Cravenroad7

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#136 Lassù qualcuno ci chiama
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 Oggetto del messaggio: #136 Lassù qualcuno ci chiama
MessaggioInviato: sab ago 16, 2008 9:36 am 
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Iscritto il: gio mag 29, 2008 9:23 pm
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Immagine

Dylan Dog n. 136 , mensile
Lassù qualcuno ci chiama

Soggetto e sceneggiatura: Tiziano Sclavi
Disegni: Bruno Brindisi
Copertina: Angelo Stano


Una voce è venuta dal fondo dell'universo e ha colpito un radiotelescopio. Tendendo l'orecchio si può sentirla. Dice - chissà perché - di andare a Llangwntffrwd, un piccolo villaggio gallese dal nome impossibile. Laggiù è la chiave del messaggio. Intelligenze aliene? Parole da un passato remoto o divine forze cosmiche? Forse soltanto una piccola anima smarrita nel cosmo, che canta per tutti la sua canzone d'addio...
________________

E' andato perduto il topic su questo fantastico albo [V], il terzo della trilogia Ufologica .
Bellissimo in tutto, anche se leggermente inferiore ai due precedenti.

soggetto 9
sceneggiatura 8
disegni 8
copertina 9


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 Oggetto del messaggio: Re: #136 Lassù qualcuno ci chiama
MessaggioInviato: mar lug 12, 2011 5:25 pm 
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Iscritto il: ven ott 15, 2010 4:50 pm
Messaggi: 2643
Località: Venaria Reale (To)
Neanche un commento du questa storia... :(

Una delle mie preferite in assoluto...perchè ha decisamente ciò che io cerco in un Dylan Dog...L'INDUZIONE ALLA RIFLESSIONE...questo è un albo che una volta terminato mi lascia silenzioso a pormi mille domande e formulare mille teorie..

La teoria di Sclavi sul fatto che l'anima sia un qualcosa di tangibile che si posa su un supporto e da lì possa liberare la sua energia e il suo messaggio (qui sottoforma di canzone gallese dei bimbi) è secondo me geniale...non so se sia farina del suo sacco o se l'abbia preso da qualcuno...adoro questo tipo di narrazioni che riguarda teorie meta-scientifiche..

Inoltre l'albo è molto poetico...la trombata con la nera è un ex cursus simpatico anche se non fondamentale...Groucho ottimo...Brindisi splendido (la tavola raffigurante lo studioso di fronte alla torre di Babele è sbalorditiva)..

Capolavoro

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"Ci sono piu' cose in cielo e in terra, Orazio, di quante se ne sognino i tuoi sistemi filosofici"


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 Oggetto del messaggio: Re: #136 Lassù qualcuno ci chiama
MessaggioInviato: mar lug 12, 2011 5:51 pm 
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Iscritto il: mar giu 21, 2011 11:26 am
Messaggi: 1415
Località: Firenze
Grande storia, della tipologia che preferisco, anche se la famosa trombata è artefatta da far paura. Dei tre capitoli della trilogia è sicuramente superiore a "Quando cadono le stelle", "Terrore dall'infinito" invece è altra roba, magnifica :D

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Giosafatte Salterino, al rogo mandateci gli inquisitori !


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 Oggetto del messaggio: Re: #136 Lassù qualcuno ci chiama
MessaggioInviato: mar lug 12, 2011 5:58 pm 
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Iscritto il: lun gen 11, 2010 11:19 pm
Messaggi: 4046
Località: Milano
Bella la citazione/omaggio ad Umberto Eco (chissà se legge ancora Dylan Dog, temo di no). Una storia che ha richiesto una lunga preparazione da parte degli autori.
Concordo che la trombata non ci stava. E' un po' una nota stonata, anche se ho capito il messaggio che Sclavi voleva dare.
E' anche l'unica copertina di Dyd con dei balloons per i dialoghi.

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Chi sa, fa, chi non sa, insegna, chi non sa insegnare, critica. E chi non sa neppure criticare, scrive recensioni sui forum.


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 Oggetto del messaggio: Re: #136 Lassù qualcuno ci chiama
MessaggioInviato: mar lug 12, 2011 8:46 pm 
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Iscritto il: ven ott 08, 2010 7:20 pm
Messaggi: 3171
Località: La Montagna del Nord
bellissima!!
il dialogo fra Dylan e Groucho nel maggiolino è fantastico!
E quando arrivano in paese....da Oscar!
e la fine? è dolcissima
VOTO 8,5

_________________
Al mondo non vi sono felicità né dolore assoluti, la vita di un uomo felice è un quadro dal fondale d'argento con delle stelle nere: la vita di un uomo infelice è un fondo nero con delle stelle d'argento


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 Oggetto del messaggio: Re: #136 Lassù qualcuno ci chiama
MessaggioInviato: mer lug 13, 2011 9:34 am 
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Iscritto il: mer mag 04, 2011 3:00 pm
Messaggi: 2116
Survivor82 ha scritto:
Concordo che la trombata non ci stava. E' un po' una nota stonata
Al contrario, è perfettamente in linea con il messaggio di una storia che vuole andare oltre il concetto assoluto di "forma".

_________________
l tuoi noti "sarcasmo" e "voglia di flammare" non attaccano con me. (cit.)

Quindi, sgarbato Dear?
Sì, come al solito.
Sta dicendo cose assurde?
Per niente. (cit.)


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 Oggetto del messaggio: Re: #136 Lassù qualcuno ci chiama
MessaggioInviato: mer lug 13, 2011 1:45 pm 
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Iscritto il: mar giu 21, 2011 11:26 am
Messaggi: 1415
Località: Firenze
ladyofdarkness ha scritto:
bellissima!!
il dialogo fra Dylan e Groucho nel maggiolino è fantastico!
E quando arrivano in paese....da Oscar!
e la fine? è dolcissima
VOTO 8,5

Concordo sull'inizio, è strepitoso

_________________
Giosafatte Salterino, al rogo mandateci gli inquisitori !


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 Oggetto del messaggio: Re: #136 Lassù qualcuno ci chiama
MessaggioInviato: dom mar 04, 2012 2:17 pm 
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Iscritto il: mer giu 29, 2011 6:53 pm
Messaggi: 1406
Località: La Spezia
Un mattone.
Simpatico e davvero interessante in alcuni punti (Humbert Coe incipit e fine) , in altri rigonfio di retorica.
Indubbiamente una delle peggiori di Sclavi.

_________________
Gioco delle citazioni XXII EDIZIONE: Medaglia di bronzo.


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 Oggetto del messaggio: Re: #136 Lassù qualcuno ci chiama
MessaggioInviato: dom mar 04, 2012 6:57 pm 
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Iscritto il: lun feb 28, 2011 3:20 pm
Messaggi: 6349
Località: Milano
Il problema è che a volte qlc risponde...

_________________
" Il locale è triste e sta sempre qua ! "

" Dylan Dog è arrivato allo scontrino fiscale "

Oriana Fallaci ti amo.


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 Oggetto del messaggio: Re: #136 Lassù qualcuno ci chiama
MessaggioInviato: lun mar 05, 2012 11:21 am 
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Iscritto il: sab giu 19, 2010 5:51 pm
Messaggi: 2700
letta in diretta è veramente indigeribile..


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 Oggetto del messaggio: Re: #136 Lassù qualcuno ci chiama
MessaggioInviato: lun mar 05, 2012 8:05 pm 
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Iscritto il: gio ago 20, 2009 12:26 pm
Messaggi: 6293
Località: Inverary 2.0
...tra quelle che ho sempre meno digerito di Sclavi.

Doveva metter il punto sulla saga all'altezza di Quando cadono le stelle, a mio vedere, o in altro modo.
Questa sembra un'appendice completiva che si dilunga in omaggi fuorvianti alla filosofia del linguaggio/semiotica, e scodinzolate al fantascientifico spiritualizzato nel buonismo.

Però ha dei punti di forza nei disegni - davvero splendidi - e in una buona dose d'ironia.
Se può interessare ci si era già confrontati con DavidB sul thread delle peggiori di Tiz
http://www.cravenroad7.it/forum/viewtopic.php?f=23&t=6369&start=15


Proposi al tempo del concorso, "Se mi spaventi t'indago" un sottotilo da problemi mediatici condominiali:

"Lassù qualcuno ci chiama"
"Sarà guasto il citofono" N° 136.BIS

ALOHA

_________________
Io no capito, io no capito

(anta baka?! [...] kimochi warui)


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 Oggetto del messaggio: Re: #136 Lassù qualcuno ci chiama
MessaggioInviato: gio apr 12, 2012 2:52 pm 
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Iscritto il: mer feb 29, 2012 8:36 pm
Messaggi: 530
La mia attuale compagna si sta laureando proprio in semiotica e proprio su Eco: quale migliore occasione per rispolverare quello che ritengo essere un magnifico albo, e analizzarne i molteplici spunti [davvero tanti].

Innanzitutto la copertina: un unicum all'interno della saga.
Non possiedo il Dizionario delle lingue immaginarie [che omaggia il Dialogo dei massimi sistemi di Landolfi nel (sotto)titolo: Aga Magéra Difùra], presunta fonte principale delle lingue abbozzate e spiaccicate alla rinfusa nei vari balloon. Fonte recensita, se non erro nel 1994, dallo stesso Eco. Giochi di rimandi.
Dal basso della mia ignoranza ho riconosciuto solo la scrittura geroglifica, quella pittografica, forse il gaelico stesso, e il Mister Mxyzptlk di supermaniana memoria sotto forma di interrogativo!
Condivido dunque lo stupore incuriosito di Dylan.

Bellissimo l'incipit notturno, sulla cui silenziosa desolazione si staglia il meraviglioso radiotelescopio [pag. 5].
Il contesto radioastronomico, coronato dal celebre bip bip[pag. 7], avrebbe fatto la gioia del povero Nikola Tesla.

Poi entra in scena Humbert Coe, che fra le pagine 11 e 15 specula sulla lingua madre, o lingua dell'uomo.
L'albo è datato gennaio 1998; cinque anni prima lo stesso Eco aveva pubblicato un saggio intitolato La ricerca della lingua perfetta nella cultura europea, che tratta temi affini a quelli sciorinati lungo le 98 pagine. Forse abbiamo scovato un'altra fonte!
In quell'opera si parla anche dell' Esperanto, vera e propria creazione linguistica umana che merita una certa attenzione. Perfezionata da un poliglotta polacco all' inizio del '900, l'Esperanto è stata più volte candidata e presentata come l'unica lingua futura per i rapporti internazionali. Nonostante l'ONU, l'UNESCO e l'OMS pubblichino i loro principali testi anche in questa lingua [e la Cina la trasmetta via radio], l' UE non ci sente, e preferisce spendere 1130 milioni di euro all'anno per mantenere la sua linea politica multilinguistica.
Dankon kaj adiau!

Intanto, a pag. 21, Juliet bestemmia in un idioma che si scoprirà essere il Wolof, lingua ufficiale del Senegal dopo il francese [pag. 65].
Del resto il francese è largodiffuso in Africa come prima lingua, con le dovute eccezioni, tipo l'arabo [Algeria, Egitto, Libia, Marocco, Sudan, Tunisia], l'inglese [Botswana, Gambia, Ghana, Kenya, Lesotho, Liberia, Malawi, Namibia, Nigeria, Sierra Leone, Repubblica Sudafricana, Swaziland, Tanzania, Uganda, Zambia, Zimbabwe] e il portoghese [Capo Verde, Angola, Guinea-Bissau, Mozambico, Sao Tomé e principe].
La splendida varietà delle minoranze, poi, appartiene soprattutto a due raggruppamenti: o al gruppo bantu [che significa "uomini", essendo il plurale di mtu, e comprende i vari kirundi, sesotho, tswana, zulu, cafro e soprattutto lo swahili] o al gruppo khoisan, cioè, propriamente le lingue dei gruppi khoi e san [ottentotti e boscimani]. Sono tutte lingue davvero caratteristiche e armoniose, soprattutto quelle del primo gruppo, curiose anche da leggere.
Il gruppo bantu, a sua volta, è una parte del gruppo Niger-Congo, di cui fa parte lo stesso wolof.

Neanche il tempo di girare pagina [22] e mi trovo piacevolmente sorpreso dalla citazione di Joseph Greenberg.
Greenberg è un linguista poco noto, che ha osato sfidare l'ortodossia richiamando l'attenzione sulla necessità di restringere il numero di famiglie linguistiche; il suo massiccio utilizzo di dati extralinguistici [come la delicatissima genetica] a sostegno di questa tesi l'ha però reso una sorta di profeta nel deserto. Non era poi così solo però, come sottolinea pag. 63 citando il nostratico : una superfamiglia linguistica teorizzata appunto da Shevoroshkin [1988], Bomhard e altri per delineare e spiegare alcune connessioni fra l'indoeuropeo e alcune famiglie limitrofe [dravidica, caucasica, uralo-altaica e camito-semitica].
L'aneddoto sulla poesia in nostratico, però, me l'ero perso!

A pag. 39 viene decantata però un'altra poesia, in gaelico.
In realtà il gaelico non è esattamente una lingua; ecco forse spiegata la difficoltà nel reperirlo ed esporlo, come amesso nel Club dell'Orrore iniziale :D
Si tratta di un gruppo di lingue celtiche [della "seconda fase": celtico insulare] che comprende l'irlandese e lo scozzese; per chi è interessato [e lo sarà lo stesso Dylan, vista la passione per le irlandesi!], il più antico testo in irlandese a noi pervenuto fa parte delle cosiddette iscrizioni oghamiche [V-VI secolo d.C.].
Al gaelico si oppone poi il britannico, che comprende gallese, bretone e i defunti cornovagliese e manx.
Far parlare il "gaelico" in Galles non mi è parsa quindi una buona idea. Anche se nell' Horror Post vengono messe le mani avanti, dichiarando che la storia è ambientata prima della dichiarazione di indipendenza: presumo si riferiscano dunque al 1955, ma come spiegare allora le immutate sembianze di Dylan e Groucho? :cry:
Poco cambierebbe, comunque, linguisticamente.
Ma non poniamo troppi quesiti ad un'opera di fantasia :)

Passando a Juliet, c'è da dire che è un comprimario femminile piuttosto bizzarro nella sua normalità, come rileva anche Groucho [pag. 54]. Ma è puro "fascino" [pag. 53], sostanza, essenza che rende superflua la materia, come sarà per la piccola Eilidh.
A proposito, i due film annunciati e promessi, sparsi fra le pagine,dovrebbero riferirsi entrambi a Juliet e Eilidh: Picnic ad Hanging Rock di Peter Weir [1975] per la vicenda della scomparsa, e Romuald e Juliette di Colin Serreau [1988] per la figura della Venere [steatopigia?] nera.

Chiude l'albo una citazione di Eco [e/con cardinale Martini], che suggerisce una teoria [meta]fisica poetica ed evocativa, sfondo e spiegazione ideale delle melodiche vicende di Llangwntffrwd Yng Ngwyf.

Disegni storici e fantastici [pp. 5, 9, 12, 14-15, 16, 28, 39, 43-45 e potrei andare avanti all'infinito], un Groucho strepitoso sia di per sé sia nelle interazioni con il popolo gallese, satira e poesia, filosofia e scienza, esoterismo e magia, spunti infiniti.
E non ho mai visto il buonismo come un limite, ma come un modo di raccontare, un punto di vista più o meno adatto, che può avere più o meno detrattori o ricettori, ma che non trovo fuori luogo per principio o in assoluto. Una caratteristica, non un pregio o un difetto.

Credo che quest'albo abbia proprio tutto.


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 Oggetto del messaggio: Re: #136 Lassù qualcuno ci chiama
MessaggioInviato: ven ago 17, 2012 12:14 pm 
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Iscritto il: lun ago 15, 2011 10:01 am
Messaggi: 407
voto buono, della trilogia è l'unico che mi piace davvero


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 Oggetto del messaggio: Re: #136 Lassù qualcuno ci chiama
MessaggioInviato: ven ago 17, 2012 12:28 pm 
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Iscritto il: sab giu 19, 2010 5:51 pm
Messaggi: 2700
mediocre

http://www.ilgiornale.it/news/cultura/e ... 27822.html


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 Oggetto del messaggio: Re: #136 Lassù qualcuno ci chiama
MessaggioInviato: sab set 01, 2012 6:43 pm 
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Iscritto il: sab ago 27, 2011 12:53 pm
Messaggi: 3172
Località: Valsesia
E' una storia scritta benissimo e disegnata ancora meglio, stimola alla riflessione, sfodera citazione colte (e meno colte, come quella di un piccolo film a me molto caro come "L'inglese che salì la collina e scese da una montagna") e temi alti, per questo oggettivamente ho votato buono.
Ma qui mi tocca sposare le sensazioni del vecchio e Kramer.. è un mattone insostenibile. La prima volta che lo lessi, anche se mi piacque, mi spinse a chiedermi se l'albo che avevo tra le mani fosse lo stesso Dylan Dog che avevo iniziato ad acquistare oltre dieci anni prima. Mai visto uno Sclavi così logorroico. Ci ho messo più tempo a leggere da pag. 17 a 24 che tutto il #100.
Poi Dylan che va a letto con Louis Armstrong nun se po' vede anche se è in sintonia con il tema della storia.
Della trilogia ufologica mi tengo stretto solo Terrore dall'infinito.

_________________
https://lastoriadidylandog.blogspot.com


Ultima modifica di Altair il sab set 01, 2012 8:17 pm, modificato 1 volta in totale.

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