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#66 Partita con la morte
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 Oggetto del messaggio: Re: #66 Partita con la morte
MessaggioInviato: ven apr 24, 2020 10:28 pm 
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Probabilmente il migliore albo di Chiaverotti
Meraviglioso, zeppo di idee geniali una dietro l'altra, morti a catena, Safará, la morte del Tossico e del Guardiano poetiche, Dylan in grande spolvero, finale cattivo
Voto 9 pieno, il migliore albo horror del periodo, tolti i mostri sacri sulla 80ina ed altri albi più irregolari come l'Ultimo Uomo


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 Oggetto del messaggio: Re: #66 Partita con la morte
MessaggioInviato: ven giu 05, 2020 7:24 pm 
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Rileggerla dopo moltissimi anni mi ha permesso di notare elementi che prima mi erano sfuggiti o che non mi avrebbero detto nulla, come i poster di King Crimson (pag. 18) e Pere Ubu (pag. 47), oltre a un disegno che sembra davvero mooooolto malizioso (la terza vignetta di pagina 79: guardate bene la figura formata dal Maggiolone e dall'alone di luce proiettato dai suoi fari... :mrgreen: ). Inoltre, l'uomo che esce nudo dallo specchio e il ritorno dell'espressione "riflessi di morte" non fanno che aumentare i miei dubbi sulla reale paternità del #44.

Si vola altissimo, qui, sia nei riferimenti (oltre a Bergman, Chiaverotti cita il suo compaesano Pavese -"Verrà la morte..."), sia nei risultati: disegni sublimi e un finale da antologia, tra i più beffardi e spietati di sempre -e tra i più problematici, con Dylan Dog che, dopo non averci capito nulla per tutta la storia, finisce per
Spoiler!
"uccidere" a sangue freddo un uomo in coma.

Non è l'unico punto critico della sceneggiatura, va detto: come hanno notato anche altri, per un essere onnisciente, ce ne sono un bel po' di cose che la Morte ignora, come ad esempio la relazione tra Harvey e Denise, o lo stesso fatto che Harvey avesse scoperto il tradimento della moglie (nota: mi sta bene che la Morte non riesca a cogliere le intenzioni di un personaggio, ma sulle azioni non si scappa: se sa tutto, allora sa tutto). E non vedo particolari ragioni di pudore o modestia che impediscano a Denise di rivelare a Dylan che lei e Harvey hanno rotto da poco -dal momento che lei sa di essere il punto in comune tra le prime due vittime, la immaginerei un po' più preoccupata.

In sintesi: quasi certamente il miglior Roi, e uno dei migliori (ma quasi certamente non il migliore) Chiaverotti. Ce n'è abbastanza per consegnarla alla leggenda, in ogni caso.

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Non giudicare gli uomini sulla base delle loro opinioni, ma da ciò che le opinioni possono fare di loro. (Georg Christoph Lichtenberg)


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 Oggetto del messaggio: Re: #66 Partita con la morte
MessaggioInviato: ven giu 05, 2020 11:38 pm 
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Stavros, quindi il 44 potrebbe essere di Chiaverotti?
ps I buchi di trama e le disattenzioni tipiche del Chiave, mi ricordano spesso quelle di Lucio Fulci nei film horror
Il fatto è che comunque sono contornate in entrambi i casi da colpi di genio, scene memorabili, e personaggi che lasciano il segno, quindi il più delle volte li ignori e valuti solo il meglio del prodotto
Piccolo Off-Topic: proprio ieri ho visto per la prima volta Una sull'Altra del mio idolo... Che dire, è un film perfetto visivamente e come atmosfere
È un po' la sua Partita con la Morte o Lontano dalla Luce
Ad avercene oggi, di geni imprecisi e svogliati come loro due


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 Oggetto del messaggio: Re: #66 Partita con la morte
MessaggioInviato: sab giu 06, 2020 12:37 pm 
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mariosirius ha scritto:
Stavros, quindi il 44 potrebbe essere di Chiaverotti?


No, no, o perlomeno non ho nessuna informazione di prima o seconda o terza mano a riguardo -ho solo ripreso quello che ho scritto, sotto forma di battuta, in un commento nel thread dedicato a quell'albo. Sia chiaro, non ci tengo affatto a fare allusioni o scatenare polemiche, diomenescampi. :)

È semplicemente una suggestione che mi è venuta in questi giorni, nei quali sto rileggendo gli albi di Dylan Dog in ordine cronologico ma "per sceneggiatore", e quindi per la prima volta mi è capitato di notare o pensare che le due storie di Toninelli ("Giorno maledetto" e "Riflessi di Morte") sono molto chiaverottiane, soprattutto la seconda: lo splatter, l'erotismo, il ritmo, l'umorismo, la strage in classe -vedi "Armageddon", anche se in generale Chiaverotti in quel periodo ha usato più volte ambientazioni scolastiche: "Scritto con il sangue", "La Regina delle Tenebre"... (Quanto alla prima, che peraltro è comunque bella sanguinosa, il meccanismo delle vittime apparentemente scollegate ma in realtà accomunate da un crimine commesso nel passato è stato ripreso da Chiaverotti in altre storie come "La Mummia", "Frankenstein!", o "Lo spettro nel buio" -dove il crimine deve ancora avvenire, ma insomma.)

Di Fulci e di questo Chiaverotti ho nostalgia anch'io, ma le loro opere sono così legate all'epoca in cui furono prodotte da farmi venire il forte sospetto che la mia nostalgia non sia legata a loro, ma all'epoca stessa, a quella particolare (e storicamente connotata, quindi comunque irripetibile) concezione di "serie B" -di registi visionari, eccessivi, scorretti, ne abbiamo parecchi anche oggi, e neanche tutti confinati nell'ambito horror (anche se autori come von Trier, Aronofsky, o Winding Refn si sono spesso avvicinati a quei lidi); quanto agli sceneggiatori, diciamo che non conosco abbastanza bene il panorama fumettistico contemporaneo, ma di certo se c'è in giro qualcuno del genere non sta scrivendo Dylan Dog, in questo momento. :) (Che poi per me non è un problema, a dire il vero -ma questo è un altro discorso.)

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 Oggetto del messaggio: Re: #66 Partita con la morte
MessaggioInviato: sab giu 06, 2020 12:57 pm 
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Stavros ha scritto:

Di Fulci e di questo Chiaverotti ho nostalgia anch'io, ma le loro opere sono così legate all'epoca in cui furono prodotte da farmi venire il forte sospetto che la mia nostalgia non sia legata a loro, ma all'epoca stessa, a quella particolare (e storicamente connotata, quindi comunque irripetibile) concezione di "serie B" ... quanto agli sceneggiatori, diciamo che .... di certo se c'è in giro qualcuno del genere non sta scrivendo Dylan Dog, in questo momento. :) (Che poi per me non è un problema, a dire il vero -ma questo è un altro discorso.)


Un altro discorso fino ad un certo punto, ed un problema su cui molti s'impuntano. Se le attuali - anzi, parliamo di almeno una decade - storie di DD hanno perso colpi è anche perché non riescono a (ri)creare quell'atmosfera di genere B-movie, salvo patetici tentativi di imitazione (v. teen horror ricicloidi farciti di citazioni nerd) Non è un discorso di nostalgia chiagnona; è un discorso di funzionalità perché gli incubi da horror dylaniato nascono da quelle premesse, si sviluppano e le fanne proprie in (C)chiave originale a partire dal periodo d'oro, ma con buoni risultati anche in seguito... e per funzionare ne necessita ancora adesso, di tanto in tanto, senza rinunciare all'anima più dinamica del personaggio.
Di certo gli autori attuali ai testi non ne sono capaci. Sul fatto che ne circolino altri in giro capaci nutrirei qualche dubbio, ma dal momento che non sono pessimista per posa, sta alla capacità dei talent scout SBE scovarli e metterli nelle condizioni di lavorare al meglio.
Cosa che di sicuro è l'ultima delle priorità nell'attuale direttivo... :roll:


A.A.A. LOHA CERCASI

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 Oggetto del messaggio: Re: #66 Partita con la morte
MessaggioInviato: dom giu 07, 2020 12:52 pm 
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wolkoff ha scritto:
Stavros ha scritto:

Di Fulci e di questo Chiaverotti ho nostalgia anch'io, ma le loro opere sono così legate all'epoca in cui furono prodotte da farmi venire il forte sospetto che la mia nostalgia non sia legata a loro, ma all'epoca stessa, a quella particolare (e storicamente connotata, quindi comunque irripetibile) concezione di "serie B" ... quanto agli sceneggiatori, diciamo che .... di certo se c'è in giro qualcuno del genere non sta scrivendo Dylan Dog, in questo momento. :) (Che poi per me non è un problema, a dire il vero -ma questo è un altro discorso.)


Un altro discorso fino ad un certo punto, ed un problema su cui molti s'impuntano. Se le attuali - anzi, parliamo di almeno una decade - storie di DD hanno perso colpi è anche perché non riescono a (ri)creare quell'atmosfera di genere B-movie, salvo patetici tentativi di imitazione (v. teen horror ricicloidi farciti di citazioni nerd) Non è un discorso di nostalgia chiagnona; è un discorso di funzionalità perché gli incubi da horror dylaniato nascono da quelle premesse, si sviluppano e le fanne proprie in (C)chiave originale a partire dal periodo d'oro, ma con buoni risultati anche in seguito... e per funzionare ne necessita ancora adesso, di tanto in tanto, senza rinunciare all'anima più dinamica del personaggio.
Di certo gli autori attuali ai testi non ne sono capaci. Sul fatto che ne circolino altri in giro capaci nutrirei qualche dubbio, ma dal momento che non sono pessimista per posa, sta alla capacità dei talent scout SBE scovarli e metterli nelle condizioni di lavorare al meglio.
Cosa che di sicuro è l'ultima delle priorità nell'attuale direttivo... :roll:


A.A.A. LOHA CERCASI


Forse non è neppure una questione di pessimismo (che comunque dimostri, se credi e affermi che alla Bonelli non sono interessati a trovare giovani talenti... :) ), ma di realismo. Se in venticinque anni Dylan Dog non ha trovato un altro Chiaverotti, le possibilità sono tre:

1) un nuovo Chiaverotti esiste, ma non lavora alla Bonelli;
2) un nuovo Chiaverotti esiste, lavora alla Bonelli, MA la sua creatività viene irregimentata e condizionata al punto di non farlo rendere al meglio;
3) un nuovo Chiaverotti non esiste.

L'ipotesi 1 sarebbe facile da confermare: basterebbe citare qualche nome... che nessuno di noi due però conosce, quindi fino a prova contraria dobbiamo escluderla.

Per l'ipotesi 2 vale quanto detto per l'ipotesi 1 -mi pare che tu legga molti fumetti della Bonelli, quindi immagino che saresti in grado di citare qualche sceneggiatore che magari non lavora su Dylan Dog ma che potrebbe essere adatto alla bisogna (sul fatto del "sabotaggio", invece, a meno di dichiarazioni dei diretti interessati, tutto quello che si potrebbe dire rimarrebbe allo stato dell'allusione e del pettegolezzo, e dunque non m'interessa). In caso contrario, ci tocca escludere anche questa.

Rimane l'ipotesi 3, che -appunto- dopo venticinque anni mi appare nettamente come la più probabile: nessuno scrive più come Chiaverotti principalmente perché... nessuno scrive più come Chiaverotti -nel senso in cui si potrebbe dire che "nessuno scrive più come D'Annunzio", o "nessuno suona più come i Led Zeppelin": vale a dire che quel determinato stile viene ritenuto inesorabilmente legato a una determinata epoca, e gli sceneggiatori di fumetti, quale che sia la loro formazione, non sono interessati a ripercorrere quella strada, ma preferiscono ispirarsi ad altri modelli, altre forme di narrazione, altri immaginarii, più moderni. (E a proposito, sarebbe anche molto difficile dare una definizione contemporanea di "b-movie", e quindi capire a quale universo espressivo dovrebbe rifarsi l'autore dei nostri sogni: I film della Asylum? Youtube? Le creepypasta?)
Che ovviamente è un problema, se ami D'Annunzio o i Led Zeppelin: ma è un problema senza soluzione, se non quella di limitarsi agli originali.

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 Oggetto del messaggio: Re: #66 Partita con la morte
MessaggioInviato: dom giu 07, 2020 1:24 pm 
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Iscritto il: gio ago 20, 2009 12:26 pm
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Ti sei scordato la 4a ipotesi: alla SBE non frega una mazza di scovare il novello Chiaverotti perché hanno altre priorità (idiote) nel collocare i trend per l'attuale Dylan :) .
Basti vedere meteore, meta-discorsi, remake, mmeriganate... e altra paccottiglia sotto gli occhi di tutti.

Comunque sia, a parte certi schematismi che non mi vedono più di tanto partecipe, Chiaverotti è ancora vivo e vegeto, e per Morgan Lost non sceneggia neanche 600pp all'anno ormai. In teoria potrebbe esser lui stesso assoldabile per un rientro - e rientrerà di fatto nel #409 - MA NON NELLE condizioni che gli permettono di esprimersi a pieno potenziale, perché condizionato dai magheggi e dalle imposizioni dell'attuale direttivo, che hanno ben altre priorità rispetto al refresh dei B-movie cult, o dell'onirismo trash del Chiave oldschool. Non è un discorso di epoca, è un discorso di contesto.

Ad ogni modo non è così fisiologicamente necessario trovare un "nuovo" Chiaverotti reincarnato che sappia calcarne alla perfezione il mood. Ho già detto che i tentativi di imitazione spesso risultano patetici. Basterebbe mettere ai testi qualcuno che abbia idea di cosa sia l'horror dylaniato, magari imprimendo una sfumatura personale, senza rinnegare il contributo del Chiave o il fascino di quel mood. Senza contare che esistono altri mood molto validi...per quanto non nascano un Medda o un Ambrosini all'anno, certo. Il problema è che nessuno si sforza di fare ricerche adeguate tra più o meno giovani promesse, perché troppo preso dall'invitare sulla testata-carrozzone gli amiconi di fiera (v. Ratigher) le maghette teen (v. Baraldi) o i reg-inetti della mediocrità (v. Simeoni, Eccher, etc) :? :? :? .

E per giovani promesse non intendo necessariamente qualcuno che vanta già un CV promettente nel settore. Potrebbe trattarsi anche di un oscuro sceneggiatore di spot tv che però cova un talento inespresso per quel genere di incubi dylaniati a fumetti. Non devo conoscere io questo nome né segnalarlo, devono trovarlo loro, magari per tentativi... anche fallimentari inizialmente. Poretto & Mericone hanno esordito con una storia boom su un Maxi di circa un lustro fa (Il Lago Nero, molto chiaverottiana tra l'altro), ma poi si sono adeguate/accomodate su un trend abbastanza insignificante di terza fascia di ripiego, senza stimoli particolari... perché glielo hanno permesso, i revisori stessi: fossi stato io, sai quante scudisciate finché non mi proponevano qualcosa che arriva almeno al 70% della qualità del loro esordio :P :tc: :P

Alla fine se permetti di pubblicare certe cose o non ti impegni per raggiungere determinati standard, puoi anche iniettare il gene di Claudione in tutte le strafiche di Torino e dintorni, ma non ne nascerà mai una nuova stirpe di autori dylaniati di quel calibro.

Comunque siamo abbastanza OT e direi di aprirne un altro o trovarne uno simile nella sezione "Discussioni varie" se si vuole proseguire, ma non adesso perché ho altro da fare.
La mia ipofisi va in-timing con l'orario domenicale dei pasti... e non oso immaginare che mostri partorirebbe se non viene assecondata :o .

ALOHA ARROSTO CON LA SCOSSA

Spoiler!
e a proposito di quanto detto prima, proprio per l'ottimismo fatalista (con tanto di barba e bottiglia di vodka a corredo)... non penso che il #409 e gli altri albi del Chiave a venire saranno un granché... ma lo spero. Sempre che non m'asportino l'ipofisi negli USA intanto, dicendo che penso il contrario di quello che scrivo, come fonte inaffidabile :)

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 Oggetto del messaggio: Re: #66 Partita con la morte
MessaggioInviato: lun giu 08, 2020 3:38 am 
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Iscritto il: mar dic 06, 2016 3:28 pm
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Che te ne fai di un nuovo Chiaverotti quando basta fare le copertine con le figurine staccabili come i Cioè di mia sorella degli anni 90?
Tanto qualche c&#%@&e che gli compra 8 albi al mese lo trovano sempre: 4 per avere le 4 varianti, 1 la imbustiamo, una la fotocopiamo, una la leggiamo con le pinzette delle sopracciglie e l'ultima ci facciamo il selfie con frase filosofica sotto, poi andiamo a scrivere sulla pagina di Recchioni che le storie fanno schifo e si stava meglio negli anni 80 con le storie che valgono tutte 10 e sono tutte sottovalutate
Ah, che bella la capa fresca!


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 Oggetto del messaggio: Re: #66 Partita con la morte
MessaggioInviato: mer apr 21, 2021 12:23 pm 
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Iscritto il: gio mar 04, 2021 10:21 am
Messaggi: 270
La costruzione dell'albo è buona, forse un po' incongruo l'ingenuo il dio morte che non si rende conto del raggiro.
Il problema di Claudio Chiaverotti mi sembra quello di appesantire troppo spesso le vicende narrate.
Anche qui mi dà questa impressione.

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 Oggetto del messaggio: Re: #66 Partita con la morte
MessaggioInviato: mar ago 16, 2022 11:33 am 
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Iscritto il: gio set 08, 2005 12:39 pm
Messaggi: 79
Che la partita a scacchi con la Morte sia una citazione, non c'è neanche bisogno di scriverlo.
Chiunque ha in mente questa immagine senza neppure sapere perchè. E infatti il film in questione l'ho recuperato solo qualche anno fa, ma questa scena nella mia mente ce l'ho da sempre.

Avendo qualche albo di prima stampa nella collezione da lettura (quelli della collezione "seria" neppure li apro), ho notato che nel Club dell'Orrore in seconda di copertina spesso vengono anticipate le citazioni e le ispirazioni di libri e film che saranno presenti nella storia. Per quest'albo purtroppo ho la versione Book che ne è priva, ma sono sicuro che nell'originale il rimando a "Il settimo sigillo" sia già preannunciato.

Le mie osservazioni sulla storia.
Grande e affascinante il tema trattato e come è stato trattato. Forse è un po' strano che la Morte sia così ingenua da farsi beffare da un semplice umano, ma è il pretesto per una combo finale Morte-Dylan che termina la sua vita-morte nel modo peggiore possibile.
Purtroppo i disegni di Roi, come sempre, donano una certa atmosfera cupa generale ma rovinano ogni singolo riquadro con la loro eccessiva mancanza di dettagli.
Quindi, non posso dare un voto complessivo maggiore di 7.


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 Oggetto del messaggio: Re: #66 Partita con la morte
MessaggioInviato: dom nov 26, 2023 9:32 pm 
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Iscritto il: ven ago 18, 2023 9:49 pm
Messaggi: 126
Buonasera,
non è un albo tra i miei preferiti visto che Dylan ha un ruolo abbastanza marginale e la maggior parte delle scene sono incentrate su la Morte, Burton e le sue vittime; molto bella la scena all'ospedale con lo scontro tra Dylan Dog e la guardiana. Nel complesso lo reputo accettabile.
Baron Karza


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