono riprendere cose vecchie, scrivono cose nel vecchio modo e QUINDI non sono originali... e non vi stà bene. ma posso capire una cosa? che vi aspettate allora? quale sarebbe, adesso ,con i canoni stabiliti dalla bonelli, un buon albo? secondo voi che deve fare uno sceneggiatore per creare un bell'albo di cui nessuno può lamentarsi con i paletti che che deve rispettare per non essere censurato?

no, ditelo, così almeno gli autori che ci leggono (se ci leggono) sanno in quali errori non incappare per far si che possano essere apprezzati anche da quei lettori che si squadrano l'albo pur di trovare un errore da rinfacciare (per far vedere a loro stessi che sono degli ottimi osservatori o critici o che ne so) e ormai hanno perso il senso di ciò che significa "leggere un fumetto"....LEGGERE, non ESAMINARE...direi che potete anche risparmiare i soldi se comprate fumetti per fare i critici e basta.
e cacchio! non è possibile!
[cito il commissario gordon "faccio quello che posso con quello che ho"]

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Non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato! Spiacere è il mio piacere! Io AMO essere odiato...


"BANG!"



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 Oggetto del messaggio: Re: # 283 - Il persecutore
MessaggioInviato: dom mar 28, 2010 2:01 pm 
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Iscritto il: mar gen 19, 2010 5:29 pm
Messaggi: 170
hai ragione!

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gloria numquam defluo


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MessaggioInviato: dom mar 28, 2010 2:12 pm 
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Iscritto il: dom ott 08, 2006 12:46 pm
Messaggi: 4831
Dylan, ma dicevi a me?

Sappi che io non sono mai appartenuto a quelli della categoria del: "si stava meglio quando si stava i primi 100 numeri di Dylan Dog", o "se non è Sclavi non lo leggo". Siccome non appartengo alla categoria di quelli che si lamentano del passato d'oro irrecuperabile, il tuo ragionamento non mi si può applicare. Poi a me il copia/incolla (evidente e non perfettamente riuscito) non è mai piaciuto.

Che poi la storia abbia anche un certo fascino e delle cose piacevoli è indubbio e non mi sono astenuto dall'evidenziarlo.

Questo sempre ammesso che ti stessi rivolgendo a me. ;)


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 Oggetto del messaggio: Re: # 283 - Il persecutore
MessaggioInviato: dom mar 28, 2010 2:21 pm 
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Iscritto il: ven nov 28, 2008 6:30 pm
Messaggi: 8883
Località: Chieti
Hai ragione soprattutto sull' ultima affermazione, Quirky; forse stiamo perdendo un pò il piacere di leggere, iniziamo a sfogliare un albo già  pensando di trovarci cose che non ci piaceranno.

Fra l' altro a me non è mai interessato passare una trama ai raggi X cercando il pelo nell' uovo per trovare il punto debole nella logica della narrazione. Salvo grossolanità evidenti, preferisco considerare il lato evocativo ed emozionale di una sceneggiatura, la sua capacità di raccontare e avvolgere. Tanto, usando la lente di ingrandimento, quel tipo di imperfezioni le troveremmo in qualunque racconto esistente, capolavori della letteratura compresi.

@ Dario: non credo proprio che la Quirky si riferisse a te, anzi, i tuoi commenti sono fra i più preziosi che si leggano sul forum, bensì a una tendenza ipercritica e qualche volta schizofrenica del lettore di Dylan Dog in generale che, in parte giustamente scoraggiato da un abbassamento oggettivo della qualità delle storie, tende a leggere con pignoleria pregiudicante le nuove uscite e ad evidenziarne solo i lati negativi. Quindi in una storia con un Dylan piatto rinpiangerà il Dylan di Sclavi, e in una storia più sclaviana ravvederà un mal riuscito tentativo di emulare il Maestro. Poi spesso è veramente così, però in questo modo ci si toglie il piacere di godere quando capita la storia apprezzabile e, senza voler dissacrare il Maestro (in tal caso fustigatemi senza pietà), fatemi dire che se avessimo letto con questo spirito anche le storie di Sclavi magari non le avremmo amate così tanto.

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"Non è morto ciò che in eterno può attendere, e col volgere di strani eoni anche la morte può morire."


Ultima modifica di Nyarlathotep il dom mar 28, 2010 2:36 pm, modificato 2 volte in totale.

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